Formazione, la norma sull’Albo in discussione all’Ars è a rischio

Formazione, la norma sull’Albo in discussione all’Ars è a rischio
19 maggio 2018

Ne è convinto il parlamentare regionale, Vincenzo Figuccia, favorevole alla norma, che però non nasconde gli interessi che si celano dietro la Formazione professionale siciliana, anche da parte di soggetti politici che potrebbero avere voce (e voti) in Assemblea regionale siciliana. L’ottimismo, forse eccessivo, dell’USLAL e il plauso di Cgil, Cisl e Uil

Veramente l’attuale Governo della Regione e la maggioranza di centrodestra del Parlamento dell’Isola risolveranno il problema degli attuali 8 mila lavoratori circa della Formazione professionale?

Intanto precisiamo che si tratta di un emendamento a un disegno di legge in discussione all’Ars (il collegato alla Finanziaria 2018) e non di una legge già approvata.

“L’emendamento presentato dal Governo di nello Musumeci è importante – ci dice il parlamentare Vincenzo Figuccia -. Ma è una norma a rischio. Non dobbiamo dimenticare gli interessi che ci sono nel mondo della Formazione: interessi ai quali non è certo estranea la politica. Mi auguro che prevalgano gli interessi dei lavoratori, non gli interessi di chi ha altri obiettivi”.

Noi, insomma, non condividiamo l’eccessivo ottimismo: conoscendo la politica siciliana – o meglio, la vecchia politica siciliana che oggi governa la Regione – siamo un po’ più cauti.

Ad esempio, ci sembrano eccessivamente ottimisti i post su facebook di Antonio Spallino, leader del sindacato USLAL:

“Finalmente qualcosa di serio per gli operatori della Formazione professionale assunti a T.I. (Tempo Indeterminato ndr) ,scritti all’albo ed assunti alla data del 31/12/2008. L’albo previsto dalla l.r 24/76 stante all’apposito emendamento già incardinato nel collegato alla finanziaria sarà trasformato ad esaurimento”.

In un altro post lo stesso Spallino entra nel merito dell’emendamento del Governo:

“All’interno di questo ddl, a firma del Presidente della Regione Musumeci – scrive – è stato già incardinato un articolo che riguardata gli operatori della Formazione Professionale. In particolare, si tratta della trasformazione dell’Albo regionale di cui all’art.14 della l.r 24/76 in Albo ad esaurimento.
Era questo uno degli impegni che l’assessore regionale alla pubblica Istruzione e Formazione professionale, Prof. Roberto Lagalla, sostenuto dal Dirigente Generale dott. Gianni Silvia, si era assunto in una delle tante riunioni con le OO.SS tutte confederali e non”.

“Finalmente dopo quasi trenta anni – prosegue la nota di Spallino – una proposta seria che va nella direzione di garantire i livelli occupazionali degli operatori assunti a Tempo indeterminato alla data del 31 Dicembre 2008.
Mentre valutiamo positivamente l’iniziativa governativa non possiamo non ricordare al Presidente Musumeci e all’assessore regionale Lagalla la necessità e l’urgenza di avviare le procedure amministrative legate ai prepensionamenti, alle uscite incentivate, alle azioni di aggiornamento del personale rimasto parzialmente o totalmente privo di incarico, nonché l’attivazione delle procedure di mobilità esterna al settore”.

“Per il sindacato USLAL scuola e Formazione Professionale – prosegue Spallino – l’approvazione dell’articolo rappresenta il primo passo virtuoso che va nella direzione di un serio rilancio del sistema e di un corretto l’utilizzo del personale. Pertanto auspichiamo che tutte le forze politiche presenti all’Ars approvino l’articolo in questione. Riteniamo utile ricordare agli operatori ch’è possibile seguire in diretta i lavori d’aula collegandosi sul canale 219”.

Insomma: se l’USLAL auspica che la norma venga approvata, beh, i timori di Figuccia non sono infondati: anzi.

Sulla Formazione interviene anche l’Ugl siciliana on un comunicato del segretario generale, Giuseppe Messina:

“Come Ugl diciamo basta, la politica si assuma fino in fondo la responsabilità del ruolo istituzionale ed auspichiamo l’avvio di una stagione di rigorosa razionalizzazione del sistema formativo regionale, dopo cinque anni di massacro mediatico in un clima di caccia alle streghe che ha finito per bloccare l’erogazione della formazione professionale a danno dei cittadini siciliani e degli operatori del settore. Quello che si e’ consumato e’ stato un vero e proprio massacro sociale nel silenzio delle massime istituzioni a partire dal Parlamento siciliano”.

