In Sicilia la Lega pronta all’opposizione. Che succederà a Roma?

In Sicilia la Lega pronta all’opposizione. Che succederà a Roma?
29 novembre 2017

L’esclusione dalla Giunta Musumeci suscita l’ira degli esponenti siciliani del partito di Salvini. Che chiudono le porte a qualsiasi altra ipotesi lasciando intendere che ormai i fronti sono opposti. Ma su tutte le furie è lo stesso Salvini. Ed è proprio a livello nazionale che si potrebbero vedere le conseguenze della rottura di un patto…

E s’affumarono i cazzilli. O se preferite una versione più romantica eccola qua: già finita la love story in Sicilia tra il neo governatore Nello Musumeci e la Lega Nord. La composizione della giunta, come vi abbiamo raccontato qua, ha, lasciato, infatti, a bocca asciutta il partito di Salvini, nonostante i patti pre-elettorali fossero diversi. Cosa che fa infuriare gli esponenti siciliani della Lega che, in buona sostanza, annunciano tra le righe che passeranno all’opposizione:

“Spiace che in Sicilia si scelga il vecchio invece del nuovo. Noi invece continueremo a lavorare per il futuro senza alcuna tentazione di ritorno al passato. Non chiederemo e non ci interessano poltrone di sottogoverno ma proseguiremo a fare esclusivamente gli interessi dei siciliani”. Lo dicono all’Ansa i tre deputati siciliani della Lega Angelo Attaguile, Alessandro Pagano e Carmelo Lomonte.

Porte chiuse, dunque, a qualsiasi offerta che non riguardi un assessorato. Ed un accusa pesante a Musumeci: si sceglie il vecchio. Insomma, più chiaro di così….

Ma, se a livello regionale, l’opposizione di un solo deputato (Tony Rizzotto è l’unico eletto in quota Salvini nella lista condivisa con Fratelli d’Italia che invece ne porta all’Ars due)  potrebbe anche passare inosservata, è a livello nazionale che si potrebbe pagare il conto dei mal di pancia siciliani.

A Roma, infatti, come è noto, Silvio Berlusconi sta giocando su due tavoli: il primo punta tutto su una rimonta del centrodestra che lo porterebbe al Governo insieme con Fratelli d’Italia e la Lega. Il secondo contempla l’ipotesi della necessità di una coalizione col PD.

Inutile aggiungere che il sogno del Cavaliere è quello di un centrodestra che prenda tutto. Una ipotesi che però non può fare a meno dell’alleanza con la Lega.

Salvini lo sa bene, ma anche lui sta giocando su due tavoli: chiarissimi i segnali mandati al Movimento 5 Stelle che, comunque, checché ne dica, se volesse governare con qualcuno dovrebbe allearsi.

Ora, di fatto, a Palermo, è saltato il patto tra il Cavaliere e Salvini. Che, a questo punto, potrebbe sentirsi autorizzato ad intensificare le trattative alternative a quelle che vedono come epicentro Forza Italia.

Di certo, dicono i bene informati, il leader nazionale della Lega Nord ha reagito peggio dei suoi colonnelli siciliani alla notizia dell’esclusione dalla giunta Musumeci. Una prova del fatto che dinnanzi alle poltrone, Forza Italia e Fratelli d’Italia dimenticano la parola data.

Se, in buona sintesi, i risultati delle elezioni siciliane hanno avuto la valenza nazionale che tutti gli hanno riconosciuto (dai media allo stesso Musumeci), la frittata è già servita. E si gusta calda attorno ad una tavola romana.

 



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