Sicilia, tra 5 mesi si vota, è tempo di ‘stabilizzare’ i precari…/ MATTINALE 225

18 dicembre 2018

Arrivano le elezioni e, puntuali come orologi svizzeri, arrivano gli impegni per la ‘stabilizzazione’ dei precari. Si comincia con i ‘precari storici’ della Regione siciliana. Ma tranquilli: ci sarà spazio anche per i precari dei Comuni siciliani e della sanità. E forse anche per i precari delle ex Province che stanno fallendo. L’importante è votare bene…   

Tra cinque mesi si celebreranno le elezioni europee. Quale migliore occasione occasione per “avviare” la stabilizzazione dei precari ‘storici’ della Regione siciliana? Non solo questi, però. Come fanno notare ‘giustamente’ i sindacalisti della CISL, ci sono anche i precari degli locali e della sanità.

Insomma, la vecchia politica siciliana si sta attrezzando in vista del voto. Elezioni importanti, perché c’è da arginare i “populisti”. E allora via con le promesse. Si comincia con i precari della Regione:

“I 587 precari ‘storici’ in servizio da anni nell’amministrazione regionale – annuncia un comunicato del Governo regionale di Nello Musumeci (quello che deve costituire il ‘Grande partito regionale’) verranno stabilizzati entro il 2019. E’ questo uno degli aspetti più importanti tra quelli che emergono dal Piano triennale dei fabbisogni di personale 2018-2020, approvato dalla governo Musumeci su proposta dell’assessore alla Funzione pubblica Bernardette Grasso. Nel documento sono state sintetizzate le principali informazioni sui fabbisogni di personale forniti dai dipartimenti regionali, sia in termini quantitativi sia in termini di competenze. Dall’analisi dei dati emerge che la Regione, come tutte le altre Pubbliche amministrazioni del Paese, nei prossimi cinque anni subirà un notevole turn-over fisiologico del personale, a causa del prepensionamento e dell’elevata età anagrafica media e di servizio dei dipendenti e pertanto si registrerà una consistente necessità di nuovi lavoratori”.

“La Regione – sottolinea il governatore Nello Musumeci – assume un impegno nei confronti dei suoi precari storici, in servizio da tanti anni e con contratti a termine. Per la prima volta, l’amministrazione si dota di questo importantissimo strumento, che ci consente di avere un quadro chiaro, preciso e aggiornato del reale fabbisogno di personale e di individuare le aree strategiche nelle quali servono maggiori risorse umane, in considerazione degli obiettivi da raggiungere”.

“Undici i settori professionali nei quali si rende necessario l’inserimento di nuovo personale: pianificazione e controllo di gestione; programmazione e gestione fondi strutturali e di investimento europei-nazionali; risorse umane e sviluppo organizzativo; promozione territorio e infrastrutture; analisi statistiche e socio-economiche; Ict e innovazione tecnologica; analisi e progettazione di servizi pubblici; procedure amministrative e legali; acquisti e logistica; marketing e comunicazione; back-office, front-office e supporto tecnico-operativo (servizi al pubblico diretti e indiretti)”.

“La Regione, per la prima volta – commenta l’assessore Bernardette Grassi – si dota del Piano triennale di fabbisogni, un iter che si è concluso in appena sei mesi. Uno strumento che consentirà, dopo decenni, di avviare il processo di stabilizzazione dei lavoratori appartenenti al cosiddetto ‘precariato storico’, in linea con quanto sta accadendo nelle altre Regioni, in applicazione della riforma Madia. Si tratta di lavoratori che, da anni, attendevano e finalmente riceveranno le risposte tanto sperate. La programmazione prevede, inoltre, la possibilità, in caso di sblocco delle assunzioni da parte dello Stato di avviare le procedure ordinarie di reclutamento”.

Arriva come un fulmine il comunicato della CISL siciliana:

“Finalmente una buona notizia per i precari ‘storici’ della Regione.
Al raggiungimento di questo obiettivo, il sindacato lavora da anni e,
all’assessore Bernardette Grasso, sin dai primi giorni dopo il suo
insediamento abbiamo fatto capire che non potevamo più perdere tempo.
La stabilizzazione è un diritto che questi lavoratori si sono
guadagnati sul campo lavorando come fossero già dipendenti della
Pubblica amministrazione e, nella maggior parte dei casi, sono
diventati indispensabili per il funzionamento della macchina
amministrativa. Le ricadute positive si avranno anche nella qualità
dei servizi offerti ai cittadini”.

Parlano due ‘filosofi’: Paolo Montera, segretario generale della CISL Fp Sicilia, e Fabrizio Lercara, segretario regionale della CISL Fp Sicilia, che precisano:

“Necessario ora più che mai portare a compimento anche il percorso per la
riclassificazione e la riqualificazione di tutto il personale della
Regione siciliana, così come avviato in sede di rinnovo del contratto
dei regionali all’Aran Sicilia”.

Notevole il richiamo al “diritto” alla stabilizzazione. Hanno vinto un concorso questi signori? Hanno superato gli esami scritti di Diritto Costituzionale, di Economia politica e di Diritto Amministrativo? hanno poi superato l’esame orale?

No, meglio: hanno superato l’unico ‘esame’ che conta in Sicilia per entrate nella più sbrindellata amministrazione pubblica del mondo: l’esame politico-sindacale per acquisire il titolo di precari!

Titolo importantissimo, che consente a questi siciliani di arraffare il posto fisso in barba alla Costituzione che prevede veri concorsi, mentre siciliani laureati con 110 e lode emigrano. Meglio così: i laureati bravi rischierebbero di ‘inquinare’ la grande e soprattutto funzionale Regione siciliana fatta di precari e di dirigenti diventati tali senza concorso e di dirigenti generali made in legge 10 del 2000. 

Ma sì, per i lavori elencati puntigliosamente nel comunicato di Palazzo d’Orleans – pianificazione e controllo di gestione; programmazione e gestione fondi strutturali e di investimento europei-nazionali; risorse umane e sviluppo organizzativo; promozione territorio e infrastrutture; analisi statistiche e socio-economiche; Ict e innovazione tecnologica; analisi e progettazione di servizi pubblici; procedure amministrative e legali; acquisti e logistica; marketing e comunicazione; back-office, front-office e supporto tecnico-operativo (servizi al pubblico diretti e indiretti) – non servono laureati con 110 e lode: servono altri precari da assumere in cambio di voti.

Vecchia politica-sindacati-precari-voti sono il ‘quadrinomio’ che ci dà l’olimpica certezza che in Sicilia nulla cambierà, che i giovani meritevoli continueranno ad emigrare e che la Pubblica amministrazione rimarrà il ‘delirio’ che è oggi.

E ci raccomandiamo: nei musei e, in generale, nei siti culturali della Sicilia tenete a debita distanza i giovani che parlano inglese, francese, tedesco  spagnolo: solo custodi che, al massimo, parlano il siciliano e ‘schiticchiano’ con piatti delle tradizioni locali…

“Passo dopo passo – concludono i sindacalisti della CISL – ci aspettiamo adesso che tutte le vertenze irrisolte dei lavoratori precari della pubblica
amministrazione, dagli enti locali alla sanità, trovino una soluzione
soddisfacente”.

Ci mancherebbe! Però attenzione: la stabilizzazione deve avvenire dopo il voto delle elezioni europee di maggio, mai prima. Ricordate la Napoli degli anni ’50: una scarpa prima del voto, l’altra ad elezione avvenuta…

 

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