La magistratura apre un’inchiesta sullo IAL: una vittoria dell’USB siciliana

La magistratura apre un’inchiesta sullo IAL: una vittoria dell’USB siciliana
8 novembre 2018

Due sindacalisti dell’Unione Sindacale di Base – Costantino Guzzo e Sandro Cardinale – non hanno mai mollato la presa, anche quando sembrava una battaglia impossibile. L’inchiesta, per la prima volta, porta alla ribalta il mondo della Formazione di Palermo. la storia di un settore passato dalla gestione no profit degli Enti storici alle speculazioni gestite direttamente dalla politica   

Anche a Palermo si apre una falla nel complicato mondo della Formazione professionale. E si apre con un’inchiesta della magistratura sullo IAL dopo le ripetute denunce dell’Unione Sindacale di Base (USB) e, in particolare, di due sindacalisti testardi e indomiti: Costantino Guzzo e Sandro Cardinale, il primo responsabile Formazione dell’USB, il secondo con incarichi regionali e nazionali.

Sono tanti i fronti aperti nella vicenda IAL che, lo ricordiamo, è stato, per tanti anni, uno dei più grandi Enti di Formazione professionale della Sicilia, un tempo espressione della CISL, quando le tre organizzazioni sindacali confederali – per l’appunto CGIL, CISL e UIL – gestivano direttamente i corsi di Formazione.

Per la cronaca, la prima organizzazione sindacale a chiamarsi fuori dal mondo della Formazione professionale è stata la GCIL siciliana. Mentre CISL e UIL hanno mollato solo dopo che la situazione è precipitata.

E la situazione è precipitata quando il Governo regionale del ribaltone di Raffaele Lombardo – un Governo di centrosinistra – ha deciso, nel 2011, di sospendere il finanziamento con fondi regionali per finanziare il settore solo con i fondi europei. Il tutto in un contesto di grande confusione, se è vero che la legge fondativa della Formazione professionale siciliana – la legge regionale n. 24 del 1976 – non è mi stata abrogata, ma ‘sepolta viva’ da una montagna di provvedimenti amministrativi.

Di solito, i provvedimenti amministrativi non possono travolgere quelli legislativi: ma in Sicilia – nella terra dove, nell’amministrazione regionale, gli ingegneri scrivono i decreti, gli architetti si occupano di Formazione professionale, i geologi di economia e gli agronomi diventano commissari degli enti locali e dove gli incarichi illegittimi fanno curriculum e concorrono al raggiungimento di incarichi apicali – tutto è possibile.

In questo clima di grande confusione il centrosinistra decide di completare l’eliminazione degli Enti formativi storici della Sicilia – opera iniziata nei primi anni del 2000 dai Governi regionali di centrodestra – da sostituire con enti e società da gestire senza intermediazione.

La presenza di politici, nel mondo della Formazione siciliana, esisteva già dalla fine degli anni ’80 del secolo passato, quando gli ex assessori al Lavoro (fino al 2009 l’assessorato regionale al Lavoro inglobava la Formazione professionale) si ritagliavano piccoli spazi che venivano ‘riconosciuti’ dagli assessori al Lavoro che arrivavano negli anni successivi.

La svolta, come già ricordato, arriva quando il centrodestra siciliano arriva per la prima volta al Governo della Sicilia, nel 1996. Troppo ‘affamati’ per potersi accontentare degli Enti storici, i politici del centrodestra siciliano avviano una campagna di logoramento degli Enti formativi storici che comincerà a concretizzarsi a metà degli anni 2000.

All’inizio è un insieme di nuovi enti e società che tolgono spazio agli Enti storici, in alcuni casi con i politici che se ne impossessano. E’ importante il passaggio: dagli Enti formativi storici no profit si passa alla presenza di società: di fatto un mutamento ‘genetico’ di tale settore, una privatizzazione della Formazione professionale, in alcuni casi gestita direttamente da politici.

L’accelerazione avviene tra il 2009 e il 2011, quando la politica siciliana decide di procedere allo smantellamento degli Enti formativi storici.

