Guerra Russia Ucraina

Non siamo i soli a notare la svolta politica ostile della Francia di Macron verso gli USA (pensando all’Africa…)

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Anche il quotidiano scenarieconomici.it lo segnala: “Washington non perdonerà la resa anticipata di Macron alla Cina”

Non siamo i soli a segnalare il cambio di linea politica della Francia di Emmanuel Macron rispetto agli Stati Uniti d’America. Anche il quotidiano scenarieconomici.it affronta l’argomento. E lo fa con un titolo che non lascia adito a dubbi: “Washington non perdonerà la resa anticipata di Macron alla Cina”. Il giornale on line cita un articolo di Lunedì Politico.eu dove, a proposito delle dichiarazioni del presidente francese si legge: “Sono state tutte effettivamente dette dal presidente, ma alcune parti dell’intervista in cui il presidente ha parlato ancora più francamente di Taiwan e dell’autonomia strategica dell’Europa sono state tagliate dall’Eliseo”. Ecco alcune frasi pronunciate da Macron: “L’Europa deve resistere alle pressioni per diventare una seguace dell’America“; ma fino ad oggi l’Europa si è distinta dagli Stati Uniti d’America? Ancora Mcron: “Il “grande rischio” che corre l’Europa è quello di rimanere “invischiata in crisi che non sono nostre, il che le impedisce di costruire la sua autonomia strategica”; e il presidente francese se ne accorge dopo oltre un anno di guerra in Ucraina? Per Macron, l’Unione europea dovrebbe ridurre la sua dipendenza dalla “extraterritorialità del dollaro“, perché “se le tensioni tra le due superpotenze si surriscaldano […] non avremo il tempo né le risorse per finanziare la nostra autonomia strategica e diventeremo vassalli” (qui per esteso potete leggere l’articolo di scenarieconomici.it).

 

La questione del gas

Nell’articolo di legge che “Francia, Germania e Spagna vogliono approfondire le relazioni con la Cina, mentre i Paesi a est dell’Austria e a nord della Germania (e gli olandesi) guardano agli Stati Uniti”. Invece l’Italia a chi guarda? Il Governo di Giorgia Meloni, rispetto agli Stati Uniti d’America, non sta forse tenendo la stessa linea del Governo di Mario Draghi e del PD, ovvero vassalli a tutti gli effetti degli americani? Interessanti le considerazioni economiche: i Paesi dell’Unione europea che si schiereranno con la Cina – perché nel conflitto tra Cina e area del dollaro americano non c’è neutralità: o si sta con l’America o si sta con la Cina – non potranno più esportare i propri prodotti negli Stati Uniti d’America. Seguono altre considerazioni sulla dipendenza dell’Europa da alcuni prodotti americani: per esempio, dal gas statunitense. Il giornale economico dimentica che la Francia e, a nostro avviso, anche la Germania (anche se ancora non c’è una dichiarazione ufficiale dei tedeschi) rivogliono il gas russo, perché il gas americano è più costoso e ha una gestione più costosa e, soprattutto, pericolosa, perché i rigassificatori – soprattutto nel piano di una guerra – sono obiettivi militari che, se colpiti da bombe, provocherebbero catastrofi se realizzati in prossimità dei centri abitati come si vorrebbe fare a Piombino, in Toscana. Il quotidiano on line scenarieconomici.it rinfaccia alla Francia di avere voluto e imposto venti anni di austerità economica all’Unione europea e ora che si trova in difficoltà Macron vorrebbe di fatto mollare tutto.

 

Però non si possono dimenticare gli interessi francesi in Africa

A nostro modesto avviso nell’analisi di scenarieconomici.it manca un punto che è fondamentale: la paura di Macron che la Cina fomenti rivolte popolari nei 14 Paesi africani ancora oggi controllati in modo colonialista dalla Francia. Senza le risorse che ogni anno arrivano in Francia da questi 14 Paesi per la stessa Francia sarebbero guai. Oggi la Cina, per l’ascendente che esercita in Africa, è l’unico Paese che può aiutare la Francia su questo versante. Certo, c’entrano anche le condizioni di contesto nell’Unione europea filo-americana che oggi danneggiano la stessa Ue; ma la Francia ha un grande problema in Africa. Totalmente d’accordo con le conclusioni di scenarieconomici.it: “La mossa di Macron apparirà estremamente ostile agli occhi della politica attuale USA perché sarà vista come una resa anticipata della Francia a Pechino, una sorta di mezzo tradimento, e la politica statunitense, soprattutto quella DEM, non perdona e non dimentica”.

Foto tratta da Startmag

 

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