La Sicilia e la sanità che non c’è: ogni tanto qualcuno si ricorda del Polo pediatrico ‘fantasma’ di Palermo

La Sicilia e la sanità che non c’è: ogni tanto qualcuno si ricorda del Polo pediatrico ‘fantasma’ di Palermo
23 dicembre 2015

A riportare agli onori delle cronache questa struttura sanitaria ‘quasi pronta’ da dodici anni sono i grillini, autori di tre interrogazioni (due a Montecitorio e una all’Ars). I parlamentari del Movimento 5 Stelle annunciano che faranno luce sulla girandola di finanziamenti. Noi, invece, vi raccontiamo i nostri ricordi. Con sullo sfondo l’ombra lunga della Massoneria…

Nel disastro della sanità siciliana, tra carenze ormai strutturali di posti letto, Pronto soccorso con poco personale medico, medici e infermieri stressati da turni massacranti, medicina del territorio ‘fantasma’, cure oncologiche in buona parte a pagamento e via continuando torna in auge l’ultra decennale telenovelas del Cemi, il Centro per l’eccellenza materno infantile, ribattezzato Istituto mediterraneo di eccellenza pediatrica (Ismep) dal presidente della Regione, Rosario Crocetta e dall’ex assessore ala salute, Lucia Borsellino. A riportare agli onori delle cronache sono tre interrogazioni presentate dai grillini, due alla Camera dei deputati e una in Assemblea regionale siciliana.

“Un groviglio di attese, progetti e perizie di varante che dal 2002 ad oggi ha prodotto solo costi e nessun beneficio”, scrivono in un comunicato i parlamentari del Movimento 5 Stelle. I grillini provano “a dipanare l’ingarbugliatissima matassa” di una struttura sanitaria della quale, attualmente, esiste solo “uno scheletro che ha bruciato soldi e, soprattutto, le speranze delle famiglie dei piccoli pazienti, costrette a costosi e scomodi viaggi della speranza in cerca di cure lontano dalla Sicilia.Nel solo 2014 – afferma la deputata alla Camera, Giulia Di Vita – secondo l’ultimo rapporto sulle schede di dimissioni ospedaliere, la Sicilia ha perso per le cure dei malati siciliani, non solo bambini, oltre 175 milioni di Euro”.

Le due interrogazioni presentate a Montecitorio portano la prima firma della parlamentare nazionale, Giulia Di Vita; mentre a Sala d’Ercole la prima firma è quella del parlamentare, Giorgio Ciaccio. Obiettivo: capire cosa ha imbrigliato la struttura che avrebbe dovuto aprire i battenti già nel 2006 e poi nel 2015.

I grillini assestano una stoccata all’attuale assessore regionale alla Salute-Sanità, Baldo Gucciardi: “Le ultime previsioni – dice la Di Vita – danno il taglio del nastro nel 2018, ma nemmeno l’attuale assessore alla Sanità sembra crederci più di tanto, almeno a giudicare dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa. Per Gucciardi, infatti, al momento la priorità sembra essere l’ospedale di Taormina per quanto riguarda la cardiochirurgia pediatrica. Peccato che anche lì i medici del Bambino Gesù di Roma, a cui si paga una ricca convenzione da 5 anni, cominciano a fare fagotto e a tornare a casa”.

In questi anni – aggiunge Giorgio Ciaccio – c’è stata una sequela ininterrotta di partenze ed interruzioni, con avvicendamenti di governi ed assessori e di fondazioni che nascono e muoiono sotto una pioggia di finanziamenti che ci proponiamo di verificare. Come intendiamo verificare l’andamento dei costi, lievitato notevolmente per presunti errori di sottostima, a partire dall’aggiudicazione della gara, avvenuta con il notevole ribasso del 35 per cento”.

Dell’Ismep attualmente si può solo ‘ammirare’ una parte dello scheletro, costruito dopo una costosa perizia di variante che avrebbe imposto la ‘traslazione’ della struttura  perché ‘incrociava’ la sottostante conduttura dell’acqua. Intanto i lavori in corso hanno finito per bloccare i voli degli elicotteri del vicino elisoccorso.

