12
Ago
2017
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Ricordate il grano duro canadese (190 mila quintali) arrivato a Pozzallo? Che fine ha fatto?

Lo chiede, in un’interrogazione al Governo della Regione siciliana, il parlamentare di Sala d’Ercole, Nello Musumeci. E’ il carico di grano duro arrivato dal Canada. Di certo è finito nel silos di Castel di Iudica. E poi? E stato ‘sballato’ in altre parti d’Italia? O ce l’hanno fatto mangiare sotto forma di pasta, pane, pizze, semola e via continuando?  

Ricordate il nostro articolo pubblicato lo scorso 1 agosto? E’ la storia della nave – una delle solite navi cariche di grano che arrivano in Italia – arrivata nel porto di Pozzallo con 190 mila quintali di grano duro canadese finito nel silos di Castel di Iudica, in provincia di Catania (QUI L’ARTICOLO). Ebbene, su questa vicenda il parlamentare regionale, Nello Musumeci, ha presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo ‘lumi’ al Governo della Sicilia.

“Notizie su un carico di grano canadese presente nel porto di Pozzallo”: questo il titolo dell’interrogazione che si rivolge al Presidente della Regione, Rosario Crocetta, all’assessore dell’Agricoltura, Antonello Cracolici, e all’assessore della Salute-sanità, Baldo Gucciardi.

Si parla della nave che il 28 luglio scorso è attraccata al porto di Pozzallo. E’ la nave “Lake Ontario, battente bandiera Antigua Barbuda, nelle cui stive si trovano 190 mila quintali di grano canadese”.

Sul luogo dove il grano duro canadese è stato immagazzinato l’interrogazione utilizza il condizionale: insomma, “sembrerebbe” destinato a dei silos siti a Castel di Iudica, in provincia di Catania”. Mentre la destinazione finale di questo grano “resterebbe un mistero”.

A questo punto l’interrogazione entra nel merito e ricorda “che il grano canadese è al centro di forti polemiche internazionali poiché verrebbe pre-trattato con una sostanza, il glifosate (o glifosato ndr) che ne permette la maturazione anche in presenza di freddo intenso e/o ghiaccio”.

Siamo stato proprio noi, in un articolo dell’ottobre dello scorso anno, a documentare con un articolo e con una foto il campo di grano duro in Canada ricoperto di neve (QUI L’ARTICOLO DEL CAMPO DI GRANO DURO IN CANADA RICOPERTO DI NEVE!).

Nell’interrogazione si ricorda, inoltre, che “il regolamento europeo n° 1313/2016 vieta l’uso del glifosate in via precauzionale, dato che il dibattito scientifico sulla cancerogenità di questa molecola è ancora in corso”. E si precisa che “se c’è un divieto comunitario, tra l’altro recepito dal Ministero della Salute con proprio decreto, evidentemente sussiste il rischio di una potenziale pericolosità per la salute pubblica”.

Poi c’è il passaggio sulla nave Lake Ontario, con la precisazione che “nessuna verifica sarebbe stata effettuata sul carico di grano canadese, perché la Usmaf di Siracusa, ente preposto ai controlli sanitari sui carichi navali, effettua tali accertamenti solo sul 5% delle navi che arrivano”.

Insomma, possiamo dormire sonni tranquilli: i controlli riguardano solo il 5% delle navi che arrivano. Quindo vi invitiamo a mangiare solo pasta di grano duro siciliano, possibilmente prodotta in Sicilia, sbagliamo?

Musumeci chiede “se corrisponde al vero che nel porto di Pozzallo è attraccata una nave con un carico di grano canadese”: su questo punto non ci dovrebbero essere dubbi. E “se corrisponde al vero che tale grano, sottoposto a divieto di ingresso dalla Unione Europea, non è stato controllato e verificato dall’Usmaf di Siracusa”.

Si chiede, poi, di conoscere “la destinazione finale del carico di frumento canadese”.

E’ finito fuori dalla Sicilia? O sulle nostre tavole sotto forma di pasta, pane, pizze, semola e via continuando?

Siamo proprio curiosi di sapere cosa risponderanno – ammesso che rispondano – il presidente Crocetta e l’assessore Cracolici.

Foto tratta da ragusanews.com

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2 Responses

  1. Filippo Grillo

    Credo ce lo mangiamo, quel grano, a nostra insaputa, tutti i giorni e sotto ogni forma e contenuto.
    Se chi governa non riesce nemmeno a concepire un semplice “baratto”…
    Che cosa vendiamo noi dalla Sicilia al Canada come equivalente di 190 mila quintali di grano, cannoli?
    Allora fossero anche cannoli, vino e olio, lo scambio deve essere già preventivato tra Sicilia e Canada, per uguale quantità e importo.
    Non c’è nulla di migliore del grano siciliano, nelle sue 33 specie diverse.
    E in Canada dove pure i nostri emigrati hanno aperto ottime pasticcerie, non sono all’altezza, per qualità del nostro cannolo, dei vini e dell’olio siciliani D.O.C.
    Insomma, un semplice e persino banale scambio di natura economico-finanziaria.

  2. cosimo gioia

    Io penso che tutto quello che succede, a nostro danno, continuerà’ all’infinito perché’ la politica “se ne fotte” e di controlli non se ne parla. Ma perché’, ve lo chiedete? Boh, non interessa che i nostri bambini vengano avvelenati (e anche i loro ?)?
    Mi pare incredibile quello che succede e comincio, “MALEDETTAMENTE” a sospettare che ci siano interessi da non toccare….. Fate, voi, pensateci e datevi una spiegazione…….. Potremmo pastificare il nostro grano, sano e privo di qualunque sostanza cancerogena ed invece……. Una spiegazione ci sara’……Pensateci.
    P.S. Ho fatto, grazie all’On. Di Maggio, un’audizione all’ARS in Commissione Sanita’, lasciando un Dossier sul grano importato che ha lasciato tutti a bocca aperta meravigliati delle porcherie che importiamo. Pensavo succedesse l’inferno……invece niente, se ne sono fottuti, Presidente compreso che parlava di “Ciliegino di Pachino” che viene importato non so da dove come se fosse il 60/70 % della produzione agricola Siciliana e non considerando che basterebbe analizzare quello che arriva per trovare pesticidi da noi non consentiti e bloccarlo………Saranno 70 alle prossime Regionali, ma sceglieteli bene per favore. C’e’ gente che non sarebbe in grado nemmeno di andare a zappare

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