Qualche anno dopo – gli anni del Governo regionale di Rosario Crocetta – che si precede verso l’eliminazione degli Enti storici. In questo contesto si consuma la lenta agonia dello IAL, che da IAL CISL diventa IAL Sicilia.

Forse, per lo IAL – ma di questo si occuperanno i magistrati – l’inizio della fine va in scena nel 2014, quando all’allora dirigente generale Anna Rosa Corsello presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Palermo.

Succede che la dottoressa Corsello, in quel momento, riveste, contemporaneamente, il ruolo di dirigente generale del dipartimento Lavoro e di dirigente generale, con l’interim, del dipartimento Formazione. Sotto i suoi occhi passano sia i finanziamenti pubblici per lo IAL (dipartimento Formazione), sia la richiesta di Cassa integrazione, sempre per lo IAL.

La dottoressa Corsello non ci vede chiaro e presenta un esposto.

Seguono anni di polemiche. Con la dichiarazione di fallimento per lo IAL. Nel frattempo è colato a picco anche il CEFOP, che era il più grande Ente di Formazione della Sicilia. Ed è esploso lo scandalo dei ‘Corsi d’oro’ a Messina, con il coinvolgimento, tra gli altri, dell’allora parlamentare nazionale del PD, Francantonio Genovese.

Una vicenda coinvolge anche l’ANFE e il suo presidente, Paolo Genco, che si fa subito da parte (vicenda che non riguarda Palermo e che è ancora aperta).

Chi non molla la presa sullo IAL sono gli ex lavoratori, con in testa Costantino Guzzo, Sandro Cardinale e tutta l’USB.

Da qualche mese a questa parte i post al vetriolo su Facebook di Guzzo e gli interventi di Sandro Cardinale si fanno sempre più pressanti.

Oggi la notizia dell’inchiesta della magistratura sullo IAL. Indagine condotta da procuratore aggiunto, Sergio Demontis. Gli argomenti sono tanti, tutti segnalati da Guzzo e Cardinale: fallimento dell’Ente storico, Cassa integrazione, licenziamenti e altro ancora che trovate cercando in questo blog.

Commenta oggi Costantino Guzzo:

“Apprendere che finalmente la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo ha avviato l’agognata inchiesta sullo IAL mi ha reso speranzoso che la Giustizia, sino ad oggi negata, possa finalmente prevalere. E per questo voglio ringraziare chi fino ad oggi ha sostenuto e creduto nella mia lotta, a cominciare dal Sindacato USB che mi ha appoggiato ed i cui rappresentanti, in primis Sandro Cardinale, oltre a sostenermi mi hanno supportato in tutti quei momenti di scoraggiamento che sopravvengono in queste vicende così contorte ed enigmatiche; voglio ringraziare I Nuovi Vespri, blog d’informazione del dottore Franco Busalacchi che, puntualmente, mi ha aiutato a rendere noto a tutti la disperazione di chi vede svanire lavoro, dignità e speranze dietro giochi che vengono mossi dall’avidità e dal desiderio di potere di chi non guarda in faccia a nessuno per arrivare ai propri scopi, ledendo non solo le ‘casse’ pubbliche, ma anche giovani che sperano in un futuro, lavoratori, famiglie, insomma la collettività”.

“Un grande ringraziamento – prosegue Guzzo – lo voglio dare a Maria Teresa Cimminisi e Gianfranco Bono che mi hanno sempre appoggiato e dato i giusti ed opportuni consigli su come affrontare le dinamiche di questa vicenda, ed altresì voglio ringraziare i miei compagni di viaggio che mi hanno sostenuto, supportato ed aiutato durante tutto il percorso, specie quando mi sentivo giù, loro mi sono stati sempre vicini”.

“Un Grazie va anche agli avvocati Francesco Menallo e Sonia Spallitta che hanno seguito con la professionalità che li distingue gli atti giudiziari e le denunce mie e dei miei ex-colleghi, oggi amici. Infine – conclude Guzzo – grazie a tutte quelle persone che non conosco, ma che leggendo gli articoli hanno compreso la gravità dei fatti”.

 



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