Faraone e il PD annunciano: “Stabilizzeremo i precari dei Comuni siciliani”. E i soldi chi li ‘caccerà’?

Faraone e il PD annunciano: “Stabilizzeremo i precari dei Comuni siciliani”. E i soldi chi li ‘caccerà’?
29 novembre 2015

CGIL, CISL e UIL della Sicilia, fino ad oggi ‘collaborazionisti’ del governo Renzi, non riescono più a reggere la pressione dei propri iscritti. Da qui il mezzo sciopero generale fissato per l’11 Dicembre. E da qui la dichiarazione ‘tranquillizzante’ di Faraone sui precari dei Comuni. Chiacchiere, perché non si capisce chi pagherà. Il ‘mistero’ dei forestali, senza soldi per il prossimo anno, ma tenuti fuori dallo sciopero generale

Ieri il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, esponente del PD, ha dato per risolto il problema degli oltre 24 mila precari dei Comuni siciliani. Faraone ha parlato di 22 mila pecari, facendone sparire più di 2 mila. Ma il problema non è questo. L’esponente del Partito Democratico, molto vicino a Ufo Robot (così la leader della Cgil, Susanna Camusso, definisce Matteo Renzi: in una parola, l’uomo che risolve tutti i problemi…), ha detto di aver presentato un emendamento che prevede, solo per la Sicilia, la “stabilizzazione dei precari” degli enti locali dell’Isola. Emendamento che sarebbe stato firmato da tutti i parlamentari nazionali del PD eletti in Sicilia. La cosa ci conforta, perché finalmente questi parlamentari avrebbero fatto qualcosa per la gente che li ha eletti. Considerato che si tratta del PD siciliano – partito di ascari per antonomasia – la cosa diventa una notizia di prima pagina…

E’ vera gloria? L’intenzione di Faraone e degli altri parlamentari nazionali del PD eletti in Sicilia è lodevole. Ma per poter dire di aver risolto il problema dei precari dei Comuni siciliani, il sottosegretario del PD, nell’intervista riportata dagli organi di stampa, avrebbe dovuto aggiungere le seguenti parole: “Il governo nazionale si è impegnato a versare ogni anno nelle ‘casse’ dei Comuni siciliani le somme che servono a pagare l’indennità ai precari degli enti locali”. Ovvero da 250 a 300 milioni di Euro all’anno. Volendo non sono tanti, considerato che lo quest’anno il governo Renzi ha scippato dalle ‘casse’ regionali oltre 9 miliardi di Euro.

Sa qual è il problema, onorevole Faraone? Che noi, nei suoi comunicati, non abbiamo letto nulla dei soldi. E’ una nostra manchevolezza? Abbiamo letto in modo incompleto? Però, se proprio dobbiamo essere sinceri, anche nei media che riportavano le sue dichiarazioni non si parla di soldi. Sarà un caso? Chissà.

Proviamo a rileggere insieme una sua dichiarazione all’ANSA: “Grazie al governo Renzi, nella prossima Legge di Stabilità, lavoriamo per eliminare il precariato storico attraverso un emendamento, firmato da tutti i parlamentari siciliani del PD, che garantirà finalmente la stabilizzazione di tutti i precari storici dell’Isola. La norma sarà speciale e varrà solo per la Sicilia. Verrà istituita un’Agenzia del Lavoro, partecipata in house dalla Regione e dai Comuni, che avrà il compito di assorbire, stabilizzandoli, tutti i lavoratori e di collocarli in seguito in base alla richiesta”.

Già qui, onorevole Faraone, restiamo un po’ stupiti: guardi che per istituire nella nostra Isola “un’Agenzia del Lavoro partecipata in house dalla Regione e dei Comuni” noi non abbiamo bisogno di una norma nella legge nazionale di Stabilità: lo possiamo fare noi. Quello siciliano è un Parlamento del quale lei, se non ricordiamo male, ha fatto parte. O l’ha già dimenticato?

