Lo Stadio delle Palme di Palermo stava per essere ceduto per 50 anni a un privato

13 agosto 2016

Il Consiglio comunale ha inserito la cessione, per cinquant’anni, dello Stadio delle Palme nel  ‘Piano di alienazione e valorizzazione dei beni immobili’. Avrebbe dovuto essere gestito da un privato per un canone di 80 mila Euro all’anno. Operazione per fortuna bloccata dal Consiglio comunale. Non è andata bene alle altre strutture sportive della città, che verranno invece gestite da privati. Le dichiarazioni di Nadia Spallitta e Filippo Occhipinti. Forse il Comune di Palermo è a rischio default? E’ per questo che cerca di fare ‘cassa’ in modo così scomposto?

Ci è mancato poco, veramente poco. Perché chi ha organizzato il blitz a Sala delle Lapidi – la sede del Consiglio comunale di Palermo – aveva fatto tutto per bene. Chi è che, qualche giorno prima di Ferragosto, si va a leggere tutte le ‘carte’? Così, nascosta tra grandi, medi e piccoli beni immobili della città da ‘valorizzare’ stava per essere approvata la sostanziale privatizzazione, per cinquant’anni, dello Stadio delle Palme!

Ve l’immaginate cosa sarebbe successo? Una bella mattina i palermitani – ovviamente i giovani – che vanno lì a correre e a fare sport, si sarebbero trovati davanti alcuni signori che gli avrebbero detto:

“Ragazzi, da oggi chi vuole entrare qui deve pagare”.

Una bella sorpresa, no? Per fortuna ‘sgamata’ e ‘stoppata’. Proviamo a raccontare la storia di una grande ‘operazione’ sventata. Frutto, a quanto ci è sembrato di capire, di un’accordo tra l’Amministrazione comunale di Leoluca Orlando e alcuni settori del PD rappresentanti dal capogruppo di questo partito a Sala delle Lapidi, Rosario Filoramo.

In Consiglio comunale, qualche giorno prima del Bilancio di previsione 2016, arriva il ‘Piano di alienazione e valorizzazione dei beni immobili del Comune di Palermo’. Tradotto: l’Amministrazione comunale, per fare ‘cassa’, vende a affitta – con contratti di locazione pluridecennali – alcuni beni immobili. E’ un’idea dell’assessore al Bilancio del Comune, Luciano Abbonato, il ‘Quintino Sella’ dell’Amministrazione comunale.

Già l’argomento fa storcere il naso a chi, in Consiglio comunale, pensa che debba ancora esistere la sinistra. Qualcuno fa subito notare che a Palermo, da quattro anni, c’è l’emergenza abitativa. Insomma, ci sono centinaia di senza casa.

Non sarebbe più corretto, invece di vendere e ‘valorizzare’ i beni immobili, trovare una soluzione per chi non ha un tetto dove dormire?

Ma in Italia, si sa – il renzismo in questo sta facendo scuola – le operazioni speculative si fanno quando al governo c’è la sinistra o, forse, quello che resta di questo schieramento politico.

L’argomento, lo ribadiamo, sembra un po’ ‘indigesto’ per alcuni consiglieri comunali. Anche perché l’Amministrazione comunale e una parte del PD (partito che, in teoria, dovrebbe essere all’opposizione) sembra abbiano già portato in Aula una ‘minestra impiattata’.

Ad accorgersi che, tra i beni da ‘valorizzare’ c’è anche lo Stadio delle Palme sono alcuni consiglieri comunali, con in testa Nadia Spallitta.  

“Quanto ho letto quello che avrebbero voluto combinare sono saltata dalla sedia – ci racconta Nadia Spallitta -. Si sarebbe dovuto cedere a un privato, per cinquant’anni, lo Stadio delle Palme per un canone pari a circa 80 mila Euro. Il privato lo avrebbe utilizzato per attività sportive, ma anche come sede di concerti e eventi culturali in generale. I futuri gestori, organizzando un solo concerto, avrebbero ripreso, guadagnandoci su, la spesa del canone. Tutto questo mi è sembrato assurdo. Così mi sono opposta”.

E’ venuto fuori un emendamento per ‘cassare’ lo Stadio delle Palme dall’elenco dei beni immobili da valorizzare. Ne è nato un dibattito d’Aula che, evidentemente, né i rappresentanti dell’Amministrazione comunale, né i settori del PD che sponsorizzavano tale ‘operazione’ si aspettavano.

Così come non si aspettavano che il Consiglio comunale approvasse l’emendamento presentato da Nadia Spallitta. Insomma: l’affitto dello Stadio delle Palme a un privato viene bloccato.

Il merito, questo va detto per correttezza e completezza d’informazione, è di tutti i consiglieri comunali che si sono opposti alla privatizzazione dello Stadio delle Palme. 

Molto nervosa, così si racconta, la reazione del capogruppo del PD, il già citato Rosario Filoramo. che ha presentato un sub emendamento per emendare l’emendamento di Nadia Spallitta: cioè per annullarne gli effetti. ma non c’è stato nulla da fare.

Sala delle Lapidi ha confermato la propria volontà: lo Stadio delle Palme deve restare pubblico.

Commenta Nadia Spallitta:

“Io mi chiedo e chiedo: ma una Giunta comunale di sinistra non dovrebbe tutelare l’interesse pubblico? Come può un’Amministrazione comunale che dice di essere di sinistra cedere, per cinquant’anni, a un privato, lo Stadio delle Palme, sapendo che è un punto di ritrovo di tantissimi giovani della città'”.

Domanda legittima che proveremo a porre a Rosario Filoramo quando riusciremo a rintracciarlo.

Intanto va detto che se l’operazione ‘privatizzazione’ dello Stadio delle Palme è stata bloccata, non altrettanto può dirsi per le altre strutture sportive del Comune di Palermo, che potranno essere gestite da privati.

“Siamo davanti a una follia – ci dice il consigliere comunale Filippo Occhipinti -. Quando si vengono i beni immobili e si privatizza la gestione degli impianti sportivi, ebbene, si lancia un segnale preciso. E’ come se il Comune di Palermo stia mettendo nel conto un possibile default”.

“Quanto alla vicenda Stadio delle Palme – aggiunge Occhipinti – ho fatto presente all’assessore Abbonato l’assurdità di una tale opzione. Gli ho chiesto: ma in quale altra città italiana l’atletica leggera è a pagamento? Non mi ha risposto. per fortuna che siamo riusciti a bloccare questa follia”.

P.S.

A proposito di ‘Sinistra’: cosa pensano di questo provvedimento i ‘compagni’ di Rifondazione comunista al governo della città di Palermo con ben due assessori nella Giunta Orlando?

Foto tratta da rosalio.it

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