Decreto mille proroghe/ Nord batte Sud 1 a 0. M5S succube della Lega?

Decreto mille proroghe/ Nord batte Sud 1 a 0. M5S succube della Lega?
14 settembre 2018

Un miliardo destinato ai Comuni con avanzi di amministrazione: “Il “caso” vuole che l’89% di quegli enti risieda al Nord”. La scorrettezza di Orlando. E di Musumeci…

Non sarebbe corretto ricordare al Movimento 5 Stelle che è stato il Sud Italia a decretare il suo trionfo alle ultime elezioni politiche. Non esiste vincolo di mandato, e chi ricopre cariche istituzionali, deve lavorare nell’interesse dell’intero Paese.  Giusto. Ma cosa dovremmo dire, noi meridionali, dinnanzi al fatto che, ancora una volta, in linea con quanto accade da almeno 40 anni, da Roma stiano arrivando provvedimenti che penalizzano il Sud? Incidente di percorso?Ai  pentastellati è sfuggito il particolare? O stanno per essere- come sostiene qualcuno- del tutto divorati dagli interesse della Lega, quindi del Nord?

Parliamo del decreto ‘mille proroghe’, approvato dalla Camera, con voto di fiducia, ieri (andava approvato entro il 23). In particolare, ci riferiamo ai fondi per i Comuni. Diciamo subito che c’è un taglio di almeno  1,1 miliardi ai fondi per le periferie. Su questo punto sembra, però,  aprirsi uno spiraglio: il governo, nei giorni scorsi,  ha trovato un’intesa con l’Anci, l’Associazione dei Comuni italiani, impegnandosi a ripristinare le risorse e spalmandole su un triennio. E, infatti, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, si è detto soddisfatto.

Quello che non può soddisfare è, invece, il criterio stabilito per la suddivisione di un altro miliardo di euro in palio, che andrà ai Comuni con avanzi di amministrazione. Tradotto:al Nord. Al Sud, infatti, è una rarità trovare Comuni che non hanno impegnato risorse. Al contrario, nel Mezzogiorno i Comuni hanno sofferto più degli altri per i tagli feroci degli ultimi anni (almeno 8 miliardi negli ultimi 7 anni) . Solo in Sicilia non si contano i Comuni sull’orlo del default. Altro che avanzi di amministrazione. Si continua, insomma, a dare ossigeno a chi ha ossigeno. E pur non trattandosi di risorse ingenti, il risultato che sarà penalizzato il Sud.

Non a caso, su questo criterio, esulta il Nord: “Il decreto Milleproroghe è in chiaroscuro. Se da un lato prosegue il positivo percorso sugli avanzi di amministrazione che ci trova favorevoli, dall’altro lato è gravissimo quanto sta succedendo sul bando periferie”.  Lo ha detto la a presidente di Anci Veneto, Maria Rosa Pavanello. Che, va da sé, si dice favorevole a questo criterio.

Ad esprimere sconcerto, come è  logico che sia, è un meridionale: Paolo Russo, deputato napoletano di Forza Italia. Partito che è tra i maggiori responsabili del disastro al Sud negli ultimi vent’anni, ma l’analisi di Russo non fa una piega:

“Il M5s con il decreto Milleproroghe fa razzia di tutte le risorse del piano periferie per rimodulare gli impegni di spesa partendo però da quei Comuni che hanno un avanzo di amministrazione. Il “caso” vuole che l’89% di quegli enti risieda al Nord e quindi si tratterà sostanzialmente di un travaso di danaro dal Sud al Nord”. 

“La gravità è ancor maggiore se si considera che 800 milioni vengono dal fondo infrastrutture ed altri 800 dal fondo Fas: quindi non solo si portano risorse al Nord, ma si ritarda la spesa dei fondi europei destinati al Sud. A questo provvedimento – aggiunge Russo – ascoltando l’impegno del ministro Lezzi, abbiamo presentato una serie di emendamenti che avrebbero garantito una soglia minima del 38% per il Meridione in ogni nuovo riparto per risorse derivanti da ricollocazioni e mancata spesa.  Ovviamente la maggioranza Lega-M5s ha bocciato le nostre proposte ed ha approvato una tabella di spazi finanziari per le regioni che relega la spesa nel Mezzogiorno al 28%, ben al di sotto della popolazione (38,5%) e assai distante da qualsivoglia politica di perequazione”.

Se il buongiorno si vede dal mattino, siamo messi malissimo. Possibile che il M5S non si sia accorto di questo ennesimo scippo al Sud?

Per la cronaca: in queste ore si registra la protesta del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, contro il taglio dei fondi alle periferie. Protesta che si manifesta con una scortesia istituzionale: Orlando non accoglierà, il primo ministro, Giuseppe Conte, che si recherà a Brancaccio, quartiere periferico e problematico di Palermo,  per l’inaugurazione dell’anno scolastico.

Una scorrettezza non da poco da parte di chi declama l’importanza del senso delle istituzioni. E da parte di accusa il M5S di averne poco.

Ma, evidentemente, per Orlando, forse è più importante l’appartenenza ad un partito il PD- contro il quale non ricordiamo proteste pur in presenza di tagli e scippi ben più sostanziosi di questo- che ad una istituzione.

Un sindaco, in quanto espressione della massima istituzione cittadina, non dovrebbe comportarsi così. Come suggerisce, peraltro, anche la più scontata buona educazione del padrone di casa.

AGGIORNAMENTO

APPRENDIAMO CHE ANCHE IL PRESIDENTE DELLA REGIONE, NELLO MUSUMECI, HA DISERTATO L’INCONTRO CON IL PREMIER. SCORRETTEZZA DOPPIA.

 



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