“I lavoratori – aggiunge Faraone – non saranno più precari, saranno dipendenti dell’Agenzia, e potranno lavorare anche per lo Stato, perché parteciperà all’Agenzia, e potranno continuare a lavorare nel loro stesso posto fino al totale assorbimento, senza che costi un Euro in più nelle tasche dei cittadini”.

Qui scopriamo una nota che ci conforta: lo Stato farà parte di questa Agenzia per il lavoro. Bene.

“Per 22 mila lavoratori – dice sempre il sottosegretario del PD – arriverà dunque il momento del tempo indeterminato. Basta con le deroghe fatte anno dopo anno di corsa che hanno umiliato i diversi soggetti. Rendiamo il lavoro stabile e soprattutto produttivo. Garantiremo il lavoro, non il posto, partendo dai bisogni della Sicilia. Basta con i musei vuoti e le portinerie piene. Basta con Comuni senza personale e Comuni strapieni di personale. Finalmente – conclude Faraone – lavoriamo non solo per eliminare una piaga che si portava avanti da più di 20 anni, ma anche per garantire ai cittadini servizi pubblici più efficienti. Dopo il Jobs Act, dopo le assunzioni della Buona Scuola, anche i lavoratori siciliani saranno valorizzati e potranno così svolgere il loro lavoro al meglio nella pubblica amministrazione”.

Resta la nostra domanda, onorevole Faraone: chi ‘caccerà’ i soldi per pagare questi circa 24 mila dipendenti? Guardi che non si tratta di un ‘dettaglio’. Non è che alla fine direte: lo Stato ci metterà un terzo del fabbisogno e gli altri due terzi li metteranno la Regione siciliana e i Comuni? O, peggio, non è che poi scopriremo che voi vi siete occupati solo della parte ‘giuridica’ di questa storia, lasciando a Regione siciliana e Comuni l’onere di ottemperare all’ultimo ‘dettaglio’, che è quello di ‘cacciare’ i soldi?

Sa perché facciamo questa precisazione, onorevole Faraone? Perché La Regione siciliana è in ‘bolletta’? E sa perché è la Regione siciliana è senza soldi? Perché i soldi della Regione se li è presi il governo nazionale del quale lei fa parte.

Sa cosa pensiamo di tutta questa storia, onorevole Faraone? Che questa stabilizzazione possa essere tutta una farsa per prendere tempo. Non è che, per caso, a Roma, Renzi e il Ministro dell’Economia, Padoan, hanno già speso tutti i soldi che hanno rubato alla Regione siciliana? E magari ora non sanno più cosa fare? Eh già, perché intanto in Sicilia le tre organizzazioni sindacali che fino ad oggi hanno retto il gioco al governo Renzi – a Roma come in Sicilia – sono un po’ in difficoltà. Sono in difficoltà soprattutto in Sicilia.

Queste tre organizzazioni sindacali annunciano lo sciopero generale per l’11 Dicembre prossimo. Certo, avrebbero potuto proclamarlo prima, magari la prossima settimana. Si sono presi due settimane. Vi hanno dato altre due settimane di tempo. Non a caso, con voi, CGIL, CISL e UIL hanno sempre collaborato, come usano fare certi collaborazionisti quando il nemico occupa il loro Paese.

Ieri abbiamo letto il seguente comunicato che, a nostro avviso, onorevole Faraone, deve avere ‘ispirato’ il suo roboante annuncio della stabilizzazione dei precari dei Comuni siciliani:

“Fp CGIL, CISL Fp e UIL Fpl si mobilitano contro la stallo del governo regionale e fissano un calendario di manifestazioni che culmineranno l’11 Dicembre nello sciopero generale di tutti i lavoratori precari della Regione, degli enti locali e della sanità. Si inizia il 2 dicembre con un sit in dei lavoratori delle Ipab dell’Isola – 2000 persone senza stipendio da mesi – davanti a Palazzo dei Normanni. Il giorno dopo, 3 dicembre, davanti alla sede dell’assessorato alle Attività produttive si riuniranno in sit in, invece, i lavoratori dell’IRSAP, l’ente che ha preso il posto degli ex Consorzi ASI e che, a tre anni dalla sua istituzione, non ha neppure una pianta organica e deve invece fare i conti con sostanziosi tagli ai finanziamenti”.

