Speculazione edilizia a Mondello: condanne durissime. E i tanti altri casi?

22 marzo 2018

Quando nell’agosto dello scorso anno abbiamo puntato i riflettori su questa storia – sia come fatto in sé (era in corso un processo penale presso il Tribunale di Palermo), sia per la sua connotazione paradigmatica – non avevamo visto male. Tanti gli elementi che saltavano agli occhi. Da questa storia il Comune di Palermo non ne esce bene. E l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente adesso farà finalmente qualcosa? 

Volendo, quando nell’agosto dello scorso anno abbiamo approfondito, con un’inchiesta, un’incredibile lottizzazione abusiva a Mondello, in via Miseno, non avevamo tutti i torti (QUI LA NOSTRA INCHIESTA SULLA LOTTIZZAZIONE DI VIA MISENO). Qualcuno ci ha anche preso in giro, dicendo che prendevamo lucciole per lanterne perché il processo si sarebbe concluso in una bolla di sapone. “E’ un metodo e non si possono processare i metodi”, ci hanno detto. La sentenza della terza sezione penale del Tribunale di Palermo ha smentito i ‘filosofi’ del metodo non censurabile, comminando pene durissime ai protagonisti di questa storia che la dice lunga, ma molto lunga!, sulla ‘trasparenza’ e sulla legalità che va in scena nel Comune di Palermo.

Sotto processo è finito un bel gruppo di persone: e tra questi anche un paio di dirigenti dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Palermo. La storia di questa lottizzazione abusiva la potete leggere (o rileggere, se siete già nostro affezionati lettori) nell’articolo che abbiamo allegato.

Ora, invece, quello che ci interessa sottolineare sono le condanne e, soprattutto, gli effetti che questa sentenza potrebbe avere. Perché, in effetti, coloro i quali ci prendevano in giro, paradossalmente, hanno anche ragione: perché a Palermo i casi come quello di via Miseno sono tanti (COME ABBIAMO RACCONTATO QUI).

Cominciamo con la sentenza. A pronunciarla è stata, come già accennato, la terza sezione penale del Tribunale di Palermo, presieduta da Marina Pitruzzella (gli altri due giudici sono Daniela Vascellaro e Maria Ciringione).

Le condanne sono pesanti: massimo della pena per tutti gli imputati, confisca delle villette, maxi ammende e risarcimenti. E la trasmissione degli atti per continuare a indagare.

Tra i protagonisti di questa vicenda, due dirigenti comunali, gli architetti Giuseppe Monteleone e Mario Li Castri, il progettista Giuseppe Tagliareni, il costruttore Paride Tagliareni, il notaio Santo Di Gati. E, ancora, quattro dipendenti degli uffici dell’Edilizia privata del Comune di Palermo: Fabio Seminerio, Daniela Rimedio, Lucietta Accordino, Giuseppe Orantelli e i proprietari delle villette.

Ecco le pene: tre anni ciascuno di carcere a Giuseppe Orantelli, Salvatore Lupo e Lucietta Accordino (rispondevano anche di abuso d’ufficio).

Due anni di carcere a testa e 80 mila euro di ammenda per Paride Tagliareni e Giuseppe Tagliareni, Santo Di Gati, Giuseppe Monteleone e Mario Li Castri.

Un anno e otto mesi e 60 mila euro di multa per Loredana Velardi e Paola Avellone.

Un anno e tre mesi ciascuno e 50 mila euro di multa per Salvatore Di Piazza, Concetta Ravalli, Francesca Vullo, Graziano Magnanini, Maria Concetta Fontana, Cristina Magnanini, Morena e Armida Perna, Angela Corso, Cristiana Fabozzi, Maria Vittoria Marazzitti.

La sospensione condizionale della pena vale solo per gli imputati con pena inferiore ai due anni.

Il collegio giudicante ha ordinato la la trasmissione della sentenza, “per i provvedimenti di rispettiva competenza”, all’Ufficio tecnico del Comune di Palermo e a tre uffici della Regione siciliana: il Genio civile, l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, e la Sprintendenza. Atti trasmessi anche al Consiglio notarile.

Al Comune di Palermo, che si è costituito parte civile al processo, è stata riconosciuta una provvisionale da 500 mila euro. Si tratta di un acconto sul danno complessivo che sarà quantificato in sede civile.

Gli atti del processo sono stati trasmessi anche al pubblico ministero per indagare sulle “diverse ulteriori anomalie dell’iter delle pratiche lottizzatorie ed edilizie con riferimento agli atti rilasciati dalla Soprintendenza e pure relativamente alle protratte omissioni dell’ufficio tecnico di Palermo e della menzionata Soprintendenza con riguardo ai provvedimenti sanzionatori e ripristinatori del territorio di spettanza”.

