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Quando gli abitanti ‘lombardi’ di San Fratello dal cuore dei Nebrodi emigrarono in Lombardia

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  • Il grande scrittore siciliano racconta la storia delle colonie lombarde di Sicilia

Nicosia, Aidone, Piazza Armerina, Francavilla, Novara di Sicilia e soprattutto San Fratello

Costruito, San Fratello, nell’Alto Medio Evo, dalle truppe mercenarie raccolte nella Valle Padana (ma questo non bisogna farlo sapere a Bossi) da Ruggero il Normanno per la riconquista. Queste truppe di mercenari si erano stabilite in Sicilia formando le cosiddette colonie lombarde (Nicosia, Aidone, Piazza Armerina, Francavilla, Novara di Sicilia e San Fratello, appunto). Colonie chiuse che hanno conservato le loro tradizioni lombarde, i loro costumi e, soprattutto, la loro lingua, il gallo italico o mediolatino. San Fratello è stata la più tipica e la più chiusa di queste colonie. Paese di pastori, di carbonai e di contadini, che aveva la sua ragione di vita nel ricco bosco adiacente al paese, il bosco della Miraglia, che fa parte del Parco dei Nebrodi, ricco di faggi, cerri, querce. La fine del mondo contadino degli anni Cinquanta, Sessanta, ha fatto crollare l’economia di San Fratello e costretto molti dei suoi abitanti ad emigrare. Emigrare dove? In Lombardia naturalmente, come in una sorta di richiamo ancestrale. C’è stata una trafila migratoria in Val Ceresio, nei paesi soprattutto di Saltrio e Viggiù. (Vincenzo Consolo, foto e destra ratta da Sant’AgataInForma)

Vincenzo Consolo Da La metafora di San Fratello, Il Manifesto, 17 febbraio 2010.

Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/179048-vincenzo-consolo-costruito-san-fratello-nellalto-medio-evo-dall/

Foto di prima pagina tratta da ilSicilia.it

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