17
Lug
2017
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Gli incendi in Sicilia: il tweet di Stefania Petix e la replica di un Ispettore del Corpo Forestale

Nelle aree verdi della Sicilia ci sono gli incendi? Non ci resta che attaccare i lavoratori della Forestale! Questo motivo va avanti da anni. Poco importa se poi è lo stesso personale additato come ‘colpevole’ a dovere andare a rischiare la vita per domare le fiamme. E importa ancor meno fare emergere le responsabilità del Governo regionale. Un Ispettore del Corpo Forestale, replicando a una provocazione, racconta come stanno le cose. E…

Scrive in un tweet Stefania Petix, l’inviata di Striscia la notizia in Sicilia:

“La Sicilia paga 26 mila forestali ma ogni estate brucia. Io ad ogni incendio licenzierei mille forestali a caso e vediamo che succede”.

Le parole si Stefania Petix hanno dato vita a un dibattito sulla pagina facebook del SI.F.U.S, il Sindacato Forestali Uniti per la Stabilizzazione. Ormai, per noi, questa pagina facebook è una fonte di notizie. Perché vi si trovano informazioni importanti.

E’ il caso del post di un Ispettore Superiore del Corpo Forestale della Regione Sicilia, Giuseppe Colibro, che replica proprio a Stefania Petix.

Proponiamo ai nostri lettori per intero questo post, perché racconta, per filo e per segno, non soltanto la genesi degli incendi – che nascono quasi sempre nei terreni privati – ma anche i rischi che corrono i lavoratori del Servizio antincendio che, quasi come ‘premio’, sono oggetto di ironia e, spesso, di offese.

“Ho ponderato a lungo se commentare questo suo post pubblicato su Tweet oppure no – scrive Colibro – perché ho paura di cadere nel volgare e ciò non è costume mio, figuriamoci poi nei confronti di una persona che stimo. Lei chiede e si chiede come mai, la Sicilia, con 26.000 forestali è afflitta da incendi più o meno gravi. Non so da dove ha attinto questa cifra di 26.000 forestali, a me risultano molto meno (dovrebbero essere poco meno di 20 mila, anche se quest’anno se sono stati avviati al lavoro circa 10 mila ndr), ma vorrei ricordarLe che in questi (presunti) 26.000 forestali sono compresi:

1) Lavoratori forestali a tempo determinato dei cantieri forestali che per fascia svolgono il loro servizio in 78, 101 o 151 giorni annui senza alcuna garanzia occupazionale;

2) Lavoratori forestali a tempo determinato del servizio antincendio boschivo e anche loro svolgono il servizio in 78, 101 o 151 giorni annui e anch’essi senza alcuna garanzia;

3) Lavoratori forestali a tempo indeterminato dislocati in varie sedi e strutture necessarie per la tutela del territorio;

4) Lavoratori amministrativi (sono anch’essi forestali);

5) Lavoratori impiegati presso la ex Azienda Foreste Demaniali della Regione siciliana;

6) Lavoratori o appartenenti al Corpo Forestale della Regione siciliana che hanno qualifiche di Agenti/Ufficiali di Polizia Giudiziaria (il CFRS è per definizione un Corpo Tecnico con mansioni e funzioni di Polizia Giudiziaria) ed unico corpo di polizia regionale”.

“Come avrà notato – prosegue la nota dell’Ispettore Superiore del Corpo Forestale della Regione siciliana – ho utilizzato la parola ‘Lavoratori’ e non operai o semplicemente forestali che mi sembra troppo generico. Poiché il suo post riguarda gli incendi, mi permetto ricordarle che gli A.SP.I. (Addetti allo Spegnimento Incendi) svolgono il proprio prezioso operato tra mille difficoltà imposte da una cattiva gestione del comparto da parte di chi dovrebbe valorizzare questi operai e il loro operato. Automezzi non revisionati e addirittura guasti e, a volte, riparati dagli stessi lavoratori con autotassazione, carenza anzi mancanza di carburante, mancanza di DPI (Dispositivi di Protezione Individuale, necessari per lo spegnimento degli incendi), mancato coordinamento tra TUTTE le amministrazioni interessate alla protezione e difesa del territorio, mancata manutenzione delle aree boscate e dei viali parafuoco, perché la Regione non ha ‘i picciuli’ per avviare al lavoro i lavoratori dei cantieri forestali, mancanza di direttive chiare ed esplicative dopo la grossa cazzata della soppressione del CFS da parte del Governo nazionale, ritardo nella retribuzione mensile degli operatori antincendio che percepiscono gli stipendi dopo svariati mesi…”.

