Il Prof. Costa: “Armao non rappresenta gli indipendentisti siciliani”

30 novembre 2015

“Ognuno per la sua strada”. Ad affermarlo e’ il professor Massimo Costa, che dice addio a Sicilia Nazione, movimento indipendentista di cui e’ stato uno dei principali fondatori e animatori. La sua fuoriuscita e’ dovuta, spiega in una nota rilanciata dalle agenzie di stampa, “ad insanabili contrasti con il coordinatore nazionale, Gaetano Armao, sulla linea politica del movimento”

“Ognuno per la sua strada”. Ad affermarlo e’ il professor Massimo Costa, che dice addio a Sicilia Nazione, movimento indipendentista di cui e’ stato uno dei principali fondatori e animatori. La sua fuoriuscita e’ dovuta, spiega in una nota rilanciata dalle agenzie di stampa, “ad insanabili contrasti con il coordinatore nazionale, Gaetano Armao, sulla linea politica del movimento”.

“I veri indipendentisti siciliani  rifiutano, e non potrebbe essere altrimenti, ogni forma di ambiguità nei rapporti con quei partiti italiani che, attraverso le loro appendici locali,- dice Costa-  hanno distrutto la Sicilia e che non hanno nel loro Dna nessuna vocazione indipendentista”.

E ancora: “Preso atto delle moltissime sollecitazioni di attivisti del Movimento che mi giungono da tutta la Sicilia – continua il docente universitario – e che ritengono l’attuale coordinatore nazionale non affidabile né rappresentativo del mondo nazionalista ed indipendentista siciliano, rassegno le mie dimissioni irrevocabili dal Comitato Nazionale e dal Comitato Promotore di Sicilia Nazione”.

“A questa iniziativa ha aderito immediatamente la gran parte del Movimento, compresi molti componenti del Comitato Promotore e la quasi totalità dei coordinatori provinciali. Sicilia Nazione in pratica non esiste più. Ma esiste- si legge nella nota-  intatta la sua base politica che intende continuare il percorso fatto con altro nome, che riconosce a Massimo Costa la leadership e che si propone di dare alla Sicilia una classe dirigente completamente rinnovata, partendo subito dalla difesa dei diritti finanziari della Sicilia sanciti nello Statuto ed oggi calpestati, per arrivare dapprima a ridefinire, su basi confederali e statuali, un nuovo patto con l’Italia, e, in prospettiva, a rendere la Sicilia uno stato del tutto sovrano e indipendente”.

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