La crisi dell’agricoltura, tra prezzi bassi e lo spettro di case e terreni venduti all’asta per quattro soldi!

La crisi dell’agricoltura, tra prezzi bassi e lo spettro di case e terreni venduti all’asta per quattro soldi!
5 febbraio 2019

La situazione, per l’agricoltura del Sud Italia in generale e della Sicilia in particolare diventa ogni giorno più difficile e più insostenibile. Se n’è parlato sabato scorso a Caltanissetta, nel corso di un incontro alla presenza di alcuni parlamentari del Movimento 5 Stella. Che fare? Forse non lo sanno nemmeno loro. Il piano di Saverio De Bonis ‘bocciato’. La moratoria e il parere del presidente di Confagricoltura Sicilia, Ettore Pottino

Si può fare qualcosa per l’agricoltura del Sud Italia e, in particolare, per quella siciliana? Possibilmente fatti concreti e non chiacchiere in vista della campagna elettorale per le elezioni europee, previste per il prossimo mese di maggio?

Segnaliamo, al riguardo, un incontro che si è tenuto sabato scorso al Comune di Caltanissetta. Cominciamo col dire che noi non c’eravamo: eravamo, sì, al corrente di questo appuntamento, ma non eravamo nelle condizioni di prendervi parte.

Sappiamo che erano presenti alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle (l’europarlamentare eletto in Sicilia, Ignazio Corrao, il senatore Fabrizio Trentacoste, il parlamentare nazionale Cosimo Gaetano Pignatone e la parlamentare regionale Elena Pagana), alcuni sindaci e un po’ di agricoltori.

Occupandoci di agricoltura con una certa costanza ci sembra corretto darne contezza raccontando quello che siamo riusciti a sapere raccogliendo notizie qua e là, magari qualche testimonianza di chi vi ha preso parte.

Superfluo sottolineare che la situazione, per l’agricoltura del Sud Italia, è difficile.

Il grano duro è in crisi perché il prezzo del prodotto è basso e non copre nemmeno i costi di produzione.

Non va meglio per l’ortofrutta.

E non va bene per la zootecnia.

Non va bene nemmeno per il vino, se è vero che a molti agricoltori che producono uva da vino per venderla e non per vinificarla, il prodotto viene pagato i classici quattro soldi.

Non sappiamo quali proposte sono venute fuori dall’incontro tra i parlamentari grillini, amministratori comunali e agricoltori. Ma sappiamo che una proposta di moratoria era contenuta in un emendamento alla Finanziaria nazionale presentato dal senatore grillino, Saverio De Bonis. 

La proposta di De Bonis – che noi abbiamo letto nei giorni in cui il Parlamento nazionale discuteva la Finanziaria – era molto articolata. Prevedeva, ad esempio, la sospensione dei pagamenti a INPS, ISMEA, la sospensione dei mutui con le banche e anche la sospensione dei decreti ingiuntivi. E poi altre proposte.

L’emendamento di De Bonis è stato ‘bocciato’ dagli stessi grillini. 

Non entriamo nel merito del perché il Movimento 5 Stelle – che oggi è al Governo del nostro Paese – non ha gradito queste proposte.

Dopo di che la questione è aperta. E se il Parlamento nazionale sta discutendo un disegno di legge che punta a bloccare certe ‘operazioni’ sulle cosiddette esecuzioni immobiliari, ebbene, un problema deve esserci.

Le esecuzioni immobiliari riguardano quei cittadini che non possono pagare i debiti. Con i debitori – di solito le banche – che ‘aggrediscono’ i beni immobili, a cominciare dalle case (nel caso degli agricoltori anche i terreni).

Case e terreni che, spesso, vengono acquistati a prezzi ‘vili’: in certi casi con una riduzione del valore del 50% per anche di più!

Così capita che chi è indebitato, ad esempio, di 30-40 mila euro è costretto a vendere una casa (o un terreno) che vale 80 mila euro ad un prezzo irrisorio che non gli consente nemmeno di pagare il debito! Non stiamo raccontando balle: se ne sta discutendo nel Parlamento nazionale. 

Questi problemi riguardano tutti i cittadini che non possono pagare i debiti, compresi gli agricoltori.

Bisognerà capire che cosa intendono fare i parlamentari del Movimento 5 Stelle. Che, fino ad oggi, per l’agricoltura del Sud, non hanno fatto praticamente niente!

Vero è che il Governo nazionale Giallo-Verde non è frutto di un accordo politico, ma di un ‘contratto’ con la Lega di Salvini: e per contratto il Ministero delle Politiche agricole è finto alla Lega, che fa solo gli interessi dell’agricoltura del Centro Nord Italia.

Ma i grillini, che gli piaccia o no, ne rispondono politicamente. E forse è per questo che si sono dati una mossa. Faranno qualcosa? Ce lo auguriamo. Anche se, forse, nemmeno loro sanno cosa debbono fare. perché, fino ad oggi, di proposte politiche concrete, da parte dei grillini, per l’agricoltura del Sud Italia, non ne abbiamo contezza.

E non abbiamo contezza di proposte concrete sull’agricoltura siciliana da parte  dei 20 deputati presenti nel Parlamento siciliano: niente di niente.

I grillini dell’Ars, rispetto all’agricoltura, sono l’altra faccia del Governo di nello Musumeci che, in campagna elettorale aveva promesso i controlli sulle navi di grano che arrivano nella nostra Isola: impegno fino ad oggi non mantenuto.

Noi, sulla crisi dell’agricoltura della nostra Isola, abbiamo chiesto un commento al presidente di Confagricoltura Sicilia, Ettore Pottino. Che ci dice:

“Gli incontri sono sempre utili. Soprattutto con i parlamentari. L’importante è trovare soluzioni percorribili ed efficaci. Io, ad esempio, non condivido la richiesta di una moratoria delle varie cartelle INPS, ISMEA e via continuando. Rinviare i pagamenti non serve, perché tanto poi i pagamenti da effettuare arrivano lo stesso. Servono, al contrario, interventi strutturali”.

“L’agricoltura meridionale – aggiunge Pottino – sconta problemi di mercato per scelte non nostre. Le produzioni del Sud Italia sono di alta qualità. Ma subiamo una concorrenza sleale da parte di chi produce con costi molto più bassi dei nostri: portando sui nostri mercati, in molti casi, prodotti scadenti. Se poi questi prodotti esteri – ed è quello che avviene – invadono i nostri mercati non abbiamo molti strumenti per difenderci”.

“Proprio su I Nuovi Vespri, nei mesi scorsi – ci ricorda Pottino – abbiamo invitato i consumatori a non risparmiare sull’olio d’oliva extra vergine. Ma se poi i supermercati sono invasi di olio extra vergine ‘italiano’ al costo di tre-quattro euro a bottiglia, ben sapendo che un extra vergine, soprattutto con l’annata di magra, non può costare meno di otto euro, che cosa possiamo fare?”.

“Ribadisco – insiste Pottino – occorrono provvedimenti strutturali -. I prezzi dei prodotti agricoli sono troppo bassi. E noi agricoltori i prezzi li subiamo. A che serve la moratoria? A rinviare i problemi? Proviamo tutti a sederci attorno a un tavolo per studiare cosa possiamo fare concretamente per sostenere la nostra agricoltura”.

 

 

 

 

 



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