Bufera su Girgenti Acque: piove sul bagnato

Bufera su Girgenti Acque: piove sul bagnato
10 dicembre 2015

Blitz con 15 arresti della Guardia di finanza di Agrigento. Coinvolti anche il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Pasquale Leto e Marco Campione amministratore delegato  della società che gestisce il servizio idrico in quella provincia e che è da sempre al centro di contestazioni e polemiche per i pessimi servizi e le bollette più care d’Italia

C’è anche Marco Campione, numero uno della Girgenti Acque, la società che gestisce il servizio idrico nell’agrigentino, tra le 15 persone finite agli arresti nell’ambito del blitz di stamattina  eseguito dalla Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Agrigento. La Procura  ha scoperto un giro di tangenti, favori e assunzioni che ha coinvolto anche  direttore, funzionari e  dipendenti dell’Agenzia delle entrate locale. Sono tutti accusati a vario titolo di corruzione, falso ideologico e materiale, truffa e abuso d’ufficio. Secondo l’accusa, bastava versare delle somme di denaro, assumere dei congiunti (o in un caso anche attestare falsamente di avere sostenuto esami universitari) per ottenere la cancellazione di avvisi di pagamento per le imposte.

Marco Campione

Marco Campione

E Campione, infatti,  è accusato di aver promesso l’assunzione a tempo indeterminato della figlia di Pietro Pasquale Leto, direttore provinciale delle Entrate di Agrigento, in cambio di informazioni riservate in merito alle verifiche fiscali nei confronti della Girgenti acque.

Un’altra bufera si abbatte dunque su una società da sempre al centro di polemiche per una gestione del servizio idrico che una trentina di  sindaci della zona (che si sono pure incatenati davanti Palazzo dìOrléans)  non hanno esitato a definire “vessatoria”, ovvero, come hanno denunciato i i sindaci “i comuni pagano il 25% in più di quanto pagano quelli che amministrano l’acqua senza la mediazione di Girgenti Acque”.

Sempre contro questa società sono scesi in piazza, al fianco dei loro sindaci, anche i cittadini che hanno chiesto a gran voce  la rescissione del contratto con la Girgenti acque. In quella provincia, in effetti, va in scena l’ennesimo paradosso: nonostante i pessimi servizi,  l’acqua è la più cara d’Italia (Osservatorio di Cittadinanzattiva), tariffa media annuale 419 euro per una famiglia di tre persone, quattro volte più che a Milano.

Campione si è sempre difeso dicendo che le proteste erano dovute al fatto che la società faceva pagare le bollette che prima non si pagavano. Ma sulla sua società la magistratura aveva già puntato gli occhi: “È un assumificio”, aveva denunciato il procuratore aggiunto, Ignazio Fonzo. ascoltato a Marzo dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti ambientali”. Poi, il silenzio.

Fino a stamattina. Quando, vedi caso, la Procura lo incastra proprio per una storia di assunzioni. Tra le altre cose, il dominus della Girgenti Acque ha già una condanna definitiva per truffa nell’ambito del processo per il cemento depostenziato dell’ospedale San Giovanni di Dio.

In una interrogazione parlamentare del senatore Cinque Stelle, Mario Michele Giarrusso, si ricorda pure che la società è priva di certificazione antimafia:

“Sono molteplici le inadempienze che si attribuiscono alla Girgenti Acque; inottemperanze sono state segnalate nella procedura di depurazione delle acque, e risultano, inoltre, azioni di smaltimento in violazione con quanto disposto contro l’inquinamento dei mari; in aggiunta, si pretende il pagamento del canone fognario e di depurazione anche da parte di cittadini residenti in zone prive di rete fognaria e di depurazione; altresì è stata riscontrata la mancanza di regolarità nella distribuzione del servizio. La Girgenti Acque – si legge sempre nell’interrogazione- risulta dal 2012 priva della certificazione antimafia; in particolare, occorre sottolineare come il dott. Marco Campione, attuale azionista di maggioranza, nonché presidente e dominus della società, sia stato condannato in via definitiva per truffa in merito all’acquisto di calcestruzzo depotenziato nella costruzione del nuovo ospedale di Agrigento, il San Giovanni di Dio; Campione risulta, inoltre, indagato a seguito di denuncia dall’ex amministratore delegato di Girgenti Acque, Carmelo Salamone, per presunte truffe del valore di oltre 40 milioni di Euro relativamente all’acquisto di materiale ed attrezzature”.

Insomma, i sospetti (e le prove) non sono mai mancate. Eppure da lui sono dipese le sorti del servizio idrico ad Agrigento.

Riassumendo nell’ambito del blitz di stamattina sono finiti in manette:  Antonio Vetro, consulente fiscale, Vincenzo Tascarella, funzionario dell’agenzia delle entrate, Giuseppe Cumbo, dipendente dell’Agenzia delle entrate, Giuseppe Castronovo, dipendente dell’Agenzia delle entrate; ai domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico, Pasquale Pietro Leto, direttore dell’Agenzia delle entrate di Agrigento, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico, Filippo Ciaravella, funzionario dell’Agenzia delle entrate, Salvatore La Porta, imprenditore, Marco Campione, Michele Daina, Antonino Migliaccio e Dario Peretti; obbligo di presentazione ai carabinieri per Francesca Leto e Pietra Callea; divieto temporaneo per otto mesi dell’esercizio delle professione medica per Giovanni Crapanzano e per sei mesi a Santo Pitruzzella.

 

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