Regione: pronto l’esercizio provvisorio per nascondere i contrasti tra Crocetta e Baccei

Regione: pronto l’esercizio provvisorio per nascondere i contrasti tra Crocetta e Baccei
24 novembre 2015

Baccei vorrebbe presentare subito la manovra 2016 rinviando a data da destinarsi il pagamento di forestali, precari, Comuni, ex Province e via continuando. Crocetta l’ha bloccato, perché teme – e in questo ha ragione – che circa 100 mila persone capirebbero di essere state pre-licenziate: e scoppierebbe una rivolta sociale. Da qui, per prendere tempo, il ddl sull’esercizio provvisorio, peraltro problematico e ai limiti di legge…

Finalmente abbiamo capito perché, a fine Novembre, il governo di Rosario Crocetta non ha ancora consegnato all’Assemblea regionale siciliana il ‘Bozzone’, ovvero il disegno di legge sul Bilancio e sulla Finanziaria 2016 che oggi viene chiamata – non sappiamo se involontariamente o se per il gusto dell’ironia – “legge di stabilità”. A quanto pare, se fosse dipeso  dall’assessore all’Economia, il toscano Alessandro Baccei, la manovra sarebbe già da un pezzo a Sala d’Ercole. A tenerla bloccata è il presidente Crocetta che questa volta ha dalla sua qualche buona ragione. Vediamo di che si tratta.

Intanto, per fare chiarezza, precisiamo che il ‘buco’ finanziario della Regione siciliana nei conti del 2016 non è di un miliardo e 400 milioni di Euro, come ha affermato ieri il sottosegretario Davide Faraone. A questo esponente del PD siciliano dobbiamo ricordare che al miliardo e 400 milioni di Euro di ‘buco’ va sommato il miliardo e 400 milioni di Euro che lo Stato ha già prelevato dalle entrate della Sicilia a valere sul 2016. Basta effettuare una semplice addizione (da scuola elementare: se ha dubbi, il sottosegretario all’Istruzione può chiedere a qualche collaboratore del ministero…) e si arriva a 2 miliardi e 800 milioni di Euro. Se poi è vero ciò che ha detto qualche settimana fa a Sala d’Ercole il parlamentare di Forza Italia, Marco Falcone – e cioè che ci sarebbe un altro ‘prelievo’ romano aggiuntivo di circa 300 milioni di Euro, sempre a valere dalle ‘casse’ regionali – il ‘buco’ finanziario della Regione per il 2016 supera i 3 miliardi di Euro.

Torniamo al disegno di legge sulla ‘stabilità’ 2016 che non si materializza. Baccei, dicevamo, vorrebbe fare un’operazione semplice, che, se fosse dipeso da lui, avrebbe già fatto lo scorso Ottobre: mettere giù uno schema di manovra economica e finanziaria regionale con le risorse attualmente disponibili. Ovvero, mettere in Bilancio le spese per la sanità, per i pagamenti obbligatori e, in generale, per il funzionamento della ‘macchina’ regionale; per effettuare questi pagamenti i soldi ci sono. Ma ci sono, questi benedetti soldi, solo per pagare quanto abbiamo scritto sopra: cioè sanità, spese obbligatorie, funzionamento della ‘macchina’ regionale (in pratica, il personale) e qualche altra cosa.

Restano da trovare i fondi per pagare i circa 24 mila operai della Forestale, i Comuni e le ex Province commissariate, i precari dei Comuni, delle ex Province e degli uffici e degli enti regionali, i dipendenti degli ATO rifiuti, il personale dei Consorzi di Bonifica e dell’Esa e via continuando. Ebbene, per tutti questi soggetti – circa 100 mila persone e forse più – i soldi, per il 2016, non ci sono.

Sapete che vuole fare l’assessore Baccei, naturalmente per tutelare il governo Renzi, del quale è diretta promanazione? Scrivere nella manovra tanti “pagherò”. Della serie: quando entreranno i soldi pagheremo le indennità ai 24 mila operai della Forestale, erogheremo i fondi ai Comuni, erogheremo, sempre ai Comuni, i fondi per pagare i circa 24 mila precari, pagheremo il personale degli enti e delle società regionali, le ex Province e via continuando.

