A rischio stipendi e tredicesime per i dipendenti dei Consorzi di Bonifica e degli enti agricoli?

A rischio stipendi e tredicesime per i dipendenti dei Consorzi di Bonifica e degli enti agricoli?
13 dicembre 2015

Stando a indiscrezioni lo ‘stress di cassa’ della Regione di questo fine anno sarebbe stato compensato con un’anticipazione da parte delle banche pari a 260-270 milioni di Euro. Ma potrebbero esserci problemi per i Consorzi di Bonifica, per gli enti che operano in agricoltura e per i precari degli enti locali

Mentre il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, parla del suo “piano B” per fronteggiare il ‘buco’ di 500 milioni che si è aperto nell’improbabile Bilancio 2016 (il governo Renzi si era impegnato a restituire un miliardo e 400 milioni di Euro a valere sui fondi che ha strappato alla Sicilia nell’ultimo anno, ma ne ha approntati, sulla carta, solo 900: sulla carta e non cash: ciò significa che anche questi 900 milioni di Euro dovranno arrivare – o almeno così si spera – il prossimo anno e che quindi, trattandosi del governi Renzi, inattendibile per definizione, non c’è alcunché di certo), si sarebbe aperto un ‘buco’ sui pagamenti di ‘cassa’ di questo fine anno. In pratica, potrebbero sorgere difficoltà per pagare alcune categorie sociali. E cioè: i dipendenti dei Consorzi di Bonifica, i dipendenti degli enti che operano in agricoltura e i precari degli enti locali. Tutte categorie che non hanno ancora percepito le retribuzioni di Novembre, quelle di Dicembre e le tredicesime.

Stando a indiscrezioni, lo ‘stress di cassa’ di questo fine anno della Regione riguardava anche altre categorie. Così la Ragioneria generale della Regione avrebbe chiesto alla banca tesoriera un’anticipazione di ‘cassa’ di circa 260-270 milioni di Euro. Un arrivo di soldi ‘freschi’ – così si sussurra – che, però, non sarebbe bastato per tutto il fabbisogno. Così sarebbero rimaste fuori alcune categorie. Dei precari dei Comuni la situazione è nota da tempo, perché la Regione, a causa dei prelievi del governo Renzi, non è più in grado di pagare ai Comuni il contributo per il precariato. E che gli enti locali non abbiamo ricevuto i fondi per il pagamento dei precari è cosa che i lettori di questo blog sanno, se è vero che ne ha parlato la settimana scorsa il vice presidente dell’ANCI Sicilia, Paolo Amenta (come potete leggere qui).

Del resto, che i circa 24 mila precari degli enti locali siciliani, a partire dal prossimo anno, potranno essere pagati solo dai Comuni, pena il possibile licenziamento, l’abbiamo scritto stamattina (noi abbiamo proposto il loro licenziamento e il passaggio di questo personale a carico di un reddito minimo garantito, che potrebbe essere pagato dallo Stato e dall’Unione Europea, non certo dalle famiglie e dalle imprese siciliane, come potete leggere qui).

Le novità potrebbero essere rappresentate dalla mancanza di liquidità per pagare questo fine anno. Problema che potrebbe riguardare non soltanto i precari degli enti locali, ma anche – come già accennato – i dipendenti dei Consorzi di Bonifica e degli enti che operano in agricoltura.

Insomma, lo scenario finanziario regionale si ingarbuglierebbe, perché ai problemi per programmare il Bilancio regionale 2016 (dei quali parleremo domani mattina) si sommerebbero problemi di ‘cassa’ relativi alla chiusura di questo sempre più tribolato fine anno.

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