“Secondo Lei – prosegue Giuseppe Colibro – la colpa è dei ‘forestali’ o di una cattiva gestione amministrativa? Come in ogni settore, amministrazione o corpo di polizia la pecora nera esiste e posso dirle che se individuata in tempo viene neutralizzata dagli stessi colleghi di lavoro”.

A questo punto l’Ispettore Superiore del Corpo Forestale pone una serie di domande all’inviata di Striscia la notizia:

“Ha mai fatto caso che gli incendi nascono sempre e ripeto sempre in terreni privati (e difficilmente all’interno di aree boscate) dove incoscienti proprietari non effettuano la ripulitura, prevista per legge con ordinanze sindacali (cioè dei sindaci ndr)? Lei, Sig.ra Petyx, è mai stata per ore e ore o per intere nottate davanti ad un fronte fuoco lungo centinaia di metri e che magari si snoda a ferro di cavallo, dove si raggiungono temperature da paura, dove il sudore ti scorre a fiume all’interno della tuta che dovrebbe essere ignufuga, dove il fumo acre ti toglie il respiro, ti asciuga la gola, ti annebbia la vista, dove perdi la cognizione del tempo, dove a volte ti ritrovi da solo e circondato dalle fiamme e in pochi attimi devi decidere cosa fare e cercare affannosamente una via di fuga?
Io sì!”.

E ancora:

“Ha mai provato, in piena notte, a dichiarare l’immediata evacuazione di uomini e mezzi in un incendio boschivo di chioma? Io sì! Ha mai provato il terrore puro di quando, dopo l’evacuazione di uomini e mezzi, si fa la conta e all’appello manca 1 squadra di 6 uomini e pensi che magari sono bruciati, asfissiati o cose del genere? Io sì! Se per ogni incendio Lei licenzierebbe 1000 forestali, dopo 26 incendi (26 x 1.000 = 26.000), il 27° incendio lo andrebbe a spegnere Lei in compagnia di Crocetta, Baccei, Madia, Renzi e compagni di merende?”.

“Concludo cara Sig.ra Petyx ponendoLe una domanda: perché in Campania, in Toscana, in Liguria, nel Lazio gli incendiari li chiamate piromani e in Sicilia li chiamate forestali?”.

 

 

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1 Response

  1. Che ci fosse stata una vergognosa
    mistificazione dei fatti sugli operai
    forestali siciliani non ci voleva certo
    un genio a capirlo, ripeterlo con
    aggiunte idiote tipo (ci sono più
    forestali in Sicilia che nel canada)
    diventa duro a digerire, ma si sa che
    i cretini non mancano e neanche gli
    infami. Ho sempre difeso questa
    categoria di precari della nostra
    Sicilia, con un poco di buona volontà
    basta poco a scoprire che trattasi
    di lavoratori stagionali, assunti
    temporaneamente in una precisa
    parte dell’anno, allo scopo di
    effettuare lavori nei boschi per
    evitare il propagarsi degli incendi
    e/o limitare al massimo i danni.
    L’intervento dei mezzi aerei avviene
    quando gli incendi hanno provocato
    già molti danni,specie se gli incendi
    vengono accesi durante le ore notturne
    il buon senso dice meglio prevenire
    ma forse a qualcuno da fastidio che
    che qualche padre di famiglia possa
    guadagnare qualche euro, la maggior
    parte di essi non fanno più di 50/60
    giorni in un anno.
    Qualcuno si dovrebbe vergognare
    profondamente, specialmente dopo
    tutti questi incendi che hanno devastato
    la Sicilia. Ultima cosa importante, i
    forestali siciliani sono pagati con
    i soldi dei siciliani.

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