Sul Titanic

La Magistratura fa bene a fare chiarezza sull’Amap, dipendenti e sindacalisti se ne facciano una ragione

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  • Tutti siamo preoccupati per quello che sta succedendo all’Amap, la società pubblica che gestisce il servizio idrico a Palermo e in altri 33 Comuni della provincia di Palermo. Gli stipendi dei dipendenti sono importanti: e lo sarebbero ancora di più se i vertici dell’Azienda non ne avessero combinate di tutti i colori e se politici e sindacalisti avessero anticipato la Magistratura: ma così non è stato 
  • Leggendo l’articolo di PalermoToday su quello che hanno combinato all’Amap spa viene da rabbrividire!
  • L’Amap è la più grande Azienda idrica del Sud Italia. I sindacati hanno sempre seguito le ‘avventure’ di questo gigante idrico?  
  • L’Amap di Palermo non è famosa’ solo per la ‘depurazione’ delle acque, ma anche per l’aumento retroattivo delle bollette!

Tutti siamo preoccupati per quello che sta succedendo all’Amap, la società pubblica che gestisce il servizio idrico a Palermo e in altri 33 Comuni della provincia di Palermo. Gli stipendi dei dipendenti sono importanti: e lo sarebbero ancora di più se i vertici dell’Azienda non ne avessero combinate di tutti i colori  e se politici e sindacalisti avessero anticipato la Magistratura: ma così non è stato 

Alcune organizzazioni sindacali si dicono preoccupate per gli effetti dell’inchiesta della Procura europea sull’Amap spa, società pubblica che gestisce il servizio idrico a Palermo e in altre 33 Comuni della provincia di Palermo. Inchiesta con un sequestro di 20 milioni di euro. Ecco i comunicati delle organizzazioni sindacali. Cominciamo con Calogero Guzzetta e Nino Musso della Filctem Cgil Palermo e Maurizio Terrani della UilTec Sicilia-Palermo: “Stipendi e attività a rischio. Subito un incontro per affrontare l’emergenza, proclamato lo stato di agitazione’. Sit-in lunedì 29 maggio in Prefettura. Le banche – si legge nel comunicato – hanno bloccato il pagamento degli stipendi ai 686 dipendenti dell’Amap e a rischio potrebbero essere anche le attività legate alla gestione del pubblico servizio idrico integrato a Palermo e negli oltre 40 Comuni della Provincia. Per questo chiediamo subito una convocazione per affrontare l’emergenza e dichiarano lo stato di agitazione. Aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso ma siamo preoccupati per il futuro dei lavoratori e dei cittadini. Per questo Lunedì 29 Maggio, dalle 8 alle 12, si terrà un sit-in davanti alla sede della Prefettura di Palermo”. Giuseppe Badagliacca di Federenergia Cisal: “Siamo estremamente preoccupati per il futuro dell’Amap: gli istituti bancari hanno infatti bloccato il pagamento degli stipendi ai 686 dipendenti e anche le forniture potrebbero essere a rischio, dal carburante alle sostanze per il trattamento delle acque. Chiediamo alle istituzioni di intervenire per evitare un’emergenza che potrebbe travolgere Palermo e quasi tutta l’area metropolitana. Siamo rispettosi del lavoro degli inquirenti e ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso in tempi rapidi, punendo eventuali comportamenti illeciti. Il blocco della liquidità dell’azienda rischia però di avere conseguenze anche su un servizio delicatissimo come quello idrico e quindi su centinaia di migliaia di cittadini”.

 

Leggendo l’articolo di PalermoToday su quello che hanno combinato all’Amap spa viene da rabbrividire!

In realtà, da quello che sappiamo di questa storia, i magistrati hanno bloccato 20 milioni di euro che non sono altro che un prestito erogato dalla Bei, la Banca europea degli investimenti. Gli amministratori dell’Amap non avrebbero comunicato alla Banca europea che la gestione dei depuratori e lo smaltimento dei fanghi da parte dell’Amap era al centro di un’inchiesta della Magistratura. “Non solo – leggiamo in un articolo di PalermoToday – i vertici dell’ex municipalizzata non avrebbero rispettato neppure le scadenze per comunicare gli Stati di avanzamento dei lavori (Sal) e, anche quando ormai il Gip Piergiorgio Morosini (oggi presidente del Tribunale) aveva disposto, il 26 Maggio del 2021, il commissariamento giudiziale di un ramo dell’azienda, avrebbero cercato di minimizzare. Per questo il Gip Angela Lo Piparo, che ha disposto il sequestro dei 20 milioni concessi in prestito, parla nella sua ordinanza di ‘condotta fraudolenta e omissiva tenuta da Amap’ che, ‘attraverso il mancato rispetto di una serie di obblighi di comunicazione previsti dal contratto e che avrebbero potuto indurre la Bei a dirottare altrove la concessione del mutuo a tasso agevolato’ si sarebbe invece assicurata il finanziamento a tasso agevolato”. Non è esattamente una cosa da nulla quanto è avvenuto. Leggendo l’articolo di PalermoToday – giornale on line che, a nostro avviso, è sempre molto ben documentato in materia di cronaca giudiziaria – viene da rabbrividire! Vi consigliamo di leggere l’articolo di PalermoToday, perché in modo molto chiaro, comprensibile a tutti, illustra quello che hanno combinato i vertici dell’Amap!

