Sui Punti nascita il PD siciliano sta solo recitando il copione assegnatogli da Renzi

Sui Punti nascita il PD siciliano sta solo recitando il copione assegnatogli da Renzi
7 gennaio 2016

Se il governo regionale è oggi espressione massima dello squallore politico, ebbene, di questo squallore il PD siciliano rappresenta la vera sostanza, la materialità. I Punti nascita – insieme ad altri presidi sanitari della Sicilia – vanno chiusi non per la ‘sicurezza’ dei siciliani (figuriamoci!), ma per fare ‘cassa’ sulla pelle dei siciliani (nel caso dei Punti nascita, sulla pelle delle donne). Ma se sulle Madonie il ‘casino’ continuerà, Renzi è pronto a fare marcia indietro, trasformando un diritto della gente in una ‘cortesia’ del governo, come ai tempi dei vecchi dorotei della DC

Ma cos’è, in politica, la coerenza? Cos’è la coerenza nella politica siciliana? Cosa significa essere coerenti e conseguenti nel PD dell’Isola? Il tema riguarda l’atteggiamento dello Stato – oggi impersonato dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi – verso la Sicilia. Riguarda i circa 10 miliardi di Euro che lo scorso anno Roma a scippato dal Bilancio della Regione.

Riguarda la chiusura di quattro Punti nascita della Sicilia.

Simpatici, questi parlamentari del PD. Con le sole eccezioni di Giuseppe Lauricella (deputato nazionale eletto in Sicilia), che ha più volte posto il tema legato ai problemi del Bilancio regionale, e di Giovanni Panepinto, che ha difeso la legge regionale sulla gestione pubblica dell’acqua in Sicilia, non abbiamo letto una sola dichiarazione di questi signori del Partito Democratico siciliano in difesa degli interessi di 5 milioni di Siciliani.

Certo, dovrebbe essere il segretario regionale di un partito a prendere posizione su temi così importanti. Ma questo starebbe a significare che in Sicilia c’è un partito che si chiama PD, con un vero segretario regionale: cosa che è vera solo sulla carta.

La verità è che, tranne pochissime eccezioni, la deputazione nazionale e regionale del PD siciliano è fatta da personaggi che non riescono a vedere oltre il proprio deretano: cioè oltre lo scranno parlamentare che occupano non per lavorare nell’interesse dei siciliani che dicono di rappresentare, ma per farsi i cavoli propri.

La vicenda del Punto nascita di Patralia Sottana, sulle Madonie, è emblematica. Contrariamente a quello che cerca di contrabbandare la Ministra, Beatrice Lorenzin, questo Punto nascita e i Punti nascita di Santo Stefano di Quisquina, di Lipari e di Mussomeli non sono stati sbaraccati per tutelare la salute delle donne partorienti della Sicilia, ma per consentire al governo nazionale di ‘risparmiare’ soldi sulla pelle dei siciliani, in questo caso delle donne siciliane che debbono partorire.

Del resto, basta riflettere: un governo che ha massacrato la Sicilia, depredato una media di 10 miliardi di Euro all’anno dal Bilancio della Regione, sbaraccato presidi sanitari in ogni provincia dell’Isola, oggi, improvvisamente, si ‘preoccupa’ delle salute delle donne siciliane partorienti? Ma a chi pensano di prendere in giro la ministra Lorenzin, il suo partito che non c’è e lo stesso Renzi? Non avete fatto altro che massacrarci e adesso ci dite che tagliate i Punti nascita nel nostro interesse? Siete penosi!

La verità è che volete scippare altri soldi ala Regione siciliana. Il conto ve lo facciamo noi. Lo Stato italiano non versa alla Regione il 50 per cento dei 9,2 miliardi della spesa sanitaria annuale della Sicilia. Anche perché, in Sicilia, da qualche anno a questa parte, sui conti della sanità c’è grande confusione. Lo Stato, su 9,2 miliardi di Euro (a tanto dovrebbe ammontare, sulla carta, il costo della sanità in Sicilia ogni anno), versa appena 2,2 miliardi di Euro all’anno.

A nostro avviso, lo Stato, grazie all’ascarismo dell’attuale governo regionale, versa ogni anno nelle ‘casse’ della Regione meno di 2,2 miliardi di Euro. Forse meno della metà di questa somma.

La notizia è che, adesso, non vuole versare nemmeno la metà di 2,2 miliardi di Euro. Così hanno deciso anche di chiudere i quattro Punti nascita.

Diciamo “anche”, perché il governo nazionale di Matteo – con l’avallo di un governo regionale di ‘ascari’ a 24 carati – sta proseguendo nell’opera di smantellamento della sanità siciliana iniziato con il governo di Raffaele Lombardo.

