Rifiuti & politica: al via la raccolta ‘differenziata’ di pregiudicati in salsa azzurra…

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“S’ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo”: tranquilli, non è il Conte di Carmagnola, ma il rimescolìo della politica siciliana che si prepara alle elezioni trasformando in ‘cristiani’ gli impresentabili. Tra lo sferragliare dei compattatori e ‘sbianchettamento’ dei certificati penali…

“S’ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo”.

Niente paura ragazzi, non è che voglia accollarvi  il coro del secondo atto del Conte di Carmagnola del Manzoni, è la ripresa aulica della raccolta dei rifiuti della politica che, da destra e da sinistra, si sta  effettuando al lordo (certo!, al lordo) di ogni distinzione di condanne subite, di precedenti penali, di voltafaccia subiti e inflitti, di tradimenti assortiti e incrociati, senza riguardo al passato, anzi con doveroso riguardo alle nefandezze  commesse in passato che fanno titolo e sono garanzia di solidità di princìpi per costruire l’avvenire.

La schiuma dei mari, la sciacquatura dei piatti viene sapientemente rigovernata dai nuovi collettori fognari che attraversano la Sicilia e fanno incetta di rifiuti e scarti. Si sente per le strade il sordo sferragliare dei compattatori. Tutto fa brodo. Un brodo graveolente e putrido. Ma tant’è.

Le elezioni si avvicinano e la guerra è guerra per tutti. Chi ricicla i grandi vecchi, chi richiama alle armi i congedati con disonore, chi sbianchetta certificati penali, chi fa una scappata a Casablanca e torna integro nel cuore e nell’anima. Insomma un risorgimento dello spirito annacquato e una resurrezione della carne andata in malora.

Giganteggia su tutti Nosferatu, il Gianfranco, morto, risuscitato e rimesso in sella dal Grande pregiudicato, che tenta l’ultima carta imbrattata di bresaola. Con scopa e paletta batte la suburra in cerca di  dispersi e trova tra gli altri relitti un ometto piccolo così, ma capace di raccattare nel suo collegio di disperati  20 mila voti, di gente impregnata di cultura, di coscienza civile e senso democratico, gente dotata di una fede inconcussa nelle capacità oscure dell’ometto di trovargli pane e companatico. Fedelissimi pretoriani che lo seguirebbero anche all’inferno, sicuri che tra quelle fiamme troveranno salsiccia e puntine.

E Miccichè raccatta e porta a casa. Che un politico per disposizione del giudice non possa muoversi dal suo Comune per questi elettori spassionati non è un segnale di pericolo, è una palese ingiustizia, dopo tutto il bene che ha fatto e che può ancora fare!

Coraggio, non tutto è perduto! L’ottimo forzaitaliota di ritorno lo recupera e rimpannuccia e tutto a posto va.

L’onore, la coerenza, la dignità? Spiacenti, li abbiamo già finiti da tempo.

 

 

 

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