E così ‘antimafia’ e ‘sinistra’ di Palermo si ‘manciaru’ pure la Vucciria. Ma un dipinto…

E così ‘antimafia’ e ‘sinistra’ di Palermo si ‘manciaru’ pure la Vucciria. Ma un dipinto…
8 maggio 2018

Dopo aver ridotto la città in un letamaio lanciando una tragicomica raccolta differenziata dei rifiuti, dopo aver sfasciato quasi tutte le strade cittadine per fare posto agli appalti ferroviari in tutte le salse il Comune sta mettendo mano a un progetto di ‘riqualificazione’ per trasformare la Vucciria in un salotto: sul modello dei ‘salotti’ della vacua e fatua ‘presunta sinistra’ palermitana… 

“Ieri è apparso alla Vucciria questo splendido dipinto (foto sopra), figlio di un contest cittadino di artisti. A mio avviso rappresenta, meglio e più di mille parole, lo stato di degrado, la morte che vive la piazza, e con essa la città intera. Ma allo stesso tempo nel raccontare lo stato di abbandono di quei luoghi rappresenta anche la scintilla di vitalità della città e la forte vocazione all’arte di questi spazi”.

Così scrive in una nota il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Igor Gelarda.

“La Vucciria – aggiunge – è storicamente un mercato negli ultimi venti anni in piena fase di declino e di abbandono. Ha attirato artisti da tutto il mondo, e se è rimasto vivo il suo nome nell’imaginario collettivo è anche in ragione degli interventi artistici che qui hanno avuto luogo. Inclusi quelli del tanto discusso Uwe”.

Si tratta di Uwe Jaentsch, artista austriaco, protagonista dell’arte negli spazi pubblici. Ha fatto notizia – e ha fatto discutere – il suo gesto: ha respinto le accuse di occupazione abusiva e, con la compagna Costanza Lanza di Scalea ha annunciato che ha deciso di lasciare Palermo e l’Italia.

“Un progetto di riqualificazione di quest’area – scrive sempre Gelarda – dovrebbe comprendere anche interventi d’arte come questi che rappresentano un potenziale anche di promozione e valorizzazione turistica di questi luoghi. Il dipinto a mio avviso è anche un modo per richiamare l’attenzione sulla prossima morte cui la piazza sarà sottoposta. Forse la morte più umiliante, che prevede la rimozione del mercato, che ne ha costituito la vita in questi secoli, e la messa a nuovo della piazza, con un processo di ricostruzione patinata della piazza”.

La “riqualificazione” della Vucciria – che poi è una ‘cementificazione’ e l’addio alla propria storia – è una delle tante vergogne della Palermo di oggi: una città amministrata da una finta sinistra tutta appalti & affari.

“La nostra è una disobbedienza civile, siamo stati attaccati perché chiediamo trasparenza – ha detto qualche giorno fa in un’intervista al Giornale di Sicilia Costanza Lanza di Scalea – verso un progetto che vuole cancellare la memoria di questo luogo e che vuole trasformare con denaro pubblico la Vucciria in una zona residenziale. Questo è un atto fuori legge, oltretutto da 5 mesi ogni fine settimana assistiamo a una militarizzazione continua della piazza con un enorme dispendio di denaro pubblico, è repressione”.

Non sono mancati gli articolo sui giornali e gli appelli. Ma il Comune di Palermo procede sulla propria strada. Del resto, il mercato della Vucciria è stato fatto morire proprio per questo: per poter avviare la ‘riqualificazione’ cancellando un pezzo di storia della città. Gli affari prima di tutto.

“Non vogliamo che diventi un salottino elegante destinato alla Palermo bene – conclude Igor Gelarda -. Ma che regolamentato e riqualificato, questo diventi un luogo identitario e forte della città. Qualunque cosa volesse dirci, complimenti all’artista che ha realizzato questo splendido dipinto”.

 



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