19
Ago
2017
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Quindi, adesso, Nello Musumeci prende ordini da Berlusconi e diventa il vice di Armao?

In una ricostruzione dei fatti – che noi ci limitiamo a riportare e che a noi sembrano un po’ bizzarri, ma non improbabili, perché in politica tutto è possibile – Musumeci, da candidato alla presidenza della Regione, si trasformerebbe nel vice di Gaetano Armao, già assessore del Governo regionale di Raffaele Lombardo. Il tutto per volere di Berlusconi con la ‘benedizione’ di Matteo Salvini e Giorgia Meloni…

Elezioni regionali siciliane di novembre: nel centrodestra siciliano siamo alle comiche finali, pardon!, alle battute finali. In questo momento è di scena la parola “ticket”. Per la precisione, il ticket (ma perché non parlare di accoppiata vincente?, forse perché perderanno comunque?) tra Nello Musumeci e Gaetano Armao.

I giornali bene informati – quelli che scrivono una cosa, poi la smentiscono, poi la riscrivono magari con qualche variazione sul tema, poi la smentiscono di nuovo e via continuando – ci raccontano che Nello Musumeci – l’uomo che dovrebbe cambiare la Sicilia con il suo movimento #DiventeràBellissima – avrebbe accettato l’idea di un ticket con Armao, già assessore regionale del Governo di Raffaele Lombardo: per la cronaca, il Governo, quello di Lombardo, che quanto a fallimenti, è secondo solo al Governo di Rosario Crocetta.

Dunque la notizia è che Raffaele Lombardo, sbattuto fuori dalla porta, rientrerebbe dalla finestra con Nello Musumeci che gli regge la scala. Arrampicati tu che poi mi arrampico io, sembrerebbe che Armao, nell’ipotetico ticket con Musumeci, andrebbe ad occupare il ruolo che ha già occupato nel Governo Lombardo: assessore all’Economia.

Anzi no, forse si potrebbe inventare la figura del co-presidente della Regione per Armao. Perché no? Del resto, Armao non è il protagonista della riforma-papocchio dell’Amministrazione regionale, la riforma che ha dirottato le competenze del Lavoro all’assessorato alla Famiglia, nel nome del ‘divorzio’ tra Formazione professionale e politiche del Lavoro? Una trovata geniale…

Via, dopo una ‘genilata’ del genere, un co-presidente della Regione non ci starebbe bene?

Poi, però, è arrivata un’altra novità. Sul quotidiano la Repubblica di oggi leggiamo una news sul ticket Musumeci-Armao, trasformato nel ticket Armao-Musumeci:

“Berlusconi, insomma, non ha ancora sciolto la riserva. E la partita non è chiusa, quando invece ieri sembrava in dirittura di arrivo. Anche se molti in casa Forza Italia sostengono che sia comunque questione di ore e che la strada verso il ticket Musumeci-Armao con il leader di Diventerà bellissima candidato governatore e l’avvocato autonomista suo vice sia
l’unica davvero percorribile. A meno che Berlusconi non convinca Salvini e Meloni ad andare su Armao come candidato governatore sempre in ticket con Musumeci”.

Dunque, secondo la Repubblica, Berlusconi convincerebbe non Musumeci, ma il leader ella Lega, Matteo Salvini, e Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia, a puntare su Armao “come candidato governatore sempre in ticket con Musumeci”.

Dunque non solo Musumeci avrebbe accettato come vice il ‘delfino’ di Raffaele Lombardo (cioè Armao), ma su indicazione di Berlusconi – dal quale, supponiamo, Musumeci dovrebbe prendere ordini e quindi obbedire – lo stesso Musumeci si farebbe da parte (spinto anche da Salvini e da Giorgia Meloni…) per fare il vice dell’avvocato Armao, già assessore di uno dei Governo regionali più fallimentari della storia dell’Autonomia siciliana!

Che dire? Che se le cose dovessero stare veramente così, beh, forse andare a coltivare le arance nella piana di Catania sarebbe veramente un’ipotesi bellissima… magari le arance rosse, o pigmentate, con l’inversione termica le antocianine sono di lusso!

Foto tratta da lareplubblica.it 

 

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4 Responses

  1. Romeo

    Però, l’idea non è male: 2 presidenti della Regione invece di uno!
    Indipendentemente da chi, tra i due, venisse eletto (ammesso che ci riesca….), Armeci o Musumao, si impegnerebbe a far modificare lo Statuto regionale nel senso di prevedere un duumvirato sin dall’inizio della legislatura (senza il vice-presidente, insomma).
    Chissà, potrebbe essere la “soluzione finale”: visti i penosi risultati conseguiti dagli ultimi governi regionali, 2-presidenti-al-prezzo-di-uno avrebbero maggiori probabilità di realizzare finalmente qualcosa di buono…..

  2. valter ottello

    vogliosi in molti, diprendere il prossimo treno della politica … tanto pagano i soliti idioti … !!! …ed i +++ FURBETTI DEL QUARTIERINO … INCASSANO …. !!!! povero … POPOLO SOVRANO … la degenerazione continua… neppure son +++ capaco di difendere il propri figli dagli …..>>**** ARTIGLI …… ***** della politica ….. dai 68ttini in poi, è stata tutta FRAUDOLENZA … dagli ABORTI con la POMPETTA della BICICLETTA.. al nullafcente TAMBURELLAIO > D’ALEMA, soggetto inutile ed ….. OBSOLETO … DANNOSO & PERICOLOSO ke mise il patrimonio del popolo sovrano, nel 2000, nelle mani delle banke … qualcuno era gia disponibile prima di lui …. Sì …. RE GIORGIO …… da COMUNISTA a FASCISTA a PD …….TA … !!!!

