Palermo, in Consiglio comunale la pagliacciata delle ZTL per fare ‘cassa’, con Orlando che inveisce e minaccia

Palermo, in Consiglio comunale la pagliacciata delle ZTL per fare ‘cassa’, con Orlando che inveisce e minaccia
22 dicembre 2015

Ieri il sindaco ha minacciato le dimissioni se non porterà a casa il contratto tra Comune e AMAT (ma nessuno gli ha creduto). E ha interrotto la consigliera comunale, Luisa La Colla, ‘rea’ di non pensarla come lui sulle ZTL truffaldine. Di fatto, Orlando e la sua Giunta vorrebbero istituire una sorta di tassa di circolazione abusiva per le automobili: altri 30 milioni di Euro da scippare dalle tasche dei palermitani per alimentare il ‘Carrozzone mangiasoldi’ dell’AMAT. Il ‘dramma’ dell’assessore Giusto Catania, metà rifondarolo e metà doroteo…

A quanto pare il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, è nervoso. Ieri – cosa che non fa mai – si è persino presentato in Consiglio comunale per fare, come si dice dalle nostre parti, ‘a parti ‘i masculu. Della serie: ora arrivo io e i consiglieri comunali faranno quello che dico io! Insomma, il contratto tra Comune e AMAT s’ha da approvare, sennò Orlando dice di essere pronto alle dimissioni. Lo stesso sindaco, ieri sera, è stato protagonista di una scenata che non gli fa onore: ha ripetutamente interrotto l’intervento della consigliere comunale, Luisa la Colla, ‘rea’ di non essere d’accordo su come l’Amministrazione comunale sta gestendo la vicenda Tram a Palermo.

Ora, a parte il fatto che anche tanti ingegneri che si occupano di trasporti non sono affatto convinti della bontà di questo progetto che sembra fare acqua da tutte le parti, Orlando dovrebbe cominciare a riflettere su un fatto: e cioè che essere il sindaco di Palermo non significa essere il ‘Signore e padrone’ della città. E, soprattutto, il fatto di essere sindaco non lo autorizza a interrompere gli interventi dei consiglieri comunali. La democrazia ha le sue regole. E anche Orlando, che gli piaccia o no, le deve rispettare.

La verità è che quest’Amministrazione comunale comincia a somigliare, sempre più, all’Amministrazione che l’ha preceduta: quella di Diego Cammarata. Con una differenza: che almeno Cammarata e i suoi assessori non si sono mai permessi di interrompere e di inveire contro i consiglieri comunali. Mentre gli attuali amministratori lo fanno regolarmente, denotando una mancanza di stile.

A quanto pare, anche il vice sindaco, Emilio Arcuri, quando si reca a Sala delle Lapidi – sede del Consiglio comunale di Palermo – va su di giri. Idem per l’assessore Giusto Catania, infastidito dal fatto che i palermitani gli contestano apertamente di aver trasformato l’assessorato che gestisce – l’assessorato alla Mobilità – in assessorato all’ ‘Immobilità’… Dopo aver indovinato la chiusura al traffico di via Maqueda (peraltro storia vecchia, perché già negli anni ’80 la presenza di benzene, in via Maqueda era segnalata come molto pericolosa dall’università di Palermo), l’assessore Catania si è montato la testa e si comporta come un vecchio democristiano della peggiore specie: grida, inveisce, si agita, ordina e bla bla bla.

Che dire? Che Orlando, Arcuri e Catania se ne devono fare una ragione: l’idea di utilizzare le ZTL per fare circolare e automobili e fare ‘cassa’ è balorda. Perché in tutte le città civili le ZTL vengono istituite per ridurre la circolazione delle automobili e, quindi, per ridurre l’inquinamento, non per consentire alle automobili di circolare e di inquinare per dare modo al Comune di fare ‘cassa’! Tutto questo non è solo ridicolo, ma anche possibile oggetto di ricorsi al TAR.

Tra l’altro, le ZTL interessano aree delimitate delle città, mentre l’attuale Amministrazione comunale di Palermo vuole istituire una mega ZTL. Insomma, Orlando e la sua Giunta non vorrebbero istituire le ZTL: vorrebbero istituire, di fatto, quella che si configurerebbe come una tassa di circolazione abusiva per scippare dalle tasche dei cittadini palermitani 120 Euro ad automobile.  

Tutto questo avviene mentre lo Stato – cioè il governo Renzi – ha tagliato una barca di soldi alla Regione siciliana e ai Comuni. E mentre il governo regionale di Alessandro Baccei ha tagliato quasi tutti i fondi ai Comuni (perché è lui, Baccei, il vero presidente della Regione, anche se non è stato eletto dai siciliani: perché è Baccei, plenipotenziario di Renzi in Sicilia, che decide sui conti, mentre Crocetta se ne va nel luogo che gli è politicamente consono: la spiaggia).

Da notare che sia il governo Renzi, sia il governo Baccei-Crocetta, sia il Comune amministrato da Orlando sono tutti di centrosinistra. E tutt’e tre queste amministrazioni che tra loro litigano e si accapigliano su tutto, su una cosa concordano: nel tassare i siciliani. E infatti la Palermo di oggi non è solo l’ultima città d’Italia per qualità della vita – come ha certificato ieri Il Sole 24 Ore – ma è anche una delle città più tassate d’Italia: la TARI e la TASI sono ai massimi livelli, l’addizionale IRPEF è ai massimi livelli, l’IRAP è ai massimi livelli, mentre la pressione fiscale comunale, negli ultimi tre anni, è aumentata, passando da 390 Euro a 720 Euro! (come potete leggere diffusamente in questo articolo).

Insomma, Palermo è sempre più povera, le tasse aumentano, i servizi peggiorano e il sindaco e la sua Giunta, con una sfacciataggine che è pari solo al caos che hanno creato nelle strade della città tra appalti del Tram, passanti ferroviari, finte chiusure di anelli ferrovieri e divieti a iosa, che cosa propongono? Una nuova tassa di circolazione delle auto ‘travestita’ da ZTL.

Tra l’altro – nel caso del traballante Tram di Palermo – a chi dovrebbero andare i circa 30 milioni annui che Orlando e compagni vorrebbero scippare ai palermitani? All’AMAT, ovvero a un ‘Carrozzone mangiasoldi’ che, stando a quel poco che si conosce, perde da 7 o 8 milioni di Euro all’anno!

Già, quel poco che si conosce dell’AMAT e, in generale, delle società partecipate dal Comune di Palermo. Perché in tutto questo un’Amministrazione comunale di saccenti e arroganti, in barba a una normativa sul controllo analogo che esiste, nonostante i dubbi di alcuni dirigenti di Rifondazione comunista (il disgraziato partito del già citato assessore Catania che, invece di costruire la sinistra a Palermo, difende l’indifendibile Tram e la sempre meno difendibile Amministrazione Orlando), da tre anni si rifiuta di far conoscere al Consiglio comunale i bilanci delle società collegate.

Un’Amministrazione comunale che si dice progressista e rispettosa della legalità dovrebbe rendere noti ai cittadini i conti delle società comunali, che sono a partecipazione pubblica (che quindi operano con i soldi dei contribuenti). Orlando e i suoi assessori – compreso l’assessore di Rifondazione comunista – si comportano come i dorotei della vecchia DC dove farsi i cavoli propri, in barba ai cittadini, era la prima regola.

Insomma, ce n’è abbastanza per bloccare questa pagliacciata delle ZTL per foraggiare un Tram nato male e cresciuto peggio.     

 

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