Il paradosso della Nord-Sud, una strada che, dopo oltre 70 anni, non è ancora stata completata!

Il paradosso della Nord-Sud, una strada che, dopo oltre 70 anni, non è ancora stata completata!
10 luglio 2018

Da oggi Alfio Di Costa inizia un ‘viaggio’ nel mondo dei trasporti della Sicilia. Si comincia con le strade, che sono una delle vergogne della nostra Isola nell’anno di grazia 2018. E cominciamo con la Nord-Sud, programmata negli anni ’50 del secolo passato e ancora oggi incompleta. Oggi è il simbolo dell’immobilismo della Sicilia (in tutti i sensi in questo caso…). Ma potrebbe diventare occasione di riscatto

Le autostrade e le strade che cadono a pezzi. I trasporti marittimi che continuano ad essere gestiti da un monopolio che intercetta tutti i fondi pubblici. Gli aeroporti che fanno gola ai privati. Il trasporto ferroviario che continua ad essere delirante. E, ancora, il Tram di Palermo – appena 15 Km – costato una barca di soldi che costa, ogni anno, una barca di soldi (circa 10 milioni di euro all’anno: ma perché così tanto?). Con altre 7 linee, già finanziate con il PON Metro, che sembra servano più alle imprese che le devono realizzare che ai cittadini del capoluogo siciliano. E, ancora, Catania che aspetta il collegamento tra Piazza Stesicoro e la Stazione centrale, passando per il Policlinico e l’Università e tanti altri temi legati ai trasporti in Sicilia.

Tempi scottanti. Tante, tantissime opere pubbliche iniziate e non ancora finite. Ci sono, addirittura, opere che sono in corso di realizzazione da oltre 50 anni: come la strada a scorrimento veloce Nord-Sud, nota anche come la Mistretta-Gela, uno degli attraversamenti ‘a pettine’ della Sicilia programmati negli anni ’50 del secolo passato e ancora al palo!

Noi, per parlare di questi argomenti, abbiamo chiesto ad Alfio Di Costa di fare il punto della situazione. Non l’abbiamo scelto per caso. Alfio Di Costa è un ingegnere edile che conosce molto bene il mondo dei trasporti della nostra Isola. Contemporaneamente, è anche un uomo che, da sempre, è impegnato nel sociale.

Trent’anni fa è stato tra i protagonisti della Rete, il Movimento creato da Leoluca Orlando che avrebbe dovuto cambiare la Sicilia e l’Italia. Ma che, alla fine, non ha cambiato l’Italia, non è riuscito mai ad incidere nelle scelte regionali (tutte le volte che Orlando, direttamente o indirettamente, ha provato a dare la ‘scalata’ alla Regione siciliana è stato regolarmente ‘bocciato’ dai siciliani) ed ha invece – questo sì – peggiorato Palermo, città che oggi è tra le ultime in Italia.

Alfio Di Costa è anche il fondatore del Movimento “Insieme si può”, molto attivo sulla rete in materia di questioni economiche, sociali e culturali. Inoltre Alfio Di Costa è stato eletto Governatore del Distretto Rotary 2110 Sicilia e Malta per l’anno 2020-2021.

Per noi racconterà i grandi temi del mondo dei trasporti della Sicilia. L’occasione per aprire un dibattito. Perché senza una rete di trasporti moderna ed efficiente l’economia siciliana non potrà decollare.

Pensiamo alla strada a scorrimento veloce Palermo-Agrigento, nata malissimo, cresciuta in peggio e oggi oggetto di lavori che vanno avanti da anni e che sembrano ritagliati su misura per chi deve perdere tempo e incassare quanti più soldi possibili, non certo per completare questa strada disgraziata della Sicilia!

E che dire degli appalti ferroviari di Palermo? Con oltre due anni di ritardi, forse, verrà ripristinato il collegamento in treno tra l’aeroporto Falcone-Borsellino (già Punta Raisi) con Palermo. Ma nessuno sa quando verrà completato il Passante ferroviario, costato già oltre un miliardo di euro! Per non parlare della chiusura dell’Anello ferroviario di Palermo, costato già oltre 100 milioni di euro. 

Due opere faraoniche, che, anche in questo caso, sembrano ritagliate più per far dilatare i costi che per essere completate.

Poi ci sono gli aeroporti siciliani. Con i privati che tentato in tutti i modi di impossessarsene. Soprattutto l’aeroporto di Catania che si tirerebbe dietro l’aeroporto di Comiso. E con il Governo regionale che propone due grandi società: una per gli aeroporti della Sicilia orientale e l’altra per gli scali aerei della Sicilia occidentale. 

Ma ora è tempo di dare la parola ad Alfio Di Costa. Sarà lui a raccontarci non soltanto i disastri passati e presenti, ma anche proposte per il futuro.

di Alfio Di Costa

Amiche ed amici, come sapete qualche tempo fa ho scritto al Sig. presidente della Regione On.le Nello Musumeci invitandolo ad una riflessione sulle infrastrutture in Sicilia ed ieri ho scritto al Sig. Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, On.le Danilo Toninelli invitandolo a venire a Nicosia per rendersi conto di persona delle disastrose condizioni delle nostre infrastrutture e per impegnarsi nel completare una eterna incompiuta : la Nord-Sud.