Basta andare a verificare quello che è avvenuto e che continua ad avvenire in ogni Azienda ospedaliera e in ogni Azienda Sanitaria Provinciale della Sicilia. Vi accorgerete che, in ogni settore, sono stati effettuati tagli. E che si continua a tagliare.

In tutti gli ospedali pubblici siciliani c’è una carenza cronica di posti letto. E c’è una carenza di medici e di infermieri, perché chi va in pensione non viene sostituito. IN quesi tutti gli ospedali pubblici siciliani sono ‘scomparsi’ reparti.

Il caos nei Pronto Soccorso della nostra Isola è dovuto non a medici che non lavorano, ma al fatto che i medici di Pronto Soccorso non sanno dove ricoverare i pazienti perché mancano i posti letto.

L’opera di smantellamento delle strutture sanitarie siciliane va avanti. A Messina, in queste ore, chi governa la sanità sta provando a ridurre ulteriormente i servizi sanitari di questa città per fare ‘cassa’ e fare ‘respirare’ il governo nazionale sulla pelle dei messinesi. Se ne deve essere accorto persino l’onorevole Giampiero D’Alia che, dopo anni di silenzi, ha iniziato a parlare.

Sapete perché alcuni parlamentari nazionali e regionali del PD hanno ritrovato la parola a proposito della chiusura del Punto nascita delle Madonie? Perché c’è stata una rivolta locale.

Se i sindaci e i cittadini non fossero scesi in strada questi signori non avrebbero fiatato.

Siamo arrivati alle domande iniziali: cos’è, in politica, la coerenza? Cos’è la coerenza nella politica siciliana? Cosa significa essere coerenti e conseguenti nel PD dell’Isola?

Lo smantellamento della sanità siciliana è iniziato nel 2008. E non si è mai fermato. Solo ora – e solo per i Punti nascita – si registra qualche presa di posizione. E sapete perché? Perché i signori parlamentari del PD non ci tengono proprio a mettersi contro Renzi. Perché l’unica cosa che interessa a questi signori è la riconferma sullo scranno parlamentare, a Sala d’Ercole, a Montecitorio o al Senato.

Fatto salvo lo scranno parlamentare, con benefici e prebende, di tutto il resto, a cominciare dai servizi sanitari della Sicilia, non gliene può fregare di meno!

Sapete perché parlano, oggi, di fronte alla chiusura dei Punti nascita? Perché Renzi gli ha dato il permesso di dare vita a quella che, alla fine, è solo una recita. Hanno ‘facoltà’ di vergare comunicati stampa e di annunciare interrogazioni.

Atti che servono solo a gabbare la gente, per prendere in giro gli elettori che votano per il PD siciliano.

Lo schema è il seguente: se la gente in Sicilia subirà in silenzio i tagli nella sanità – cosa che i siciliani hanno fatto fino ad oggi – meglio così: il governo Renzi ‘risparmierà’ sulla Sicilia. Se faranno un po’ di ‘casino’, come sta succedendo in queste ore sulle Madonie, i parlamentari hanno il compito di assecondare in modo ‘morigerato’ la protesta, con comunicati e annunci di interrogazioni.

Se la situazione si placherà da sola, bene, il Punto nascita delle Madonie resterà chiuso. Se la gente continuerà a fare ‘bordello’, pazienza: il Punto nascita di Petralia si riaprirà, ma a questo punto il ‘merito’ sarà dei parlamentari del PD che hanno ottenuto un ‘grande successo’.

E’ lo schema, come si può notare, del doroteismo democristiano elevato all’ennesima potenza, con i diritti (in questo caso un diritto soggettivo: il diritto alla salute) trasformato in una ‘cortesia’ che il PD concede ai cittadini siciliani ‘sudditi’. Una vergogna!

Ovviamente, non tutti possono ottenere tale ‘cortesia’. E infatti a Santo Stefano di Quisquina, a Lipari e a Mussomeli gli ‘ascari’ del PD sono impegnatissimi a convincere gli abitanti di questi luoghi – in questo caso le donne – a sopportare questo ‘sacrificio’. Insomma, il doroteismo sì, ma il ‘risparmio’ viene prima…

P.S.

 

E se un giorno i cittadini siciliani si dovessero incazzare per davvero, non votando più per il PD? Se si dovessero incazzare per il caos nei Pronto Soccorso e, d’accordo con i medici e gli infernieri, decidessero di chiedere conto e ragione alla politica dell’attuale sfascio?

Ah, dimenticavamo: in questa ‘recita’ qual è la parte che è stata ‘assegnata’ all’assessore regionale alla Salute-Sanità, Baldo Gucciardi? Ancora non l’abbiamo capito…

 

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