Musumeci, Armao, disoccupati della Formazione: tutti a Roma ‘p’addumannari picciuli’…

Musumeci, Armao, disoccupati della Formazione: tutti a Roma ‘p’addumannari picciuli’…
13 settembre 2018

Quando si sono insediati – a Roma c’era un Governo nazionale di centrosinistra – il presidente Musumeci e l’assessore Armao si sono fatti scippare 800 milioni di euro di IVA. Ora che a Roma è cambiato il colore politico del Governo vanno a Roma a fare gli ‘autonomisti’… Non va meglio per i disoccupati della Formazione professionale e degli ex Sportelli multifunzionali che si stanno facendo strumentalizzare da Musumeci & compagni!

Dopo i lavoratori della Formazione professionale e degli ex Sportelli multifunzionali, anche gli esponenti del Governo regionale siciliano – il presidente Nello Musumeci e l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, si sono catapultati a Roma in cerca di soldi.

La cosa tragicomica è che, in queste ore, al cospetto del Governo nazionale di grillini e leghisti, sono presenti sia i responsabili del mancato riavvio della Formazione professionale e delle politiche del lavoro (leggere gli esponenti del già citato Governo regionale), sia i lavoratori penalizzati dallo stesso Governo.

Per tutti, a risolvere i problemi, dovrebbe essere il Governo nazionale, che dovrebbe trovare i soldi sia per una Regione siciliana in sostanziale default, sia per i lavoratori della Formazione e degli ex Sportelli multifunzionali ridotti alla fame.

A questo punto ci chiediamo: perché i sindaci dei circa 300 Comuni siciliani senza Bilanci approvati non fanno anche loro una capatina a Roma? Così la sceneggiata sarebbe completa!

Escludiamo dalla ‘gita’ i rappresentanti delle ex Province dell’Isola, sostanzialmente fallite, perché prive di una seria rappresentanza poolare.

Dopo di che, è inutile girarci attorno, quello che sta succedendo, lo ribadiamo, è tragicomico.

Per rilanciare la Formazione professionale e le politiche del lavoro ci sono fondi e leggi. L’attuale Governo regionale, pur avendo assunto in campagna elettorale impegni precisi – sia con i dipendenti della Formazione, sia con i dipendenti degli ex Sportelli multifunzionali – si è rimangiato tutto.

Il motivo è semplice: il Governo Musumeci, sostenuto da tutta la vecchia politica, vuole ‘capitalizzare’ i fondi di Formazione e politiche del lavoro per organizzare clientele in viste elle elezioni europee della primavera del prossimo anno. 

La vecchia politica siciliana – centrodestra e centrosinistra insieme – hanno già pronte assunzioni a tignitè, tutte regolarmente clientelari, sia nella Formazione, sia nelle politiche del lavoro (con la privatizzazione di questi servizi).

Insomma, Governo Musumeci, centrodestra e centrosinistra non sanno che farsene degli 8 mila lavoratori licenziati tra Formazione e politiche del lavoro. Così hanno convinto i lavoratori disoccupati – che a nostro avviso non hanno capito molto di quello che stanno facendo e si stanno facendo strumentalizzare – a recarsi a Roma per scaricare sul Governo nazionale il problema.

Solo che il loro problema è ‘siciliano’ e non romano! Chi gli sta facendo credere il contrario, lo ribadiamo, li sta strumentalizzando.

Tra l’altro, a Roma, in queste ore, il Governo nazionale deve trovare i soldi per il Reddito di cittadinanza, per la Flat tax e per rivedere la legge Fornero. Non si capisce, insomma, perché dovrebbe allargare i cordoni della borsa per i disoccupati della Formazione professionale siciliana e delle politiche del lavoro invece di mantenere gli impegni che ha assunto in campagna elettorale!

Per consentire al Governo Musumeci, a Forza Italia di Gianfranco Miccichè e al PD di organizzarsi, in Sicilia, una bella ‘scorpacciata’ di assunzioni a ridosso delle elezioni europee?

Ma questi signori della vecchia politica siciliana pensano veramente che a Roma governino degli stupidi? 

Il presidente della Regione, Musumeci, pensa veramente che, grazie alla sua visita a Pontida, e ai quattro voti di conto che ha in Sicilia il vice premier Matteo Salvini gli risolverà i problemi finanziari?

Ora, a parte il fatto che, in materia economica, nel Governo nazionale, nonostante tutti bau bau con i quali si cimenta, Salvini conta quanto il due di coppe con la briscola a denari (in queste ore Luigi Di Maio lo ha praticamente zittito, dichiarando che il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, non è in discussione), Musumeci e Armao dovrebbero spiegare ai siciliani, prima che a Roma, perché, quando si sono insediati e c’era ancora un Governo nazionale di centrosinistra, non hanno aperto bocca e hanno accettato, con la coda in mezzo alle gambe, non il taglio, ma lo scippo di 800 milioni di euro di IVA.

Ora che è cambiato il colore del Governo romano, Musumeci e Armao pensano di avanzare rivendicazioni e di farsi dare i soldi che si sono fatti scippare dal Governo Gentiloni? Pensano, magari, di farsi restituire anche una parte dei soldi della Regione siciliana che il PD e l’ex presidente Rosario Crocetta hanno regalato a Roma?

Presidente e assessore: sapete come si dice in questi casi a Sciacca?

“Scrivi a ‘u muru e scanceddra cu ‘i spaddi”.

Traduzione: scrivi i numeri con le tue richieste al muro, poi, quando lascerete la stanza del Ministro Tria, qualcuno provvederà a cestinare le vostre richieste…

Foto tratta da lasicilia.it

 



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