Armao e ‘Siciliani indignati’: “I sondaggi sono buoni”. Ma si rifugiano nelle liste di Forza Italia…

Armao e ‘Siciliani indignati’: “I sondaggi sono buoni”. Ma si rifugiano nelle liste di Forza Italia…
15 settembre 2017

Che fine ha fatto l’indipendentismo dell’avvocato Gaetano Armao? Prima la virata su I Siciliani indignati (la parola indipendentismo che fine ha fatto? In queste ore la seconda virata: in lista con Forza Italia, cioè con Berlusconi e Gianfranco Miccichè. Leggendo il comunicato si scopre che Nello Musumeci non ha voluto fare la lista con lui. Ed è anche logico se, come si sussurra, Berlusconi si ‘strica’ con Vittorio Sgarbi…

I sondaggi pubblici e anche quelli riservati sono buoni. Sì, sono buoni, ma così buoni che l’avvocato Gaetano Armao e i Siciliani indignati, alle elezioni regionali siciliane del 5 novembre, si andranno a ‘riparare’ nelle liste di Forza Italia. Gli ‘indipendentisti’ che l’hanno seguito, insieme con qualche residuato bellico della sinistra del tempo che fu, sono serviti: tutti all’ombra di Berlusconi e di Gianfranco Miccichè. Ma che ‘grande politica’, ragazzi!

Quello che colpisce nell’esperienza di questi Siciliani indignati (ma chi li ha fatti ‘indignare’?) è il ‘coraggio’ di misurarsi, a petto in fuori, con il corpo elettorale. In un comunicato Armao e compagni si danno al 2%, “ben oltre alcune forze politiche nazionali presenti alle elezioni”.

“Tuttavia – leggiamo sempre nel comunicato – l’esigenza di non disperdere consensi a causa delle caratteristiche del sistema elettorale siciliano (soglia di sbarramento al 5% con i resti su base provinciale, circostanza che determina l’elevazione ad una soglia molto più alta nelle province non metropolitane) impone di concentrare gli sforzi a sostegno della coalizione per il futuro della nostra Regione e che il numero più alto possibile di liste superi lo sbarramento”.

Notevole anche questo particolare:

“Si è dovuto peraltro prendere atto che la proposta avanzata di costruire una lista intestata al tandem Presidente-Vicepresidente, che ospitasse esponenti della società civile e del mondo del lavoro (a partire da Sicilianindignati) non ha registrato il necessario accordo”.

In pratica – tradotto in linguaggio comprensibile – Nello Musumeci si è rifiutato di dare vita a una lista con Armao: e questo ci dice già due cose.

La prima cosa è che Musumeci non vuole confondere la sua candidatura con quella di Armao, già assessore del Governo regionale di Raffaele Lombardo.

La seconda cosa è che Musumeci, già in campagna elettorale, comincia a prendere le distanze da Forza Italia: e ne ha ben donde, se è vero Berlusconi è ‘sospettato’ di aver organizzato, sottobanco, d’accordo con il PD di Renzi, la candidatura di Vittorio Sgarbi proprio per togliere voti a Musumeci.

Dunque Armao sarà candidato con Forza Italia: nella lista regionale e anche nelle tre province metropolitane di Palermo, Catania e Messina “dove – si legge sempre nel comunicato – più forte è il voto d’opinione e dove più alta è l’astensione”.

Veramente ‘modesti’ Armao e i suoi amici ‘indignati’:

“L’obiettivo – si legge sempre nel comunicato – è quello di convincere al voto i tanti elettori delusi dalla politica a tornare a partecipare alla vita democratica ed al riscatto della Sicilia, poiché tra coloro che non votano, ormai demoralizzati dal degrado della politica siciliana, ci sono intere fasce di ceti medi che stanno progressivamente scivolando verso la povertà e costituite da imprenditori, professionisti, bancari, impiegati pubblici, pensionati, che guardano con grande preoccupazione al futuro loro e dei loro figli”.

Perché un ex assessore del disastroso Governo Lombardo dovrebbe “convincere al voto i tanti elettori delusi dalla politica a tornare a partecipare alla vita democratica ed al riscatto della Sicilia” non è facile capirlo. E ancora meno comprensibile è che un personaggio come Armao, noto per aver fatto incetta di incarichi legali da soggetti pubblici, si rivolga alle “fasce di ceti medi che stanno progressivamente scivolando verso la povertà”.

Che ha a che vedere un personaggio come Armao, noto per le sue ‘robuste’ parcelle e per i suoi vestiti acquistati in Inghilterra, con chi non riesce a mettere d’accordo il pranzo con la cena? C’entrano, per caso, i ‘metodi’ con i quali Forza Italia ‘mieteva’ successi elettorali, negli anni passati, nei quartieri popolari delle città siciliane?

Se ne volete sapere di più su Gaetano Armao e Raffaele Lombardo leggete il seguente articolo:

Raffaele Lombardo e Gaetano Armao? Due indipendentisti-idealisti. Rigassificatore e rifiuti a parte…

 

Foto tratta da lasicilia.it

 

 



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