La Regione risparmia sulle cure per i tumori, ma regala soldi a Roma

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Se la Regione siciliana decide di regalare 5 miliardi di euro allo Stato pagano anche i malati di tumore che non si vedono rimborsati le spese per le cure…La denuncia di Ioppolo e Musumeci su un caso di un malato catanese

Se la Regione siciliana, nella persona del suo Presidente (pro-tempore, grazie a Dio), Rosario Crocetta decide di regalare 5 miliardi di Euro che appartengono ai Siciliani allo Stato (la famigerata rinuncia ai contenziosi con lo Stato, ovvero quei soldi che la Sicilia avrebbe dovuto incassare grazie ad alcuni pronunciamenti favorevoli della Corte Costituzionale) qualcuno dovrà pagare il conto.

E, questo qualcuno, ovviamente,sono i Siciliani. Dai Comuni ai precari, fino ai servizi per i cittadini: il prezzo di questo regalo del Governo Crocetta al Governo Renzi è sotto gli occhi di tutti e ve lo raccontiamo ogni giorno.

Un prezzo che diventa ancora più caro ed amaro se calato nel settore sanitario. Come denunciano i sindacati dei medici, infatti,  ve lo raccontiamo qui, il caos negli ospedali e la carenza dei servizi erogati ai cittadini sono ormai una emergenza quotidiana. Ed è inutile continuare a prendere in giro la gente: in Sicilia i posti letto e i servizi sanitari e molti farmaci sono stati tagliati non per istituire la ‘medicina del territorio’ che non c’è, ma per risparmiare e portare i soldi a Roma.

Succede anche per le cure oncologiche che la Regione non rimborsa, condannando a morte chi non ha i soldi per pagarsele.

L’ennesima denuncia arriva, questa volta, dai deputati regionali Nello Musumeci e Gino Ioppolo che chiedono a Crocetta e all’assessore alla Sanità, Baldo Gucciardi: “Si può lasciare morire in Sicilia un malato di tumore che non ha il denaro per farsi curare al Nord?”.

Il riferimento, come raccontano loro stessi, è ad un cittadino della provincia etnea, affetto da un tumore raro e bisognoso di sottoporsi alle cure al Centro nazionale di adroterapia oncologica di Pavia, uno dei pochi in Italia a praticare questa tecnica utilizzata su malattie che non rispondono alla radioterapia.

“Occorre evidenziare – osservano i due parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana – che la Regione non ha ancora inserito nel nomenclatore tariffario la prestazione, con la conseguenza che i costi gravano esclusivamente sui pazienti e le loro famiglie, spesso già provate da lunghi periodi di sofferenza – aggiungono – e non più in grado di sostenere costi insopportabili per la terapia”.

Musumeci e Ioppolo fanno appello alla “sensibilità e attenzione dell’assessore, affinché la Regione ponga presto rimedio a tale situazione, inserendo nel nomenclatore tariffario l’Adroterapia oncologica e così dimostrando concreta solidarietà a quanti soffrono, il più delle volte, in silenziosa aspettativa”.

L’Adroterapia è solo un caso, uno dei tanti.

Ma, ahinoi, la Regione di Crocetta non farà nulla. Perché i soldi dei Siciliani non potranno essere usati per migliorare la sanità dei Siciliani e i servizi a loro resi, ma servono a Crocetta e al PD per ingraziarsi il Governo Renzi in vista di qualche poltrona futura e di future liste elettorali.

Così, ecco la conferma della rinuncia ai contenziosi con lo Stato ribadita nella delibera dello scorso 20 Novembre in cui il Governo Siciliano rinuncia anche alle prerogative finanziarie dello Statuto. Così ecco la finanziaria che la Giunta in queste ore si appresta ad approvare certificando gli scippi romani e sorridendo pure.

I Siciliani? Crepino pure.

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