Agricoltura

Ue, 110 milioni di euro per risarcire i produttori di grano di 5 Paesi dell’Est europeo. Nulla per il grano duro di Puglia e Sicilia…

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  • I Paesi dell’Est europeo hanno sì ricevuto il grano ucraino ma lo hanno rivenduto ad altri Paesi europei – Italia compresa – guadagnando una barca di soldi! E ora si prenderanno pure i risarcimenti europei! Invece gli agricoltori che producono grano duro di Puglia e Sicilia ‘leccheranno la sarda’   
  • Sapete perché il Governo nazionale non chiede i risarcimenti anche per i produttori di grano duro pugliesi e siciliani? Perché se lo facesse verrebbe fuori la notizia che l’Italia è piena di grano canadese e ucraino e questo non bisogna farlo sapere ai cittadini 

I Paesi dell’Est europeo hanno sì ricevuto il grano ucraino ma lo hanno rivenduto ad altri Paesi europei – Italia compresa – guadagnando una barca di soldi! E ora si prenderanno pure i risarcimenti europei! Invece gli agricoltori che producono grano duro di Puglia e Sicilia ‘leccheranno la sarda’   

Agricoltura: avanti, proviamo a sorridere un po’. Leggiamo un passo del report dell’analista dei mercati internazionali, Sandro Puglisi: “L’Unione Europea sta preparando 100 milioni di euro ($ 109,32 milioni) di risarcimento per gli agricoltori in cinque Paesi confinanti con l’Ucraina e prevede di introdurre restrizioni sulle importazioni di cereali ucraini”. Il primo elemento che salta agli occhi è che questi 100 milioni di euro se li divideranno gli agricoltori di cinque Paesi della Ue che confinano con l’Ucraina, mentre agli agricoltori italiani che sono stati letteralmente massacrati dall’arrivo in Italia di grano ucraino non prenderanno un euro! Certo, l’arrivo nell’Unione europea di un fiume di grano ucraino a dazio zero ha fatto abbassare il prezzo del grano in Europa. Ma questo è avvenuto anche in Italia con il grano duro, con il prezzo che si è ridotto del 40% e forse più. Però i 110 milioni di euro di aiuti se li papperanno gli agricoltori dei cinque Paesi che confinano con l’Ucraina. Di più: è vero che nei cinque Paesi che confinano con l’Ucraina è arrivato, con i treni, il grano ucraino; ma è anche vero che questi Paesi hanno venduto il grano ucraino ad altri Paesi europei e si sono letteralmente arricchiti! E, in più, adesso, si penderanno 110 milioni di euro di risarcimenti Ue! Questo è successo con il grano tenero, con il quale si preparano pane e dolci; ed è successo anche con il grano duro, con il quale si prepara la pasta. E’ vero che gli agricoltori dei cinque Paesi che confinano con l’Ucraina sono stati penalizzati? In parte sì, ma solo in parte, perché il grano ucraino che è arrivato in questi Paesi – lo ribadiamo – è stato venduto ad altri Paesi europei, e tra questi l’Italia. Ad essere stati veramente penalizzati sono stati i produttori di grano duro del Sud Italia, con particolare riferimento agli agricoltori pugliesi e siciliani, se è vero che in Puglia e Sicilia si coltiva l’80% del grano duro italiano.

 

Sapete perché il Governo nazionale non chiede i risarcimenti anche per i produttori di grano duro pugliesi e siciliani? Perché se lo facesse verrebbe fuori la notizia che l’Italia è piena di grano canadese e ucraino e questo non bisogna farlo sapere ai cittadini  

Quello che vi stiamo raccontando è un altro ‘capolavoro del Governo italiano di Giorgia Meloni e, in particolare, del Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. Perché il Governo italiano non ha chiesto i risarcimenti per gli agricoltori del nostro Paese che sono stati massacrati dall’arrivo in Italia di grano ucraino, tenero (per l’industria dolciaria e per il pane) e duro (per la pasta)? La nostra ipotesi è che, chiedendo i risarcimenti per gli agricoltori italiani – che per l’80%, per ciò che riguarda il grano duro, sono pugliesi e siciliani – verrebbe fuori la notizia che l’Italia è piena di grano canadese e ucraino e questo non bisogna farlo sapere ai cittadini. Insomma, indirettamente, il Governo italiano dovrebbe ammettere che in Italia è arrivata una grande quantità di grano dall’Ucraina. Il problema non riguarda il grano tenero italiano, che ormai è stato in buona parte sostituito dal grano tenero estero, per lo più grano tenero canadese varietà Manitoba e, quest’anno, anche dal grano tenero ucraino (è noto che o nostri amici del Nord Italia proprietari dei seminativi prendono i fondi europei del Primo Pilastro della PAC anche se non coltivano alcunché); il problema riguarda il grano duro. Se il Governo nazionale dovesse chiedere il risarcimento anche per i produttori di grano duro del Sud Italia – segnatamente di Puglia e Sicilia – si scoprirebbe che le industrie italiane hanno acquistato grano tenero e duro estero, canadese ed ucraino. E i consumatori italiani scoprirebbero che le industrie che producono la pasta la stanno producendo anche con grano duro estero, compreso il grano ucraino. Lo stesso discorso vale per il grano tenero utilizzato per la produzione di pane e nell’industria dolciaria. Del resto, cosa ci racconta la televisione? Che i dolci industriali e la pasta prodotti in Italia sono preparati con il grano italiano. Non è vero, ma è questo quello che bisogna dire! Ah, stavamo dimenticando una cosa importante: il grano ucraino – tutto il grano ucraino, tenero e duro – è pieno di contaminanti legati alla guerra che si combatte da oltre un anno in questo Paese. Sono i contaminanti diffusi dalle bombe che si propagano con l’effetto deriva. In più il grano che viaggia sui treni – come il grano che viaggia sulle navi – in presenza di umidità sviluppa i funghi che producono micotossine. Per evitare lo sviluppo dei funghi il grano deve essere trattato chimicamente. Quindi all’inquinamento del grano ucraino dovuto ai contaminanti diffusi dalle bombe si aggiungono i trattamenti chimici. Però anche queste cose non si debbono dire, perché i cittadini italiani che vanno dietro alla televisione debbono sapere che mangiano derivati del grano prodotti “con grano italiano”… Buon appetito Italia!

Foto tratta da Agricoltura.it            

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