L’ultimo passaggio è importante perché non si possono costruire ville e villette senza una pianificazione del territorio. Perché i cittadini che vanno a vivere in queste abitazioni, ha sottolineato un paio di settimane fa Nadia Spallitta, ex vice presidente vicario del Consiglio comunale di Palermo, esponente della sinistra cittadina, non possono essere privati dei servizi.

Questo succedeva nella Palermo del ‘Sacco edilizio’ degli anni ’50, ’60 e ’70: ed è semplicemente inconcepibile che ancora oggi, a Palermo vadano in scena lottizzazioni abusive!

Molto singolare, in questa vicenda, il Comportamento del Comune di Palermo.

“A Palermo – spiegava Nadia Spallitta in un comunicato di qualche settimana addietro – l’adozione di un Piano particolareggiato, ai sensi dell’art.12 delle Norme tecniche di attuazione urbanistica è necessaria anche per le zone ‘Cb’, per i lotti edificatori superiori ai 2500 mq. Se non che, sembrerebbe che, negli ultimi anni, queste disposizioni, peraltro conformi a consolidati principi giurisprudenziali, siano state disattese dalla stessa Amministrazione”.

“In particolare – sottolineava qualche settimana fa Nadia Spallitta – il Comune, che oggi chiede i danni ai suoi dirigenti per avere rilasciato concessioni edilizie, in assenza dello strumento esecutivo, contestualmente, individua invece (sanando?) circa 35 casi similari, per lotti di grandi dimensioni, che si estendono complessivamente su una superficie di circa 120.000 mq, di interventi edilizi a Mondello e in zone Cb, in assenza dei preventivi e obbligatori Piani particolareggiati e senza che il Consiglio comunale si sia mai espresso”.

Per costruire queste villette serve un Piano particolareggiato esecutivo, che a Mondello non si è mai ‘materializzato’ (chissà perché…). Il Piano particolareggiato deve essere approvato dal Consiglio comunale.

Cos’hanno combinato – e cosa continuano a combinare – invece? A quanto pare sarebbero andati avanti con una circolare interna alla stessa amministrazione comunale.

“In altri termini – sottolineava sempre Nadia Spallitta qualche settimana fa – l’Amministrazione inserisce questi interventi edilizi in blocco nel ‘redigendo’ nuovo Piano Regolatore Generale (in particolare, nello Schema di massima), quando invece, probabilmente, dovrebbe avviare i procedimenti amministrativi di cui al DPR 380/2001 e di cui alla legge regionale n. 17 del 1994 sulle violazioni edilizie, e conseguentemente accertare, in via amministrativa, la sussistenza di eventuali abusi edilizi ed urbanistici, ed adottare i conseguenti provvedimenti repressivi e sanzionatori”.

“In sintesi – picchiava duro l’esponente della sinistra cittadina – se si è edificato in assenza di Piani particolareggiati, ancorché obbligatori, se ne deve desumere che una parte della nostra città e, in particolare, Mondello, a dispetto della sua connotazione di bene di rilevanza ambientale sottoposta a vincolo paesaggistico, potrebbe risultare in parte edificata irregolarmente”.

Il Comune di Palermo, ma anche la Regione siciliana:

“Data l’importanza di questioni che interessano anche le competenze dell’assessorato Territorio ed Ambiente – sottolineava Nadia Spallitta – la Regione, soprattutto per la zona di Mondello, dovrebbe avviare una procedura ispettiva ed eventualmente sostitutiva, per capire se sia stato corretto l’iter amministrativo fin qui seguito per il rilascio delle concessioni edilizie, adottando tutti gli opportuni provvedimenti per la tutela di beni collettivi di valenza storica ed ambientali”.

Sul quotidiano Live Sicilia leggiamo una precisazione dell’amministrazione comunale di Palermo:

“Con riferimento alla sentenza di primo grado emessa oggi dal Tribunale di Palermo in danno di alcuni dipendenti comunali la vicenda di una lottizzazione avvenuta nel 2005, il sindaco, ha preso atto del provvedimento che ha tra l’altro riconosciuto una provvisionale in favore dell’Amministrazione comunale che si era costituita Parte Civile”.

Il sindaco ha “quindi dato mandato al Segretario Generale, al Capo dell’Avvocatura e al Capo di Gabinetto di acquisire tutti gli elementi di informazione necessari e procedere quindi a relazionare ed eventualmente proporre gli atti conseguenti per quanto di competenza dell’Amministrazione”.

Molto importanti, in questa vicenda, saranno le motivazioni della sentenza, soprattutto in ragione del fatto che a Mondello, tutt’ora, non c’è un Piano particolareggiato esecutivo, con tutto quello che ne consegue.

E, soprattutto, sarà interessante capire cosa succederà in quelli che Nadia Spallitta ha definito “casi similari”…

P.s.

Gli urbanisti che vivono a Palermo cosa pensano di questa storia?

 

 

 

 

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