Finanziaria, Falcone: “L’Ars non si piegherà ai diktat di Crocetta”. Il nostro candidato? “No a collusi con Renzi e il PD”

Finanziaria, Falcone: “L’Ars non si piegherà ai diktat di Crocetta”. Il nostro candidato? “No a collusi con Renzi e il PD”
20 dicembre 2016

Una chiacchierata con il capogruppo di Forza Italia all’Ars, Marco Falcone: dal bilancio tecnico che ancora non c’è e che rischia di trasformarsi nell’ennesima acrobazia finanziaria, al ruolo del Presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone che è “bravo a stroncare i dibattiti”. Dal giudizio sull’assessore- commissario Baccei, alle prossime elezioni regionali: “Musumeci sarebbe una candidatura autorevole, ma dobbiamo decidere con gli alleati”. E una piccola provocazione: onorevole cosa ci fa ancora in Forza Italia?

Della manovra finanziaria all’Ars non c’è ancora traccia. Nonostante i proclami allarmistici del presidente della Regione, Rosario Crocetta e dell’assessore-commissario, Alessandro Baccei, secondo i quali approvare una mezza manovra entro la fine di quest’anno è questione di ‘vita o di morte’, nessuno a Palazzo Reale (sede dell’Assemblea Regionale Siciliana) ha potuto leggere cosa c’è scritto in questo progetto di Bilancio ‘tecnico’  che dovrebbe prevedere  il pagamento delle sole spese obbligatorie: stipendi del personale, sanità, rate di mutui e qualche altra cosa ancora.

Dovrebbe. Perché in realtà il documento sarebbe stato ‘arricchito’ di norme e commi che trasformerebbero questo fantomatico ‘Bilancio tecnico’ in qualcosa di diverso. Ma se Crocetta si aspetta che l’Ars approvi ad occhi chiusi qualsiasi cosa arrivi da Palazzo d’Orléans, ha fatto male i conti.

Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia, lo ha già detto: “In conferenza dei capogruppo abbiamo dato l’assenso affinché si approvasse, entro il 31 dicembre 2016, la legge di bilancio con una finanziaria snella, fatta da tre articoli tecnici e due norme essenziali, relative alla proroga dei precari degli enti locali, per poi rinviare a febbraio l’approvazione della vera legge di stabilità per affrontare le esigenze della Sicilia. Per quel che si apprende il governo regionale avrebbe licenziato un ddl di quindici articoli e decine di commi relativi alla stabilizzazione, all’utilizzazione, alla mobilità e altro ancora riguardante i precari siciliani”.

E parlando con i Nuovi Vespri, ribadisce: “E’ inutile che Crocetta tenti di scaricare sull’Ars responsabilità che sono sue, ha avuto tutto il tempo, non ha alibi. Adesso non può certo aspettarsi che l’Aula approvi qualcosa che nulla ha a che fare con un Bilancio tecnico. Le norme che ha aggiunto meritano una attenta riflessione e una valutazione delle Commissioni che non può arrivare entro il 31 Dicembre. Non solo: un progetto simile non farebbe che scatenare gli appetiti dei deputati che si sentirebbero legittimati ad aggiungere ancora altri commi. Sarebbe un caos”.

Non si faccia illusioni, dunque, il Presidente della Regione, e lo stesso vale per il Presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, cui Falcone non risparmia una botta: “E’ bravissimo a stroncare il dibattito, ma questa volta Ardizzone non ce la potrebbe fare, non è così semplice. Anche perché Crocetta rischierebbe di cadere magari con qualche voto segreto”. 

Il capogruppo di Forza Italia dubita anche che Crocetta sia in grado di mantenere le promesse che sta elargendo: “Ci deve spiegare come intende fare, se è in grado di essere equo e di non fare discriminazioni tra i lavoratori che attendono la stabilizzazione”.

Insomma, all’Ars i fuochi d’artificio precederanno il Capodanno di qualche giorno.

E che dire del principale protagonista delle acrobazie finanziarie del Governo Crocetta?

“L’assessore Baccei? Si è perso per strada. All’inizio aveva parlato della necessità di intraprendere un percorso virtuoso che non vediamo. Dove sono le misure per lo sviluppo o per le pmi? Probabilmente ha ceduto alle pressioni del suo partito autorizzando spese per nulla virtuose. Poi, ha firmato un patto leonino con lo Stato per tentare di risolvere i problemi di liquidità: non solo non si sono risolti ma in cambio ha fatto una vera e propria mannaia”.

Il riferimento è al Patto Stato-Regione dello scorso Giugno sul quale, come vi abbiamo detto qua, è intervenuta anche la Corte dei Conti Siciliana che lo ha praticamente ritenuto inutile dinnanzi ai prelievi esosi del Governo nazionale: con una mano dà, con altre tre toglie.

“Certamente hanno ragione i magistrati contabili- dice Falcone- e a ciò si aggiunga che le riduzioni di spesa imposte per i prossimi anni continueranno a creare gravi problemi, per non parlare dell’indebitamento, attraverso i mutui, cui sono stati condannati i Siciliani”.

In attesa dei documenti finanziari, con Marco Falcone abbiamo parlato anche dei progetti del suo partito per le prossime regionali. Partendo da Nello Musumeci: sarà o no il candidato di Forza Italia?

“Io considero la candidatura di Musumeci molto autorevole. Più che da un punto di vista elettorale, la forza di Nello Musumeci sta nella caratura della sua persona. E abbiamo potuto constatare che quando il candidato è giusto, la gente ci premia. Io penso al modello Caltagirone, dove il centrodestra unito ha sostenuto Gino Ioppolo sulla cui autorevolezza e preparazione nessuno ha dubbi e l’elettorato ha apprezzato questa scelta”.

“Veda- commenta Falcone rispondendo ad una nostra piccola provocazione-  quando lei mi chiede cosa ci faccio ancora in Forza Italia, io le rispondo così: la gente chiede novità, segnali di cambiamento che arrivano anche dalla scelta dei candidati giusti. Per il resto noi all’Ars non abbiamo mai avuto i numeri per essere determinanti, abbiamo fatto un duro lavoro di opposizione e tutto alla luce del sole rifuggendo da ogni tentazione di accordi sottobanco”.

“Detto questo- continua Falcone- noi dobbiamo riunire il tavolo del centrodestra e decidere insieme con gli altri alleati. Al momento si parla di Musumeci o di Salvo Pogliese, ma dobbiamo sentire anche gli altri e perché no? Magari fare le primarie”.

Facciamo notare che non si è ancora capito se Gianfranco Micciché- coordinatore del partito- abbia digerito o meno il nome di Musumeci.

“Gianfranco ha più simpatie nei confronti di Musumeci di quanto si possa pensare. Non avrebbe nulla in contrario, ma ripeto, in una coalizione bisogna decidere insieme agli altri alleati”.

Simpatie? Ma non è lui che lo ha fatto perdere alle elezioni del 2014?

“E’ una ricostruzione ingenerosa. Quella era un’altra partita. Musumeci era sostenuto da forze con cui Gianfranco aveva rotto. E comunque ha ammesso i suoi errori. Non avrebbe nulla da ridire se anche gli altri partiti convergessero su questo nome, e al momento, mi pare che la convergenza sia piuttosto ampia. Vedremo. Certo- conclude Falcone- bisogna fissare dei paletti: mai un candidato che sia stato colluso con Crocetta, Renzi o il PD”. 

 

 



Commenti