“L’azione di protesta andrà avanti anche la settimana successiva (11 dicembre) con lo sciopero generale del personale precario di tutte le pubbliche amministrazioni, 21 mila in tutta l’Isola: dai contrattisti della Regione (600), a quelli in servizio negli enti locali (circa 18.000) e nella sanità (circa 2.000), oltre ai circa 4.000 ancora in regime di LSU operanti in vari enti. Tutti in scadenza tra fine anno o nel 2016”.

“La situazione è drammatica – dicono i sindacati -. Non si riesce ad avere una interlocuzione vera e costante col governo impegnato su questioni di potere e poltrone che poco appassionano i siciliani e chi non percepisce lo stipendio. L’elenco delle vertenze aperte – aggiungono gli esponenti delle tre organizzazioni sindacali – è lungo. Per questo proseguiremo con azioni di protesta e di lotta e con nuovi scioperi anche sulle altre questioni irrisolte a cominciare dall’assurda situazione in cui si trovano le ex Province e per rilanciare i rinnovi contrattuali”.

Il comunicato di CGIL, CISl e UIL sbaglia qualche conto. Parla di 2 mila persone che lavorerebbero nelle Ipab, cioè nelle Opere Pie. A noi il numero risulta maggiore. Perché nel frattempo la politica ha ‘pilotato’ nuove assunzioni (in buona parte nuovo precariato). Non capiamo perché nel comunicato non è stato quantificato i numero dei dipendenti degli ex Consorzi ASI. Forse per nascondere i fatto che, anche lì, sono stata ‘pilotate’ nuove assunzioni a ‘umma ‘umma?

Nel comunicato si parla di “sciopero generale del personale precario di tutte le pubbliche amministrazioni, 21 mila in tutta l’Isola”. 21 mila? Ma dove li pigliano ‘sti numeri i dirigenti di CGIL, CISL e UIL? Guardate, cari amici sindacalisti, che solo nei Comuni siciliani ci sono oltre 24 mila precari.

Oltre a questi ci sono i precari della Regione, della sanità e gli ex LSU. Sono tanti: secondo noi molti di più dei 6 mila e 600 conteggiati dai sindacalisti. Sì, molti di più. 

Correttamente, i vertici delle tre organizzazioni sindacali ricordano la situazione “assurda” in cui si trovano le ex Province siciliane. Badate, egregi sindacalisti, che anche nelle ex Province ci sono precari: nelle ex Province e nelle società partecipate dalle ex Province.

Certo, il precariato è stato lasciato senza soldi. Ma ci permettiamo di ricordare che senza soldi sono anche i dipendenti di società ed enti regionali. Anche questo personale, in molti casi, non viene pagato da mesi. Il fatto che non si tratti di precari non significa che possono campare senza stipendi. O no?

Poi, in questa storia, non abbiamo capito che fine abbiano fatto i 24 mila operai della Forestale. Lo sappiamo: venerdì scorso, temendo il peggio, sono stati riavviati al lavoro (a proposito: ma i soldi per pagarli sono arrivati?). Già gli operai della Forestale che lavorano a dicembre sono una stranezza. I forestali dovrebbero lavorare da Aprile a Ottobre, e non a dicembre! Quello che chiediamo ai vertici di CGIL, CISL e UIL della Sicilia è: avete avvertito i 24 mila operai della Forestale che, a partire dall’1 Gennaio del prossimo anno, non ci saranno i soldi nemmeno per loro? O, sempre per il ‘problemino’ irrisolto del collaborazionismo con il governo Renzi, non avete avuto il coraggio di dirglielo? Parteciperanno anche loro allo sciopero generale o cercherete di tenerli buoni?

Ah, ‘sti sindacalisti collaborazionisti che camminano con due piedi in una scarpa…

 

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