Leoluca Orlando Cascio? Un fiammante ‘ascaro’ dell’ultima ora

21 giugno 2017

Invece di attaccare il Governo nazionale e il PD di Renzi che hanno svuotato le ‘casse’ della Regione, invece di stigmatizzare il ruolo devastante svolto in Sicilia dall’assessore-commissario (di Renzi), Alessandro Baccei, il sindaco di Palermo (eletto senza quorum grazie a una legge elettorale regionale truffaldina), Leoluca Orlando Cascio, attacca lo Statuto siciliano, iscrivendosi, d’ufficio, tra i politici siciliani servi di Roma  

Il commesso del droghiere è passato a riscuotere i sospesi. Con un tempestivo comunicato stampa, con sottofondo di violini tremolanti, Leoluca Orlando Cascio, eletto sindaco di Palermo senza che la sua lista raggiungesse il quorum, ha ricambiato immediatamente la cortesia al PD che, per eleggerlo, ha rinunciato al suo simbolo, alla sua dignità e, soprattutto, ai voti di tantissimi dei suoi disgustati elettori.

Che cosa ci ammannisce dall’alto della sua sperimentata saggezza il sindaco eletto da meno di un terzo degli aventi diritto al voto? Che il civismo è nuova frontiera della società. E in verità, proprio in forza della sua chiamata civica, si è raccolta alle urne una “folla oceanica” di votanti (vuol dire!) che qui in Sicilia ha consentito la sua elezione con poco più del 40 per cento.

Che cosa fa come prima cosa l’Ineffabile? Sputa nel piatto dove ha appena mangiato. Apre una crociata contro lo Statuto della Regione e la sua specialità, quella stessa specialità in forza della quale una legge assurda della Regione gli ha consentito di essere eletto sindaco al primo turno qualche giorno fa con il 40% dei voti, quando nel resto d’Italia, al primo turno, i sindaci, per risultare eletti, debbono raggiungere il 50% dei voti più uno!

Eh no, caro sindaco, a noi non la si fa!

Ci dice anche che chi da due anni considera conclusa l’esperienza di Rosario Crocetta ha il diritto e il dovere di cercare un futuro migliore e diverso per i siciliani. Scorrendo però le sue dichiarazioni degli ultimi due anni non ho trovato alcuna sua dichiarazione in tal senso. Quindi si potrebbe pensare che stia arringando le sue truppe.

Noi lo abbiamo invece conosciuto e apprezzato come un perfetto pesce in barile, una scala aperta a due lati di silenzio. Nel caso delle trivelle, Leoluca Orlando Cascio è rimasto zitto; nel caso del referendum costituzionale e in tutte le occasione il cui il vero “cive” deve venire fuori, è rimasto nella salamoia. Chi è amico di tutti è amico solo di se stesso.

Dopo esercizi di purissime banalità programmatorie, Orlando, nel suo comunicato, diventa diretto e preciso quando c’è da pagare il debito con il PD di Renzi.

La fine della specialità dell’Autonomia regionale, scongiurata con la battaglia referendaria che, se persa, avrebbe consegnato l’Italia all’arbitrio dei ministeri romani in forma totale e devastante (il sogno dell’assessore-commissario di Renzi in Sicilia, Alessandro Baccei!), viene auspicata da questo fiammante ascaro dell’ultima ora.

E’ il caso della volpe e dell’uva? Forse, non essendo mai riuscito a saltare fuori dal paddok comunale, la Regione è rimasta un paradiso mai raggiunto e pertanto da distruggere. E chi meglio del PD può finire il tristo lavoro che ha egregiamente svolto finora con la Giunta Crocetta e i suoi assessori?

Ecco di nuovo i violini che intonano una “siciliana” al contrario. Invece di scagliarsi contro una politica regionale ascara e serva, fonte di corruzione e di privilegi, Orlando si iscrive in fretta e furia tra i politici ascari e servi e tuona contro lo Statuto.

Cari Siciliani che amate la vostra terra e la volete libera e prospera, smettiamola di discettare sul come fare la rivoluzione e la secessione, su quando e come ottenere l’indipendenza e “cacciare lo straniero”. Mentre litighiamo, un’armata tenebrosa si sta allestendo contro l’unica certezza che abbiamo e che dobbiamo difendere con le unghie e con i denti davanti all’intera umanità, il nostro Statuto.

Sarà gradevole litigare sul dopo all’ombra delle nostre bandiere.

Pietro Grasso davvero pronto a recitare la parte del Tancredi gattopardesco?

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