 

L’Amap è la più grande Azienda idrica del Sud Italia. I sindacati hanno sempre seguito le ‘avventure’ di questo gigante idrico?  

Non siamo stupiti dell’inchiesta e del sequestro. Stupisce, semmai, l’atteggiamento delle organizzazioni sindacali. La Magistratura sta provando a tutelare i cittadini di Palermo e degli altri 33 Comuni. Questo sta avvenendo perché la politica e le organizzazioni sindacali sono state superate dai magistrati nella ricerca della verità in materia di denaro pubblico e interesse pubblico legati alla gestione dell’acqua, c0mpresa la depurazione della stessa acqua. Peraltro, sempre da quello che abbiamo capito, la Magistratura ha sequestrato i 20 milioni di euro prestati all’Amap dalla Bei: che cosa c’entrano gli stipendi dei dipendenti? Ecco di seguito alcuni passaggi di un nostro articolo del novembre 2021 a proposito dell’Amap: “L’Amap è un’azienda unica nel suo genere. Per decenni è stata il braccio operativo del Comune di Palermo nella gestione dell’acqua. In pochissimi anni, dopo che in provincia di Palermo è fallita la gestione privata, 34 Comuni del Palermitano sono finiti sotto la gestione di questa società. Che è diventata, di fatto, una delle più grandi aziende del settore idrico del Sud Italia. Insomma, un colosso idrico. Dopo di che dire che all’Amap sia successo di tutto è, come si dice in questi casi, un eufemismo. La depurazione delle acque, per esempio. Che l’Amap non gestisce più perché è stata commissariata. La Procura della Repubblica di Palermo, leggiamo in un lancio dell‘ANSA del 5 Giugno scorso “aveva chiesto il commissariamento dell’intera gestione della società. Le indagini sono state coordinate dai pubblici ministeri Bruno Brucoli e Andrea Fusco. I magistrati contestano il reato ambientale per avere provocato l’inquinamento in un’area protetta e cioè quella del golfo di Castellammare”. Per la cronaca, l’Amap si è beccata pure una condanna e dovrà restituire i canoni di depurazione a un codominio del quartiere di Santa Rosalia, a Palermo. Non sappiamo se altri cittadini del capoluogo siciliano hanno intrapreso questa strada”. E’ stato un errore privatizzare la gestione dell’acqua per volere di quei falliti & banditi dell’Unione europea ultraliberista e globalista. Ancora più sbagliato avere assegnato all’Amap la gestione idrica di 33 Comuni del Palermitano, trasferendo nella stessa Azienda i dipendenti della ex gestione privata. Risultato: appesantimento dei costi e gestione errata, se è vero che la Magistratura è intervenuta più volte e continua a intervenire. L’Amap è il classico esempio di gestione pubblica clientelare e sbagliata che finisce con il giustificare i liberisti che vogliono privatizzare i servizi.  

 

L’Amap di Palermo non è famosa’ solo per la ‘depurazione’ delle acque, ma anche per l’aumento retroattivo delle bollette!

Tra la fine di Gennaio e i primi di Febbraio del 2020 ricordiamo un provvedimento bizzarro. Citiamo un nostro articolo di quasi tre anni fa: “… a Palermo spunta un’altra novità: la bolletta con aumento retroattivo. Per ora la sperimentazione la sta tentando l’Amap… che ha deciso di aumentare la bolletta dell’acqua del 13,42%. Ha forse migliorato il servizio? Non se ne parla nemmenoSiamo a Palermo, servinu ‘i picciuli e quindi l’Amap ha deciso di aumentare la bolletta. Ma la particolarità non è questa: la particolarità è che all’Amap hanno deciso che i cittadini dovranno pagare l’aumento retroattivo di due anni. E’ una barzelletta? No, è la verità dei fatti! All’Amap hanno deciso di effettuare l’aumento retroattivo perché nell’Ottobre del 2019 l’Assemblea territoriale idrica ha elaborato le nuove tariffe. In base a che cosa? All’approvazione del piano di investimenti della stessa Amap per il triennio 2018/2020. Sono stati effettuati questi investimenti? Non si sa. Però all’Amap hanno deciso di aumentare la bolletta del 13,42% e di chiedere ai cittadini l’aumento per il 2018 e per il 2019″. Così si conclude il nostro articolo di quasi tre anni fa. Chiudiamo questo nostro amarcord dell’Amap con la storia del depuratore di Acqua dei Corsari di Palermo. Questo depuratore si trova nella parte sud-est della città. Si era nel mese di Luglio del 2017 e faceva molto caldo. Decidiamo di intervistare Silvano Riggio, docente universitario di Ecologia. Riggio, dopo averci illustrato che la Sicilia è diventata come il Sahara e che avremmo avuto Estati caldissime e poi, in Autunno, piogge torrenziali e inondazioni – fatti che si stanno verificando osservando quanto avvenuto negli ultimi anni con temperature a 40 gradi e oltre e poi le inondazioni di Catania e dintorni, l’ecologo ci racconta di una follia tutta palermitana o, se preferite, tutta siciliana, visto che della Sicilia Palermo è la ‘capitale’: “A Palermo manca l’acqua e sapete cosa fanno gli amministratori della cosa pubblica? Decidono di buttare in mare l’acqua pulita che viene fuori dal depuratore di Acqua dei Corsari! Hanno realizzato una condotta sottomarina e la usano per buttare l’acqua depurata in mare…”. Le cose stanno ancora così?

Foto tratta da PalermoToday 

 

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