Domani convegno a Palermo su sovranità monetaria e sovranità politica

Domani convegno a Palermo su sovranità monetaria e sovranità politica
12 maggio 2017

L’appuntamento è dalle 10 alle 20, presso il Don Orione di via Pacinotti, a Palermo. Si parla della dittatura della finanza e di come liberarsene. Interverranno economisti che arrivano da tutta Italia. Sicilia inclusa. “Parte in forma sovranista il nuovo movimento autonomista e indipendentista siciliano – sottolinea Beppe De Santis, che del convegno di domani è l’organizzatore 

“Questione monetaria, nuove politiche contro il finanzcapitalismo, elezioni comunali ed elezioni regionali 2017” è il titolo di un convegno che si svolgerà domani a Palermo, dalle 10 alle 20, presso il Don Orione di via Pacinotti, a Palermo.
Interverranno Ernesto Screpanti, Massimo Costa, Beppe De Santis, Moreno Pasquinelli, Mariano Ferro, Franco Busalacchi, Erasmo Vecchio, Lillo Massimiliano Musso, Pietro Attinasi, Roberto Loconte, Robero Garaffa, Giovanni Di Gristina, Giuseppe Rampulla, Salvatore Mannina, Gaetano Santoro, Olindo Terrana, Agostino Portanova. 
“Parte in forma sovranista il nuovo movimento autonomista e indipendentista siciliano – sottolinea Beppe De Santis, che del convegno di domani è l’organizzatore -. Va da sé che, senza sovranità monetaria, non ci potrà essere sovranità politica. Se non si ripristinerà la sovranità dei singoli Stati-nazione, sarà impossibile ripristinare le sovranità autonomistiche regionali”.
“Dalla Sicilia vogliamo lanciare un messaggio di libertà – dice sempre De Santis -. Un’avventura politica che vogliamo realizzare con il supporto delle intelligenze presenti nelle altre Regioni italiane. Dobbiamo essere popolari nel significato più nobile di questa parola. Come ci ricorda Sylos Labini, deve essere il popolo a parlare a nome del popolo”.
“La Sicilia – aggiunge Franco Busalacchi, editore del blog I Nuovi Vespri – ha uno strumento per difendersi dalle aggressioni globaliste del capitalismo: la propria Autonomia. Ma serve una politica diversa da quella attuale e un Governo regionale diverso da quello attuale”.


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