Muos di Niscemi, i Siciliani non si arrendono

Muos di Niscemi, i Siciliani non si arrendono
16 ottobre 2015

Due giudici amministrativi denunciati per “abuso in atti di ufficio” dopo una sentenza, non ancora definitiva, a dir poco anomala.  I No Muos ne hanno chiesto la modifica, entro la fine di Ottobre, dovremmo sapere se la loro richiesta sarà accolta. Quello che è certo è che la battaglia continua nonostante l’arroganza degli USA e nonostante il totale asservimento del Governo nazionale

Due giudici del C.G.A. denunciati per abuso in atti d’ufficio e una sentenza da rivedere. Sono questi gli ultimi sviluppi dell’affaire Muos di Niscemi, il controverso impianto di comunicazione satellitare che la Marina USA ha piazzato nella base NRTF (Naval Radio Transmitter Facility) in provincia di Caltanissetta, dove già sono attive 47 antenne che, indisturbate, emanano da oltre un decennio potenti onde elettromagnetiche e alle quali, ora, si dovrebbero aggiungere le parabole della nuova struttura.

I due giudici amministrativi in questione sono il presidente Marco Lipari e il giudice estensore, Gabriele Carlotti. A denunciarli, dinnanzi alla Procura della Repubblica di Palermo, è stata l’associazione antimafia ‘Rita Atria’. Casus belli, la sentenza, non ancora definitiva, emessa lo scorso Settembre, con la quale il Consiglio di Giustizia amministrativa, su ricorso dell’Avvocatura di Stato, ribaltando la sentenza del T.A.R., non solo ha dichiarato legittime le autorizzazioni per la costruzione dell’impianto americano, ma- ed è questa la parte più controversa- ha nominato una nuova commissione di verifica che dovrà affrontare la questione più delicata dell’intera vicenda: i rischi dell’elettromagnetismo per la salute dei cittadini.
E chi farà parte di questa nuova commissione di verifica? Tre ministri del Governo nazionale. Lo stesso Governo che ha presentato il ricorso contro la sentenza del T.A.R.. che aveva bloccato gli americani. Incredibilmente vero.

Ma, facciamo un piccolo passo indietro per comprendere meglio l’assurdità della vicenda che, se in ballo non ci fossero il diritto alla Salute e la vocazione pacifista dei siciliani, potrebbe bene assumere i contorni di una farsa.

Dunque, a Febbraio, il Tribunale amministrativo regionale, con un coraggio difficile da trovare tra le istituzioni siciliane, dichiara illegittimo l’impianto USA per violazioni della leggi ambientali (sorge all’interno di una sughereta, un sito di interesse comunitario a totale inedificabilità). I giudici stigmatizzano tutte le acrobazie effettuate dal Governo regionale nel corso delle procedure autorizzative (ricordate la revoca delle revoche? Il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, per il quale la coerenza è un optional, prima blocca i permessi, poi revoca il suo stesso stop).

Ma, ancora di più, i giudici amministrativi di primo grado, sempre nella sentenza di Febbraio, sottolineano la superficialità della relazione dell’Istituto Superiore della Sanità che aveva tentato di rassicurare tutti sulla mancanza di rischi sanitari. In pratica, come scritto dal perito del T.A. R., Marcello D’Amore, docente de La Sapienza di Roma, quello studio non solo sottovalutava tutta l’evidenza scientifica sui rischi dell’elettromagnetismo, ma ignorava anche il principio di precauzione che impone cautela in assenza di una sicura valutazione del rischio.
La sentenza del T.A. R. scatena l’entusiasmo del popolo No Muos che, finalmente, vede riconosciute le ragioni della protesta. Ma scatena anche la rabbia degli USA: la Console generale degli Stati Uniti a Napoli, Colombia Barrosse, ad esempio, rilascia una intervista al vetriolo al quotidiano La Sicilia, nella quale, non solo tenta di minimizzare la portata della protesta No Muos, ma, soprattutto, ammonisce il Governo italiano a tenere la questione fuori dalle sedi giudiziarie: “Sin dall’inizio – ha dichiarato la funzionaria USA – il governo italiano non doveva considerare il Muos come un tema da trattare in corti giuridiche di livello regionale perché si tratta di una materia di interesse nazionale”.

Insomma, la botta del coraggiosissimo TAR siciliano, alla quale si aggiungono quelle delle inchieste aperte dalla Procura di Caltagirone e di Palermo, innervosisce non poco gli americani. Il Governo Renzi recepisce il messaggio e subito, attraverso l’Avvocatura di Stato, presenta ricorso al C.G.A..

Arriviamo dunque alla sentenza di Settembre che, come detto, oltre a dichiarare legittimo l’iter autorizzativo, costituisce una “commissione di verifica” del tutto originale. Ne fanno parte, infatti, oltre al presidenti del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), del Cnu (Consiglio nazionale universitario), tre ministri (Salute, Ambiente e Infrastrutture). Da qui la denuncia dell’associazione Rita Atria, per abuso in atto d’ufficio che configura un conflitto di interessi:

“L’articolo 19 del codice di Procedura Amministrativa stabilisce che il verificatore debba essere estraneo alle parti in giudizio – spiega l’avvocato Goffredo D’Antona- e certamente tre ministri non possono essere considerati estranei alle parti”.
“Un fatto – prosegue il legale- non solo non opportuno, visto che il CGA si deve pronunziare su un appello proposto da un Ministro della Repubblica, ma anche assolutamente singolare che per quanto sta apparendo, non ha precedenti nella storia giudiziaria italiana. Rifiutiamo l’idea che tre Ministri della Repubblica possano dirsi estranei ad un altro Ministro della stessa Repubblica”.rita atria

Per non parlare delle competenze: “Una violazione della norma reiterata anche in merito alle specifiche competenze tecniche di tre soggetti politici quali sono i ministri, dal momento che il medesimo articolo normativo prescrive per i membri di tale commissione una competenza tecnica estranea alle suddette figure politiche”. Insomma, per l’avvocato D’Antona, l’abuso in atto d’ufficio è “oggettivo”. E, in effetti, se il codice di Procedura Amministrativa è ancora in vigore, sembrerebbe proprio così.

