12
Nov
2015
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“Esultate siciliani!! Il nobel per l’economia a Crocetta!”

Dopo Pirandello e Quasimodo un altro grande nostro conterraneo si aggiudica il Nobel. La sua teoria economica sulla rivoluzione alla  Giufà ha sbaragliato  la concorrenza

Esultate, Siciliani, giubilate! Il nostro Presidente, il grande Rosario Crocetta, ha finalmente vinto il Nobel  per l’economia! Dopo anni di delusioni e soprusi (un’intelligenza come la sua non può che provocare invidie e gelosie nei mediocri), quest’anno la lobby mafiosa di Stoccolma ha dovuto cedere e presentare le armi al Genio.

Siciliani, in questo grande giorno non possiamo però dimenticare le due precedenti candidature. La prima volta per la sua folgorante teoria seguita da una capillare applicazione sul campo: “Chi non mangia non fa molliche”. Migliaia  di siciliani  hanno rischiato la morte per anoressia per non apparecchiare a tavola e lasciare le tovaglie pulite. Purtroppo a  Stoccolma,  si sa, mangiano  cinque volte al giorno e il Nobel se lo è aggiudicato il suo ex nemico giurato Alfanoquater con la sua teoria: “Chi è sazio non crede al digiuno”.

E della seconda volta, ne vogliamo parlare? Dopo avere approfondito gli studi sul Maltus Knapp e il pericoloso incremento demografico in Sicilia, Crocetta elaborò l’audace teoria del “meno siamo, più mangiamo”. E’ così cominciato un esodo biblico di nostri conterranei verso terre straniere e l’equilibrio gastronomico-demografico dei siciliani  si è felicemente raggiunto, diminuendo anche la spesa.

Ma oggi, dopo anni di  studio  matto e disperatissimo  nella sua  grande testa è nata  la formula aurea dell’economia. Come tutti i grandi studiosi geniali, Crocetta era incuriosito. Era incuriosito  dalla circostanza che i siciliani, nonostante  li subissasse da anni con stroboscopiche  cazzate, non l’avessero ancora preso a  calci nel sedere. Dopo aver studiato da par suo la Francia di fine Settecento e la Russia dei primi del Novecento, il Nostro  ha elaborato una teoria di una semplicità tale da rimanere sconcertati.

“La rivoluzione si fa quando l’economia  è in espansione”. Il naturale corollario è che essendo i siciliani depressi, si guardano  bene dallo scendere in piazza e mandarlo nei campi a raccogliere ravanelli.

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