Chiamiamola come più ci piace “superstrada Nord Sud, strada dei due mari, Gela-Santo Stefano di Camastra o semplicemente S.S. 117 bis o Centrale Sicula”, ma tutti noi ne sentiamo parlare da quando siamo nati.

A dire il vero già ne parlava Giuseppe Alessi che è stato il primo Presidente della Regione siciliana dal 1947 al 1949; e ne parlava Giuseppe D’Angelo, Presidente della Regione dal 1961 al 1964.

La Nord-Sud era la super strada che doveva unire i due mari, il mare della costa meridionale al mar Tirreno, dove unire Gela a Santo Stefano di Camastra passando da Piazza Armerina, Valguarnera, Leonforte, Nicosia, Mistretta, Reitano.

La progettazione di questa superstrada inizia alla fine degli anni ’50 mentre i lavori iniziano negli anni ’60 ed a tutt’oggi la strada è ancora incompiuta!

Per essere più precisi, il tratto che collega Gela a quasi lo svincolo autostradale di Mulinello è stato realizzato in tempi lunghi ma non biblici, così come il tratto tra Mistretta a Santo Stefano di Camastra passando per Reitano; mentre possiamo sicuramente parlare di tempi biblici per il tratto fra Nicosia e Mistretta, per non parlare del tratto Leonforte-Nicosia mai iniziato e forse con progetto ancora da approvare in via definitiva.

Se si pensa che questa superstrada era fondamentale per una riorganizzazione della viabilità in Sicilia e doveva togliere dall’isolamento infrastrutturale molti centri importanti del centro Sicilia siamo letteralmente al paradosso.

Oggi Comuni come Nicosia ed il suo hinterland devono far affidamento esclusivamente su strade statali impercorribili come la S.S. 117 o la S.S. 120 dove l’ANAS nemmeno più cura le buche o la normale manutenzione ordinaria, per non parlare della segnaletica orizzontale o verticale o la loro sicurezza.

O, ancora, delle strade provinciali inadeguate a sostenere il normale traffico veicolare dei nostri tempi o la normale sicurezza che deve essere garantita e chi le percorre. Ribadisco: siamo al paradosso.

L’ANAS già agli inizi degli anni ’90 prevedeva un piano di finanziamento per completare e collegare l’autostrada A19 Catania-Palermo alla A20 Messina-Palermo; e sempre l’ANAS ed il Governo, dal 1990 ad oggi, mettono e tolgono i soldi con valzer interminabili e si continua a procedere talmente a rilento che chi vi scrive pensa di non poter mai vedere finita questa superstrada.

Allo stato attuale, volendo essere un po’ tecnici, possiamo dire che i lotti B che riguardano il tratto Nicosia-Mistretta procedono con troppa lentezza ed alcuni ancora devono essere affidati o riaffidati; mentre i lotti C che collegano Leonforte a Nicosia non siamo certi se siano cantierabili e se i progetti hanno tutti i visti o si debba procedere ad una Variante di progetto che ne ridurrebbe la lunghezza e potrebbe migliorarne la fruibilità. Per non parlare della quota di compartecipazione prevista dalla Regione siciliana di cui non siamo certi della copertura finanziaria.

Io credo che dovremmo spingere Governo regionale e ANAS per una rapida soluzione che veda impegni di bilanci e tempi certi e seri con l’avvio di tutte le procedure per far completare i lavori già appaltati e appaltare i rimanenti.

Il Governo regionale nella persona del Presidente Nello Musumeci dovrebbe impegnarsi a dichiarare l’opera strategica e prioritaria e mettere in bilancio la quota di compartecipazione a carico della Regione. I cittadini delle aree interne e della zona nord della provincia di Enna sono stanchi di essere trattati da cittadini di serie “D”: pagano le tasse come ogni cittadino italiano e vorrebbero godere degli stessi servizi e delle stesse infrastrutture presenti in altre parti d’Italia.

I cittadini di Nicosia – e tra questi c’è anche chi scrive – e il suo hinterland chiedono di non essere abbandonati ad un isolamento certo e ad uno spopolamento continuo.

Nicosia sta morendo, il suo territorio sta morendo, ma noi non rinunziamo a lottare per una vita “normale” dove i nostri figli possano decidere se vivere qui o in qualsiasi altro luogo al mondo senza essere costretti all’emigrazione.

Il nostro è un atto d’amore, un grido di dolore ed un appello alle Autorità competenti perché chi vive nelle aree interne della Sicilia – perché la Nord-Sud attraversa le aree interne della nostra Isola – deve avere gli stessi diritti e gli stessi doveri di ogni cittadino italiano.

Nessuno si illuda di poter fare turismo o commercio senza un sistema viario idoneo, sicuro e confortevole. Pensiamo che tutti dovremmo impegnarci e lottare per la giusta rivendicazione dei nostri diritti. Noi vogliamo ancora credere in un futuro possibile vivendo nei nostri Comuni di nascita.

Vorremmo vivere in zone moderne in grado di competere in questo mondo globalizzato che impone tempi rapidi per affrontare le sfide che il terzo millennio impone.

Foto tratta da tn24.net


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