30
Dic
2016
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La fabbrica dei mendicanti e la “morte fredda” della Regione siciliana

I parlamentari della vecchia politica siciliana, dopo essersi assicurati i propri lauti emolumenti, hanno avviato un’opera di livellamento verso il basso dei redditi dei cittadini di tutte le altre categorie sociali. Il progetto è di portare tutti i soggetti – precari che resteranno tali a vita, dipendenti di enti pubblici e parapublici, di consorzi, istituti, aziende, società partecipate, presidenti, consulenti, consiglieri, direttori generali e particolari – allo stesso basso reddito. Dopo di che democrazia ed elezioni non serviranno più e loro perpetueranno il potere da padre in figlio. Fermarli è possibile? Sì. Vi diciamo come

I nostri costosissimi parlamentari regionali della maggioranza PD e frattaglie assortite al seguito (che senza alcun pudore si giustificano i loro oltraggiosi appannaggi sostenendo di avere molte spese…) hanno approvato una norma che invece di stabilizzare i precari (cosa che non faranno mai perché non si uccide la gallina delle uova d’oro) crea quello che nell’arte  enologica si chiama perpetuo (il rabbocco del vino che si consuma  immettendo nella botte altro vino), ovvero il precario che prende il posto del precario che a qualunque titolo lascia il posto.

E’ una mossa di alta strategia. Si crea un’aspettativa che crea schiere di mendicanti, accattoni e questuanti. Il paradiso  della politica miserabile e, appunto, d’accatto. Un processo iniziato tanti anni fa dal centrodestra e portato alla perfezione dal centrosinistra che si sta dimostrando più raffinato e cinico dei suoi maestri. E’ dunque vero che sono tutti uguali? Sì e no. Anche tra uguali (e questi, appena vanno al potere diventano più uguali di chi li ha preceduti) possono essere peggiori e pessimi. E’ il caso del partito che aveva abbracciato “le magnifiche sorti e progressive dell’umanità” e che ora si aggrappa come una cozza al consenso che umilia la dignità dell’uomo.

Cerchiamo di capire qual è l’obbiettivo finale di questa strategia e per questo vi prego di avere la bontà e la pazienza di seguirmi in questa breve ma illuminante digressione scientifica.

Il secondo principio della termodinamica afferma che l’energia termica (il calore) fluisce sempre da un corpo più caldo a uno meno caldo e mai in direzione contraria.

L’energia, cioè, si ridistribuisce finché il sistema costituito dai due corpi raggiunge un equilibrio completo: entrambi hanno la stessa temperatura e non è più possibile il passaggio di calore dall’uno all’altro (è come il principio dei vasi comunicanti). Questa è l’entropia, che  può essere definita proprio come la misura del grado di equilibrio raggiunto da un sistema in un dato momento.

A ogni trasformazione del sistema che provoca un trasferimento di energia (ovviamente senza aggiungere altra energia dall’esterno), l’entropia aumenta, perché l’equilibrio può solo crescere. In teoria, si può considerare un “sistema” anche l’intero universo e allora la conclusione è: anche nel cosmo l’energia tende a distribuirsi dai corpi più caldi a quelli meno caldi e l’entropia aumenta. Quando tutto l’universo si troverà alla stessa temperatura (gli scienziati ipotizzano a pochi gradi al di sopra dello zero assoluto), l’entropia sarà massima e nessuna trasformazione sarà più possibile. Sarà la cosiddetta “morte fredda” dell’universo.

Torniamo a noi e ai nostri politici, campioni senza valore. Una volta messo al sicuro il loro malloppo (circa 20.000 Euro a testa al mese) hanno cominciato a trasferire le risorse finanziarie della Regione, che tendono di per sé a diminuire per scippi statali e diminuzione di attività tassabili, ad una massa sempre crescente di soggetti (precari vecchi e nuovi, enti pubblici e parapublici, consorzi, istituti, aziende, società partecipate, presidenti, consulenti, consiglieri, direttori generali e particolari), fino a quando queste risorse non saranno tutte ripartite e tutti disporranno più o meno dello stesso reddito. Una simile operazione presuppone una cinica equiparazione di funzioni, di competenze e responsabilità.

E’ questa perversione il presupposto per l’eguaglianza dei redditi. Per esempio, lo stipendio di soggetti che assumono  carichi e responsabilità assai gravi sarà di pochissimo superiore a quello di chi fa lavori manuali. Il livello qualitativo scenderà a livello delle tribù amazzoniche. Questa società tardo o vetero-comunista è il sogno dei  nostri politicanti.

Quando, dice sempre la fisica, il calore (= le risorse) saranno interamente distribuite, non sarà essere possibile il percorso inverso. A quel punto fare le elezioni, andare a votare, sarà un’esercitazione senza scopi e senza costrutto. I politici si blinderanno, si perpetueranno e si trasmetteranno il potere di padre in figlio, alla maniera dei dittatori della Corea del Nord.

Fantascienza? Magari!

Tutto a questo punto è in mano a quei siciliani che ancora credono nella dignità e nell’orgoglio, che tengono la schiena  dritta, che lottano e lotteranno per cacciare via questi cialtroni ladri di futuro.

Se invece alla maggioranza  dei siciliani  questo percorso sta bene, amen. Avremo la “morte  fredda” della Regione.

 

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1 Response

  1. Claudio Fogazza

    un Politico legifera e ha diritto ad un reddito pari se non superiore a quello di un magistrato
    mentre il censimento dei poveri si farà e si sta facendo per ovviare il lavoro nero e stabilire un reddito minimo garantito , non con elargizione ma con il rispetto dei contratti e il recupero dei disoccupati, inoccupati con 4 ore di formazione e 4 ore di servizi sociali per i mesi necessari al reinserimento nella vita lavorativa

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