Trivelle, i grillini bloccano una parte dei permessi. Sullo sfondo la rottura con la Lega sulla ‘Secessione dei ricchi’

Trivelle, i grillini bloccano una parte dei permessi. Sullo sfondo la rottura con la Lega sulla ‘Secessione dei ricchi’
10 gennaio 2019

Molti commentatori politici nazionali danno per scontata la crisi del Governo giallo-verde. Imputando la motivazione alla gestione dei migranti. Cosa plausibile. Ma la vera rottura tra grillini e leghisti è sull’autonomia di Lombardia e Veneto che favorirebbe la Lega di Salvini e affosserebbe il Movimento 5 Stelle che ha base elettorale nel Sud  

Le polemiche, nelle ultime settimane, sono state roventi. Da una parte i grillini che danno vita al Governo nazionale, dall’altra parte la base del Movimento 5 Stelle e anche tanti cittadini. Da una parte i grillini del Governo che, come hanno fatto per ILVA e TAP, si stavano rimangiando gli impegni assunti in campagna elettorale per bloccare le trivelle che ‘spirtusano’ i mari italiani alla ricerca di idrocarburi. Dall’altra parte militanti, simpatizzanti grillini e comuni cittadini molto arrabbiati per l’ennesimo volta faccia del grillini. Alla fine, però…

Alla fine, però, i grillini del Governo, forse, hanno capito che non possono passare la vita a darla vinta alla Lega di Salvini; così il Ministero dello Sviluppo economico si accinge a bloccare quanto meno una parte dei permessi di ricerca.

Tira un sospiro di sollievo il senatore grillini Gaspare ‘Rino’ Marinello che da Sciacca, provincia di Agrigento, si è battuto per fare chiarezza su questa vicenda.

“In realtà – ci dice Marinello – il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, non ha mai firmato nuovi permessi di ricerca. Si sta lavorando per fare chiarezza e, soprattutto, per tutelare il nostro mare”.

Soddisfatto anche Mario Di Giovanna, ingegnere, anche lui di Sciacca, protagonista di quello che lui stesso, in un post su Facebook, definisce una “battaglia durissima”.

“Il governo Lega/5 Stelle – scrive – che ringrazio per questa promessa di provvedimento, ha accolto la prima importantissima pare delle nostre richieste. Nel prossimo decreto semplificazioni verrà istituita una moratoria di 3 anni al rilascio di nuovi titoli. Il divieto temporaneo ad operare si estende anche ai permessi di ricerca e prospezione già rilasciati, quindi anche e non solo a quelli rilasciati pochi giorni fa nel mare Ionio”.

“La moratoria – aggiunge Di Giovanna – è funzionale alla realizzazione del piano delle Aree, altra nostra richiesta, una specie di piano regolatore del nostro mare che dovrà individuare le zone che, per questioni economiche, ambientali, turistiche etc, non devono essere colpite dalla ricerca ed estrazione di idrocarburi. Oltre alla felicità per questa vittoria, rimane ancora molto da fare. Infatti questo provvedimento non cambia nulla per i permessi di LICATA ed altri permessi di coltivazione su cui il pericolo è concreto ed imminente. Qualche seria perplessità desta inoltre l’applicazione di eventuali divieti sui permessi di ricerca già rilasciati, questi sì che potrebbero aprirci a cause risarcitorie da parte delle compagnie petrolifere. Sarebbe quindi stato meglio non rilasciarli ma, in ogni caso, se vorranno ascoltarci abbiamo delle soluzioni anche per questi”.

“Alla luce di questo provvedimento – conclude – fa decisamente sorridere la propaganda di questi ultimi giorni che mirava a convincere che quei provvedimenti erano un atto dovuto. Questa moratoria è una una clamorosa smentita di quella propaganda. Come dicevamo, bastava un decreto legge per fermarli. Ma va bene così. Sopportiamo stoicamente, l’importante è il risultato”.

La svolta dei grillini impone qualche considerazione politica. Oggi, tra i commentatori, c’è chi sostiene che l’alleanza tra grillini e leghisti è al capolinea. La motivazione viene individuata nelle divisioni circa la gestione dei migranti. Tema serio, ma c’è anche un altro aspetto che, a nostro modesto avviso, va sottolineato: la cosiddetta ‘Secessione dei ricchi’ chiesta dalla Lega di Salvini, ovvero le Regioni Veneto e Lombardia che vorrebbero tenersi il cosiddetto “residuo fiscale”: in pratica, tenersi la parte di imposte che oggi finisce nel calderone della fiscalità generale per essere ripartita tra tutte le Regioni italiane.

Siccome Lombardia, Veneto e, a ruota, Emilia Romagna, Liguria e, magari, qualche altra Regione del Centro Nord sono più ricche finiscono col più imposte rispetto alle Regioni più povere del Sud. L’Autonomia chiesta dalla Lega per le Regioni del Nord impoverirebbe ulteriormente il Sud.

La cosa conviene a Salvini che, se dovesse ‘incassare’ l’Autonomia del Nord, detta anche ‘Secessione dei ricchi’, prenderebbe una barca di voti alle elezioni europee del prossimo maggio.

Ma questa ‘Secessione dei ricchi’ fregherebbe i grillini, che invece tanti voti li prendono nel Sud. Su questo fronte politico il Governo giallo-verde è destinato a spaccarsi. Con molta probabilità, è anche pensando a una probabile crisi di Governo che i grillini hanno deciso di non perdere altri voti nel Sud facendo – di fatto- un favore ai petrolieri che scorrazzano nell’Adriatico e nel mare di Sicilia.

Da qui lo stop – anche se parziale – alle trivelle.

Foto tratta da liberoquotidiano

 



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