Domanda: quando entrerebbero ‘sti soldi? Secondo chi scrive, mai. Perché secondo chi scrive, la “ripresa” dell’economia italiana è una grande balla, così come è una balla il taglio delle tasse agl’italiani. Se andate a leggere la manovra approvata dal Senato vi accorgerete che il tagli di IMU e TASI è nulla rispetto alle tasse che gl’italiani pagheranno con l’aumento di tasse e imposte comunali. E scopriranno, anche, che gl’incredibili tagli operati a carico delle Regioni significheranno meno servizi ai cittadini.  

Di fatto, l’assessore Baccei, scrivendo nella manovra economica e finanziaria della Regione tanti “pagherò”, salverebbe formalmente la manovra di Bilancio, senza dare alcuna garanzia a circa 100 mila persone.

La tesi di Baccei non convince Crocetta, il quale sosterrebbe – così raccontano le indiscrezioni – che i circa 100 mila soggetti, quest’anno, nel vedere una manovra così concepita, capirebbero subito di essere stati pre-licenziati: e scatenerebbero un’Ira di Dio: manifestazioni di piazza, occupazioni degli uffici, delle strade e via protestando.

Baccei e i renziani, invece, sarebbero convinti che la Sicilia di oggi è fatta di ‘pecoroni’ pronti a farsi massacrare. E lo pensano non senza qualche buona ragione. Sostengono, i renziani, che i siciliani hanno ‘ingoiato’ e ‘digerito’ lo scippo di tanti miliardi di Euro operato dal governo Renzi; e sostengono pure che si sono sbarazzati di circa 5 mila dipendenti della Formazione professionale senza colpo ferire.

Certo, ora sono circa 100 mila i soggetti da mandare a casa. Ma i renziani sono convinti che, grazie anche a sindacati ‘addomesticati’, i 100 mila soggetti, nei prossimi quattro mesi, ‘metabolizzeranno’ prima il fatto che la Regione siciliana non ha più i soldi per pagarli e poi accetteranno di essere licenziati.

Non la pensa così Crocetta. Sembra che qualcuno avrebbe detto al presidente della Regione: “Rosario, vai a Roma e spiega a Renzi che non si possono licenziare 100 mila persone, perché qui in Sicilia scoppierebbe una rivolta sociale e se la prenderebbero anche con te”. Sembra che Crocetta creda più a questo “qualcuno” che al baldanzoso Baccei.

Così, Rosario, non sapendo cosa fare, prende tempo. Vuole l’esercizio provvisorio. E ci sarebbe riuscito: tra qualche giorno, o al massimo tra qualche settimana, si dovrebbe materializzare il disegno di legge sull’esercizio provvisorio. Sembra per due mesi – Gennaio e Febbraio – che poi verrebbe prorogato per altri due mesi (Marzo e Aprile). Tra l’altro, non sarà facile nemmeno mettere giù il teso del disegno di legge sull’esercizio provvisorio. Per un motivo semplice: perché in ‘cassa’, dopo che il governo Renzi ha fatto man bassa dei soldi della Regione siciliana, non ci sono nemmeno le risorse per assicurare il pagamento in dodicesimi dei prossimi due mesi. Di fatto, l’Ars dovrebbe approvare una legge fasulla, dicendo che pagherà in dodicesimi ben sapendo di non potere pagare…

Insomma questa storia è un gran casino.

p.s.

Detto questo, vorremmo avvertire questi 100 mila lavoratori circa che sono messi veramente male. Malissimo. Sappiate che non è la prima volta che questi signori politici siciliani mettono a punto una manovra del genere. L’hanno fatto negli ultimi due anni, mettendo i soldi veri in Bilancio (quelli per pagare sanità, spese obbligatorie e ‘macchina’ e qualche altra cosa); e mettendo in Finanziaria i soldi falsi (cioè le entrate che si sarebbero materializzate successivamente). Sotto questo profilo, il signor Baccei ha scoperto l’acqua calda.

Detto questo, Crocetta, ritardando la materializzazione della manovra 2016, non vi sta tutelando: sta soltanto rinviando la presa d’atto di un’amara verità: e la verità è che i soldi per pagare voi se li è presi il governo Renzi, con la connivenza dei partiti politici che appoggiano il governo Crocetta, PD in testa.

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