C’è un blocco clientelare di 800mila voti che tiene la Sicilia sott’acqua

4 novembre 2015

Ragioniamo. Se vogliamo cambiare le cose in questa regione bisogna creare un blocco alternativo da opporre ai voti che vengono da quell’esercito che succhia dalla spesa pubblica. Chi chiude gli occhi davanti a tutto questo, chi non lavorerà per creare una seria alternativa avrà la stessa responsabilità di chi dopo essersi ubriacato si mette alla guida

Sarebbe bello se quelli che tra una mano e l’altra di burraco si lamentano dello schifo della politica; se quelli che si indignano e basta; se quelli che standosene al calduccio a casa alimentano questo schifo; se quelli che vorrebbero cambiare le cose ma vogliono che le cose le cambino gli altri per loro; se quelli che sono pronti a fare le barricate con i mobili degli altri…se…se…se….

Se tutti riflettessero su quanto è successo non appena i forestali sono scesi in piazza per reclamare il salario di scambio pattuito con sindacati e mala politica ….. Se tutti riflettessero sull’isteria collettiva che ha preso tutti politici, proprio tutti, aldilà del gioco delle parti, i quali, pur di trovare soldi veri per pagare un lavoro finto sarebbero disposti a tagliare la pensione alle loro madri …..Riflettiamo. E’ l’occasione buona, il momento per fare qualche conto. Di gente come i forestali ce n’è tanta.

Chi vuole non a parole ma con i fatti mettere fine a tutto questo deve sapere che è necessario costruire un blocco politico alternativo di circa un milione di voti. Da opporre ai voti che vengono dal blocco che succhia dalla spesa pubblica.

Forestali, appunto, precari di tutti i tipi, generi, misure e provenienze. Partecipate, ex pip, ex Spatafora, ex carcerati, carcerati tout court. Buoni ultimi, ma con qualche distinguo sempre più pronunciato, pubblici dipendenti e affini. Metteteci nel conto i vecchi fedelissimi della falce e martello, in piena demenza senile, vittime della coazione a ripetere; metteteci gli antichi DC, immutabili e fedeli nel tempo; metteteci quelli che non cambiano mai neanche le mutande.
A conti fatti si arriva a circa 800.000 mila voti. E questa è gente seria, gente che va a votare. Perché per loro il voto è vita. La conservazione della mala politica si identifica con la loro sopravvivenza fisica. E’ così arriviamo giusti giusti a quelli che hanno eletto questi.

E’ il blocco storico, sono i figli legittimi di quelli che al referendum votarono a favore del mantenimento di quella monarchia che se li era spolpati e sgranocchiati, è una micidiale mistura di ignoranza, stupidità, miopia, miseria, egoismo, mercimonio che, se lasciata libera di vincere ancora, ci riproporrà lo stesso schifo in cui viviamo e la stessa miseria morale. Chi chiude gli occhi davanti a tutto questo, chi non lavorerà per creare una seria alternativa avrà la stessa responsabilità di chi dopo essersi ubriacato si mette alla guida.
E sarà a loro e non ai politici che verranno eletti da quella parte della società che andrà imputata la responsabilità di quello che sarà il futuro, un futuro uguale a questo presente. Chi infilerà la testa nella sabbia esporrà il culo ai venti e, credetemi, questi politici non si faranno scrupoli e non si asterranno, se sarà necessario per la loro sopravvivenza.
Lo stanno già facendo.

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