Il Cemi, di cui l’Ismep ha preso il posto, doveva essere uno dei tre Centri di eccellenza previsti dall’accordo di programma del 18 aprile del 2002 tra Ministero della Salute, ministero dell’Economia e Regione siciliana. Il progetto contemplava pure la realizzazione del Centro di eccellenza oncologico di Messina e quella del Centro di eccellenza ortopedico di Catania.

Altro che eccellenze – commenta la Di Vita – attualmente per l’assistenza ai bambini non siamo nemmeno al minimo sindacale, basti pensare al reparto di malattie metaboliche rare che abbiamo visitato di recente, ridotto in condizioni pietose, e che è stato aperto dopo 10 anni”.

Le interrogazioni dei due deputati mirano a capire, tra le altre cose, qual è lo stato di attuazione dei tre Centri di eccellenza, quando se ne prevede l’ultimazione ed il funzionamento. I tre atti puntano pure a fare luce sulla legittimità del ruolo tenuto nella vicenda Ismep dal direttore sanitario dell’Arnas Civico, Rosalia Murè. Per questo Giulia Di Vita ha scritto pure all’Autorità nazionale anticorruzione per capire se “possano ritenersi sussistenti eventuali profili di illegittimità, d’incompatibilità o d’inconferibilità ai sensi della vigente normativa anticorruzione”. 

La dottoressa Murè, infatti, già quando era stata nominata direttore sanitario dell’Arnas Civico ha co-firmato in qualità dirigente dell’assessorato alla Sanità il decreto che istituiva l’Ismep, di fatto sopprimendo, a favore della struttura di cui era neo dirigente, il precedentemente previsto Cemi.

Peccato – afferma Giulia Di Vita – che risulti che la firma del decreto sia arrivata dopo che la dottoressa Murè aveva provveduto alla risoluzione del suo contratto di lavoro con la Regione”. 

Fin qui le interrogazioni dei grillini. Ora passiamo ai nostri ‘ricordi’, mettiamola così. Noi ricordiamo, qualche tempo fa, una presentazione in pompa magna del ‘futuro’ Ismep che ha visto come protagonisti l’ex assessore Lucia Borsellino e l’attuale direttore generale del Civico di Palermo, dottor Giovanni Migliore.

Il Civico, in questa storia, c’entra perché risulta il proprietario del terreno dove dovrebbe sorgere questo benedetto Istituto mediterraneo di eccellenza pediatrica. Il terreno, però, non si trova dalle parti del Civico, ma confina con l’ospedale Cervello di Palermo. Dove, di fatto, è già presente una sorta di polo pediatrico.

In questa vicenda l’impresa che sta realizzando i lavori – per quello che a noi risulta – c’entra poco o nulla. I problemi potrebbero essere definiti di bassa politica. In pratica, tutto è bloccato perché gli uffici dell’assessorato regionale alla Salute, l’Azienda ospedaliera Civico e l’Azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello non hanno ancora deciso cosa fare.

Quello che scriviamo ai lettori potrebbe apparire assurdo, ma sembra che le cose stiano proprio così: tutto è bloccato perché ancora non è stato deciso come e dove allocare i vari reparti di questo nuovo e un po’ ‘improbabile’ Polo pediatrico. Come già ricordato, il terreno fa capo all’Azienda Civico, che forse non vorrebbe perdere la ‘titolarità’, visto che questa struttura andrà a confinare con l’ospedale ‘Cervello’, che fa capo, invece, all’Azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello.

A Villa Sofia, del resto, fa capo la Cardiologia pediatrica. Mentre la Cardiochirurgia pediatrica di Palermo è finita a Taormina, a quanto pare per questioni massoniche (in provincia di Messina, si sa, con la Massoneria non si scherza!).

In attesa che assessorato regionale alla Salute, Azienda ospedaliere Civico, Azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello e Massoneria trovino la ‘quadra’ si aspetta. In fondo sono passati appena 12 anni…     

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