Pino Apprendi: “Raciti? Un ragazzo anziano”. Il Governo Crocetta? “Non c’è stata opposizione”

23 dicembre 2016

Una chiacchierata con l’esponente del PD appena rientrato all’ARS: dall’atmosfera che regna a Sala d’Ercole al ruolo di Baccei “che è come Zamparini”. Dall’opposizione che si è esibita in “atti dovuti, finte mozioni di sfiducia, niente di più”, al suo partito: “Io sono nel posto giusto, sono altri che dovrebbero tornare alle loro origini”…

E’ tornato all’ARS lo scorso Ottobre.  A lui, infatti, è andato lo scranno di Francesco Riggio, decaduto dopo una condanna per lo scandalo Ciapi per effetto della Legge Severino. Pino Apprendi, già deputato regionale nella scorsa legislatura, è un esponente ‘atipico’ del Partito Democratico: si è distinto per le sue forti critiche alla linea liberale intrapresa dal PD di Renzi, non ha mancato di bacchettare gli esponenti regionali del suo partito per gli inciuci, i compromessi, i silenzi e le ombre di una azione politica opaca.

Anche se, in verità, Apprendi rifiuta la definizione di ‘atipico’: sono altri ad esserlo e questi altri dovrebbero tornare ad ingrassare le fila di altri partiti smettendo di snaturare e tradire una grande tradizione di centrosinistra.

Sarà per questo che il suo ritorno all’ARS è stato salutato con entusiasmo, oltre che dagli amici che da sempre lo stimano, anche dalla base del PD che, finalmente, trova un uomo di ‘sinistra’  nel partito e nella più importante istituzione rappresentativa siciliana.

Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per una breve chiacchierata.

Cosa ha provato nel varcare di nuovo la porta di Sala d’Ercole e che atmosfera ha trovato?

Tornare all’ARS per me è stata una emozione grande. Il Parlamento siciliano è una istituzione importante, al di là delle persone che lo rappresentano, e ne sono consapevole. Per quanto riguarda l’atmosfera, per la verità non ho trovato la giusta “tensione” che mi aspettavo di trovare, non ho avvertito quella consapevolezza della rappresentanza che di questi tempi è ancora più necessaria.

Tra l’altro, lei arriva in un momento delicato, alla viglia di un’altra manovra finanziaria targata Baccei. Cosa ne pensa di questo assessore inviato da Roma?

Credo che Baccei non sia entrato in sintonia con le esigenze della Sicilia e dei Siciliani. Ha prodotto numeri senza passione, un po’ come Zamparini per il Palermo: numeri e basta.

Come giudica la manovra che sta arrivando in Aula?

Per la verità ad oggi non si conosce ancora il documento che arriverà in Aula il 27. E già questo, di per sé, è preoccupante.

Cosa pensa dei partiti di opposizione? Hanno lavorato bene fino ad ora?

Con il dovuto rispetto, non mi pare che questo Governo abbia una opposizione, ci sono atti dovuti, finte mozioni di sfiducia, niente di più.

Molti si chiedono: cosa ci fa ancora nel PD?

A chi mi chiede cosa faccio io ancora nel PD, rispondo che io sono nel posto giusto,dove ho scelto di essere dopo che PCI, PDS e DS si sono sciolti. Piuttosto io chiedo cosa ci fanno altri nel mio partito: vadano alle loro origini, tornino nei loro partitini per fare cose adatte alle loro idee, il mio partito è un partito a vocazione di centro sinistra e non deve prestarsi a manovre che non rispecchiano la volontà dei nostri elettori.

E del segretario regionale Fausto Raciti, che pensa?

Un bravo ragazzo, giovane di età, ma “anziano”. Ha perso un’occasione, quella di diventare un leader. In Sicilia  poteva farlo, ma ha rinunciato e mi dispiace.

E di Renzi?

Ho votato per lui pensando ad un innovatore della politica non ad una persona che immaginava di potere avere un partito dal pensiero unico. Ci sono maggioranze e minoranze, ci si confronta, non si cambiano dieci parlamentari in una commissione perché non approvano l’Italicum, ci vuole rispetto.

Crocetta si ricandida, cosa ne pensa e quale è il prossimo candidato ideale alle regionali?

Dopo due legislature, interrotte per motivi giudiziari, ci siamo buttati a capo fitto su un candidato che rappresentava l’antimafia. Ora, a parte che questa antimafia ha mostrato tutte le sue contraddizioni, tutte i suoi limiti e i suoi inganni, oggi penso ad un candidato che risollevi la Sicilia oltre ogni slogan, senza proclami. Con serietà.

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