  3. Renato Sgroi

    Trattandosi di argomento estremamente serio, ritengo necessario non ironizzare, non dare corso ad uno dei tanti commenti cabarettistici e, comunque, a non cedere alla tentazione di dare spazio a sterili polemiche.
    Mi permetto quindi di dire, come sempre, ciò che penso … da semplice cittadino che vive in una regione che è ormai allo stremo delle proprie forze ed è martoriata da una serie di politicanti da strapazzo e, per di più, ascari che, dopo averla spremuta a dovere per consegnarne le risorse al governo nazionale (di cui essi sono gli “agenti in Sicilia”), non solo non si fanno scrupolo di riproporsi all’elettorato come fossero i “salvatori della patria siciliana” , ma addirittura hanno il barbaro coraggio e la sfrontatezza di contrabbandarsi come veri e propri eroi dell’indipendentismo siciliano, atteggiandosi a novelli “Antonio Canepa” o “Duca di Carcaci” (al grido di “La Sicilia ai Siciliani!”) o spacciandosi per veri e propri epigoni di Andrea Finocchiaro Aprile nel tessere intrighi internazionali (probabilmente inventati di sana pianta) per accreditarsi come i qualificati rappresentanti siciliani di movimenti transnazionali che, in forza di ormai formalizzati accordi, assicurano e garantiscono una futura sovranità della Sicilia all’interno di una ormai scontata e quanto mai prossima “Europa delle Regioni”.

    Con riferimento a quanto afferma “La Repubblica”, reputandolo un giornale fazioso, francamente ho il sospetto che si tratti di una vera e propria “bufala” mirata a screditare la controparte politica: quindi, fino a prova contraria, non ci credo.

    In particolare, con riferimento al preteso “ticket” Musumeci/Armao o Armao/Musumeci, che lo ipotizzi “La Repubblica”, non mi sorprende affatto (alla luce della stima che ho del detto quotidiano) … anche perché poco o nulla esso giornale conosce delle realtà siciliane. Mi sorprende molto, invece, che possa darvi credito “I Nuovi Vespri”, giornale che, per quanto oggi coinvolto direttamente nell’agone elettorale, sa molto bene che nessuno dei due “galli” sarebbe mai disposto a condividere lo stesso “pollaio”: l’uno, perché è molto “Narciso” e l’altro, perché è convinto di essere il migliore ed il solo in grado di vincere. Per poter accettare di condividere qualcosa, si deve essere poco sicuri delle proprie possibilità di vincere e, quindi, modesti. Non mi sembra, invero, che i nostri due “galli” brillino per la modestia.

    Mi spiace, infine, che l’articolista (che spero non sia Franco Busalacchi) paragoni il governo Lombardo al Governo Crocetta: anni luce separano tanto l’uno governo dall’altro, quanto il “presidente” Lombardo dal “presidente” Crocetta. Non sono paragonabili in alcun modo. Lombardo tentò di governare la Sicilia da “Presidente del Popolo Siciliano” e furono i suoi alleati (gli stessi componenti la maggioranza che l’aveva fatto eleggere) a boicottarlo e a non consentirgli di applicare lo Statuto Autonomo … probabilmente perché egli non ha fin dall’inizio osservato le regole della spartizione fornite dal cosiddetto “manuale Cencelli”. Crocetta ha, fin dal primo momento, accettato le regole del “manuale Cencelli” ed ha sempre agito da “governatore della Sicilia”,: cioè, considerandola una colonia italiana, egli l’ha sempre governata (e tuttora la governa) “in nome e per conto di Roma”.

    Ritornando alle prossime elezioni regionali, infine, io sono dell’avviso che dovremo attendere la scadenza del termine fissato per la presentazione delle liste per sapere la verità sulle candidature e sulle coalizioni che le appoggeranno. E ciò, anche se sono convinto del fatto che i giochi sono già fatti: e, purtroppo, ancora una volta a decidere chi dovrà essere il prossimo governatore della Sicilia (o, quantomeno, i prossimi candidati alla carica di governatore della Sicilia) saranno stati i leaders dei vari partiti nazionali, non siciliani e, comunque, lontano dalla Sicilia..

    Gli unici candidati alla carica di “Presidente del Popolo Siciliano” sono (o, quantomeno, dovrebbero essere) quelli “sicilianisti”: ma, ahinoi, sono più d’uno e, quindi, sono troppi! Solo se uniti sotto una sola bandiera e con un solo candidato alla presidenza della regione, lo ripeto per l’ennesima volta, i Sicilianisti avrebbero possibilità di vincere le prossime elezioni del 5 novembre 2017.

    Oggi, in ogni caso e comunque, si possono fare solo illazioni.

    1. Interessante commento di
      Renato Sgroi, il quale ha chiara
      la situazione pre-elettorale in
      Sicilia, gli volevo chiedere
      il suo parere, su due cose;
      1- perchè i sicilianisti non
      riescono a coagularsi in un
      unico soggetto, 2- cosa ne pensa
      del movimento Siciliani Liberi
      che, mi pare, l’unico che si proclama
      indipendentista e che ha espresso
      un candidato alla Presidenza
      della regione,con un programma
      chiaro e di tutto rispetto?
      Una domanda a
      I Vespri Siciliani. Considerata
      la costante determinazione in
      difesa della Sicilia e dei siciliani
      perchè un’alleanza con il M5S
      e non con i siti sicilianisti, il cui
      fine dovrebbe essere lo stesso?
      Ciò alla luce del momento
      drammatico che la Sicilia stà
      attraversando, che dovrebbe
      cementare tutti i movimenti
      in difesa della Sicilia in un
      unico partito. Spero in una
      risposta.

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