Mentre il mondo è sull’orlo della guerra Cracolici all’Ars combatte la guerra per le poltrone…

Mentre il mondo è sull’orlo della guerra Cracolici all’Ars combatte la guerra per le poltrone…
17 novembre 2015

In Turchia, ieri, il mondo s’interrogava sul G20. Nelle stesse ore Delrio e Crocetta inauguravano la bretella sull’autostrada Palermo-Catania. Con il Ministro che diceva al presidente della Regione: “Ma ‘sti venti milioni di Euro strappati al Nord e spesi in Sicilia daranno consenso al PD renziano?”

Il mondo è sull’orlo della guerra. O forse, come dice Papa Francesco, la Terza guerra mondiale è già cominciata. E cosa fa il Parlamento della nostra Isola davanti a tutto questo? Cosa fa il PD siciliano? Il primo – ci riferiamo all’Assemblea regionale siciliana – cerca la ‘quadra’ sulla spartizione delle presidenze delle Commissioni legislative. Mentre nel gruppo parlamentare del Partito Democratico si litiga in modo furibondo sul nome del possibile capogruppo.

Da notare il ‘patos’ con il quale gli ‘inquilini’ di Palazzo Reale, sede del Parlamento siciliano, ‘vivono’ il travaglio che oggi attraversa il mondo. Mentre Hollande, l’un po’ isterico presidente francese, chiede all’universo mondo una “grande coalizione” per trascinare chi ci sta in una guerra globale contro l’Isis (“Chi è contro di noi perde sempre”, ha detto Hollande, forse pensando di essere il nuovo Napoleone), dalle nostre parti Antonello Cracolici, che è diventato assessore all’Agricoltura, cerca di conservare anche la poltrona di capogruppo, provando ad affidarla a un proprio sodale.

In questa ‘epica’ resistenza poltronizia di Cracolici c’è tutto il ‘travaglio filosofico’ di un grande politico – parliamo sempre di Cracolici – che non può certo consentire che il ruolo di capogruppo del PD all’Ars vada a tale Luca Sammartino, rampollo di una famiglia che gestisce cliniche private, addirittura a Catania. Antonello ha ragione: da Parigi a Berlino ci prepariamo al peggio: e il PD siciliano che fa? Cede la poltrona di capogruppo a Sala d’Ercole al primo Sammartino che passa? Giammai!

Ieri, errando, abbiamo scritto che il PD e il presidente della Regione, Rosario Crocetta, mai e poi mai avrebbero inaugurato in pompa magna la bretella che, dopo sette mesi, ricongiunge l’autostrada Palermo-Catania. Come detto, ci siamo sbagliati. Rosario non ce l’ha fatta a consegnare ai posteri un mozzicone di strada a strisce gialle senza farsi riprendere dalle telecamere. Così, mentre a Parigi Hollande spiegava al mondo che la Francia può andare a bombardare la Libia e la Siria senza pagare il ‘dazio’, perché i francesi sono grandi e non sopportano nemmeno lontanamente l’idea che qualcuno possa portagli la guerra dentro casa sua, mentre il G20 falliva, mentre la signora Merkel rifletteva su come scaricare sull’Unione Europea i costi dell’industria automobilistica tedesca andata a puttane, mentre Putin ribadiva che ci sono 40 Paesi che dicono di essere contro l’Isis e, alla fine, lo finanziano (“E tra questi – ha precisato il leader russo – ci sono anche Paesi che partecipano al G20”), insomma, mentre il mondo s’interrogava su un futuro incerto, Rosario da Gela insieme con il ministro Graziano Delrio (altro ‘intellettuale’ del gruppo renziano) si presentavano al cospetto del mondo con la bretella autostradale appena aperta. Vi pare poco?

Noi non eravamo presenti alla ‘solenne’ inaugurazione della bretella, ma a giudicare dagli occhi di Delrio, dal suo sguardo volpino traspariva, chiaro, un messaggio: era come se il Graziano nazionale stesse dicendo ai siciliani: “Brutti sudditi siciliani che non siete altro: abbiamo speso venti milioni di Euro per voi. Il governo Renzi che spende venti milioni di Euro per la Sicilia: ma la capite o no l’importanza del nostro gesto? Fino ad ora, dalla Sicilia, abbiamo sempre preso. Ora abbiamo speso per voi venti milioni di Euro. Venti milioni di Euro strappati al Nord Italia! L’abbiamo fatto per chiudere la bocca ai grillini e alla loro maledetta trazzera, non certo perché la Sicilia meriti la ‘cucitura’ dell’autostrada Palermo-Catania. Ma almeno ci ricompenserete? O, come al solito, siciliani che non siete altro, lascerete, in termini elettorali, il PD siciliano con il culo a terra?”.

Gli occhi di Graziano Delrio si muovevano agili, ora sulla bretella, ora su Rosario da Gela. Era come se gli stesse dicendo: “Ma questi venti milioni spesi in Sicilia si tradurranno in voti per i renziani siciliani?”. Lo sguardo di Crocetta non sembrava felice. Era come se stesse rispondendo: “Graziano, abbiamo realizzato in sette mesi un’opera che nei Paesi civili avrebbero realizzato in sette giorni. Sai cosa dicono a Palermo? Che abbiamo fatto fottere di ridere! Quanto ai voti, per cortesia non me ne parlare. Qui mi detestano tutti. Io e i miei amici, un po’ per andare dietro a voi con la storia degli oltre 5 miliardi di Euro dei siciliani che mi avete costretto a regalarvi, un po’ perché ho scelto sempre collaboratori e assessori uno più annegato a mare dell’altro, non abbiamo seguito elettorale. Io stesso ogni sera, quando vado a letto decido che non voterò per me. Poi la mattina mi alzo e dico: magari il mio voto lo tengo…”.

Intanto arriva una notizia confermata dai crismi dell’ufficialità: il partito del Ministro Angelino Alfano – ricordate? il Nuovo Centrodestra Democratico, quelli che dicono di non far parte del quarto governo Crocetta e che poi litigano per spartirsi i posti nell’ufficio di gabinetto dell’assessorato ai Beni culturali: gente seria, insomma – manterrà la presidenza della Commissione Bilancio e Finanze con Vincenzo Vinciullo. Ragazzi, mentre il mondo è sull’orlo della Terza guerra mondiale questa sì che è una notizia rassicurante. Non vi pare?

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