“Serve una norma di rigore – prosegue Messina – con effetto calmierante sul bacino degli operatori della Formazione professionale, minacciati anche da nuove incredibili richieste di nuove ammissioni”.

“Si ha notizia – prosegue il sindacalista – di un numero ingiustificato ed incomprensibile di richieste di nuove iscrizioni che supererebbe di gran lunga il migliaio di unità. Un numero incredibile che la dice lunga sulla necessità di introdurre una norma di rigore e chiarezza”.

“La nuova deputazione all’Ars – conclude Messina – ha una straordinaria occasione: votare una norma, condivisa dalle organizzazioni sindacali dopo un confronto continuo e proficuo con l’assessore al ramo ed il dirigente generale, per girare pagina e aprire un nuovo corso fondato su un modello incentrato su tre leve: albo ad esaurimento, priorità di assunzione dall’albo e prelievo dal secondo elenco solo dopo aver esaurito il primo o in assenza di figure ed infine, sanzione con la perdita dell’accreditamento per quel datore di lavoro che non rispetta i primi due criteri”.

Ci lascia un po’ stupiti è il comunicato di un comunicato diffuso dai segretari regionali generali della Flc Cgil, Graziamaria Pistorino, della Cisl Scuola, Francesca Bellia, e della Uil Scuola, Claudio Parasporo:

“Apprezzabile l’iniziativa del Governo di presentare un emendamento al collegato della finanziaria, di cui apprendiamo oggi la notizia, per tutelare i lavoratori dell’albo della formazione professionale”.

“Certamente – continuano gli esponenti della Triplice – va evitato il rischio di creare aspettative per nuovi lavoratori precari senza reali prospettive occupazionali e andranno messi in atto comportamenti responsabili, ma va fatto ripartire il sistema, garantendo lavoro ed occupazione e ampliando le tutele. Il provvedimento presentato all’Ars appare già positivo per iniziare il riordino del settore”.

“Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola hanno chiesto un urgentissimo incontro con i capigruppo parlamentari per chiedere garanzie sull’approvazione del testo.

“Siamo certi – concludono Pistorino, Bellia e Parasporo – di incontrare la sensibilità sociale della politica al servizio dei cittadini”.

Perché noi siamo stupiti nel leggere il comunicato della Triplice sindacale? Perché ricordiamo che, durate gli anni del Governo regionale di Rosario Crocetta, i rappresentanti di queste tre sigle sindacali erano i primi a partecipare a incontri con l’allora Presidente Crocetta e con l’assessore alla Formazione di turno e i primi a firmare accordi che poi venivano regolarmente disattesi.

Tanto che, dopo i primi accordi sugli “immancabili destini” della Formazione professionale in salsa crocettiana, abbiamo più volte sottolineato che questi incontri erano solo sceneggiate per tenere buoni i lavoratori che venivano regolarmente gabbati!

Un altro dubbio circa l’emendamento del Governo Musumeci riguarda la tempistica. Scrive sempre su facebook Enza Licitra:

“Non ho capito cosa significa per 3 anni… e quale sarà il procedimento per assumere visto che già ci sono assunzioni a chiamata… E il prepensionamento che fine ha fatto?”.

La domanda è corretta: perché gli enti o le società che verranno chiamate a svolgere i corsi di Formazione professionale in Sicilia (ammesso che il prossimo Bando a catalogo, annunciato dall’assessore Lagalla, non venga sommerso dai ricorsi, così com’è accaduto con l’Avviso 8) dovrebbero assumere il personale licenziato per tre anni? E dopo che faranno? Un’altra legge per altri tre anni?

Da quello che abbiamo capito, il censimento dei lavoratori della Formazione voluto dal Governo regionale dovrebbe essere servito per fare chiarezza sull’Albo: cioè per capire se gli iscritti a tale Albo sono solo persone che hanno un passato nella Formazione professionale siciliana o se, invece, nello stesso Albo si sono infilati di ‘sgarrupo’ soggetti che non hanno mai avuto a che fare con questo mondo, giusto per ‘acciuffare’ un contratto.

In una Sicilia nella quale, nella pubblica amministrazione, fanno ‘curriculum’ gli incarichi illegittimi, c’è da aspettarsi di tutto: anche pronunciamenti ‘autorevoli’ che impongano all’amministrazione regionale di inserire nell’Albo – magari anche in quello ad esaurimento – soggetti che hanno titolo…

 



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