Non solo. Nella sentenza del C.G.A. c’è anche quello che viene considerato un vero e proprio colpo basso al popolo No Muos:

“Ancora si legge in sentenza che tutte le spese della verificazione, che appaiono ingentissime, sono poste a carico del Comune di Niscemi, cioè di un piccolo Comune della Sicilia che difficilmente potrà sostenerle anche a causa dei tagli governativi nazionali e regionali. Appare assolutamente irrituale, se non punitivo, che le spese vengano poste non a carico del soggetto appellante ma di un soggetto comunque “vincitore” in primo grado. Irritualità che si amplifica leggendo che la mancata anticipazione delle spese potrà essere valutata ai fini della decisione”.
Due decisioni, la nuova commissione di verifica con i ministri, e le spese legali a carico del Comune di Niscemi, che vengono percepite come una vera e propria azione ritorsiva:
“Preso atto di queste oggettive violazioni di norme, nonché di passaggi che non sembrano abbiano precedenti nella storia giudiziaria di questo Paese, l’Associazione Antimafie Rita Atria chiede alla Magistratura se queste circostanze non siano imputabili a conflitti di interessi raffigurabili in incarichi governativi (in alcuni casi anche ben remunerati) che il Presidente del Collegio ha ricoperto in varie Istituzioni, tra queste: capo ufficio legislativo ministero affari esteri e capo di gabinetto ministero beni culturali e turismo; così come il Giudice estensore della sentenza che ricopre tutt’ora incarichi extra giudiziari tra questi anche presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, perché se così fosse i due Giudici Amministrativi starebbero commettendo il reato di abuso in atti di ufficio”.
Insomma, la battaglia continua. Il popolo No Muos, non si arrende anche se di fronte ha una super potenza come gli USA e un Governo italiano completamente asservito che se ne infischia dei rischi per la salute dei siciliani, così come della loro vocazione pacifista. A questo proposito va ricordato che: il Muos ,  non è della Nato,- come tentano di fare credere i giornali dei potentati italiani,-  ma  della Difesa americana.

Inoltre, a chi parla di “strumento che servirà a garantire meglio pace e sicurezza” ricordiamo che il Muos “non è un semplice sistema di comunicazioni radio ma è finalizzato in realtà anche e soprattutto alla guida dei droni, nelle nuove missioni escogitate dagli USA, con danni collaterali a dir poco ingigantiti rispetto ai precedenti sistemi d’arma” scrive l’associazione Rita Atria in una lettera indirizzata ai maggiori quotidiani italiani che, ovviamente, si schierano con gli USA.
Niscemi, quindi, diventerebbe a tutti gli effetti una base di guerra. Cosa che, ovviamente, farebbe di quel territorio un obiettivo strategico dei nemici degli Stati Uniti.

Ciliegina sulla torta:  la costruzione del Muos in territorio italiano, non è mai stata ratificata dal Parlamento italiano. E, questo, come ha denunciato il gruppo interparlamentare per la pace (di cui fanno parte deputati nazionali del M5S e di Sel, principalmente) viola palesemente la Costituzione.

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Che succederà ora? Intanto, anche altre associazioni si sono mosse: associazione No MUOS Sicilia, Legambiente, un gruppo di cittadini niscemesi residenti nelle adiacenze del MUOS, il Comitato Mamme No MUOS, il WWF ed i Comuni di Modica, Vittoria e Gela e immediatamente dopo, anche il Comune di Niscemi, hanno richiesto, attraverso due istanze, la modifica dei provvedimenti istruttori resi dal CGA. Che si dovrebbe pronunciare entro questo mese di Ottobre.
Le associazioni hanno anche lanciato un appello per chiedere ai siciliani un sostegno finanziario:
“ Nonostante i nostri legali, avv. Rossella Zizza e avv. Claudia Virgadavola, abbiano sempre prestato la loro opera professionale a titolo gratuito – si legge in una nota dei No Muos- le quote sociali raccolte ogni anno dalla nostra Associazione non riescono a coprire le spese di notifica, né le normali spese di divulgazione, chiamando i soci ad ulteriori sforzi economici e a gravare, ancora una volta, sulle proprie casse familiari.
Crediamo sia giunto il momento, per chi crede in questa battaglia, di sostenerci fattivamente con un contributo economico, anche modesto, che potrà aiutarci a condurre con maggiore intensità le nostre attività legali. Chiediamo perciò ad amici, simpatizzanti e a quanti sono in grado di poterlo fare, di sostenerci con una donazione secondo le modalità indicate sul nostro sito all’indirizzo: http://associazione.nomuos.org/associazione/dona/ o, comunque, attraverso il nostro codice IBAN –
IT65E0335967684510700155990 intestato a Movimento No Muos Sicilia”.

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