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Si apre una settimana cruciale per Borse e banche occidentali con l’ombra di Xi Jinping. E Olaf Scholz…/ MATTINALE 865

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  • Il presidente della Cina arriverà in Russia e, con molta probabilità, lancerà una proposta per bloccare la guerra in Ucraina. Senza la pace assisteremo a una nuova settimana di passione per Borse e banche 
  • La politica siciliana l’ha capito cosa potrebbe succedere? 
  • In questa settimana i tedeschi di Olaf Scholz saranno costretti a venire allo scoperto  

Il presidente della Cina arriverà in Russia e, con molta probabilità, lancerà una proposta per bloccare la guerra in Ucraina. Senza la pace assisteremo a una nuova settimana di passione per Borse e banche 

Si apre oggi una settimana cruciale non soltanto per la guerra in Ucraina ma anche per le Borse e le banche occidentali. Diciamo subito che per i mercati non sarà una settimana tranquilla. Il primo segnale è già arrivato dal Giappone, dove la Borsa ha aperto in negativo. E così, tra alti e bassi (forse più bassi che alti) dovrebbe essere l’avvio della settimana finanziaria. Attenzione: in questo momento storico, un andamento leggermente positivo delle Borse, anche di uno o die punti, non significa che le cose vanno bene: significa che gli Stati stanno ‘parando la botta’ mettendoci i soldi per evitare la ‘frana’. la Cina – che oggi è in grado di provocare terremoti finanziari in tutto il mondo – in questo inizio settimana andrà con la mano leggera: terrà sotto pressione Borse e banche occidentali, magari facendole ‘ballare’ un po’ se qualche personalità di spicco statunitense o europeo alzerà un po’ troppo la cresta, in attesa di capire quale sarà la risposta alla “offensiva di pace” che il presidente cinese, Xi Jinping lancerà all’Occidente durante la sua visita nella Russia di Vladimir Putin. La visita a Mosca del leader della Cina è stata preparata con cura. Putin si è recato nel Dombas non soltanto con il bastone (far capire ad americani ed europei che la Russia non rinuncerà mai ai territori che, per difendersi dalla NATO, ha occupato in Ucraina), ma anche con la carota (la ricostruzione di Mariuol’ mostrata all’Occidente significa che i russi sono anche disponibili alla ricostruzione dell’Ucraina, nel rispetto delle comunità e dei territori russi di questo Paese). ‘A strinciuta, per dirla in lingua siciliana, Xi arriva in Russia dopo che Borse e banche occidentali sono stati ‘terremotate’. Un segnale preciso: la guerra in Ucraina si è già trasferita nel cuore dell’Occidente americanizzato ultra-liberista e globalista, se entro questa settimana si getteranno le basi per chiudere la guerra in Ucraina, Venerdì i ‘mercati’ potranno chiudere in positivo senza ulteriore dispendio di risorse da parte dei Paesi occidentali; se l’Occidente insisterà con le solite menate – la Russia deve abbandonare l’Ucraina e deve restituire i territori alla stessa Ucraina occidentalizzata e bla bla bla – assisteremo, con molta probabilità a un nuovo Venerdì nero per Borse e banche del cosiddetto Occidente industrializzato.

 

La politica siciliana l’ha capito cosa potrebbe succedere? 

Tutto dipenderà dalla risposta occidentale. L’Ungheria, attraverso il suo Parlamento, si è già pronunciata per la pace in Ucraina. Bisognerà capire come reagiranno Stati Uniti d’America ed Europa. La Sicilia, purtroppo, è coinvolta in prima linea. Come ha giustamente osservato il professore Alessandro Orsini, i droni che partono da Sigonella vanno nel Mar Nero per segnalare ai militari ucraini i luoghi dove colpire per ammazzare i soldati russi. L’abbattimento di un drone partito dalla base militare di Sigonella, in Sicilia, è un segnale brutto. E’ un messaggio lanciato non soltanto agli americani che operano a Sigonella, ma anche alla politica siciliana, che forse non ha ancora capito cosa sta succedendo e cosa potrebbe succedere. Forse è per questo che ieri, su un canale Telegram, il messaggio è stato molto esplicito (“Sicilia obiettivo primario in caso di guerra termonucleare”)? E’ quello che vedremo nelle prossime settimane se la guerra in Ucraina dovesse continuare. Sarà interessante capire come reagiranno americani ed europei. va da sé che accettare la pace che la Cina proporrà non sarebbe facile per i Democratici che governano l’America. Ma lo spazio di manovra a disposizione degli statunitensi non è molto ampio. La guerra, dai campi di battaglia dell’Ucraina, si è trasferita nelle Borse e nelle banche occidentali e non è affatto detto che tutti gli americani siano d’accordo sul proseguimento della guerra. Fino a quando, infatti, si tratta di una guerra per procura, fatta pagare in buona parte all’Unione europea, al prezzo di un’inflazione che comunque ha creato negli Stati Uniti d’America più problemi del previsto, bene o male si andava avanti; ma ora, con Borse e banche sotto attacco lo stesso Deep State, che ha puntato sui Democratici, deve fare bene i propri conti. L’ex presidente americano Donald Trump, che ha gridato ai quattro venti che domani verrà arrestato, alla fine per risibili quistioni ‘i fimmini’, per dirla sempre alla siciliana (Trump è accusato di avere pagato una escort: c’è veramente da ridere!), è un altro messaggio brutto per Joe Biden e compagni. Non è detto, insomma, che la decisione di proseguire nella guerra in Ucraina – accettando le tempeste su Borse a banche – sia una linea che verrebbe seguita da tutti gli Stati americani. Anche perché si tratterebbe di fronteggiare un’inflazione ‘stellare’.

 

In questa settimana i tedeschi di Olaf Scholz saranno costretti a venire allo scoperto  

Con molta probabilità, in questa settimana la Germania sarà costretta a scoprire le ‘carte’. Non ci vuole molto a capire che la Germania, nella guerra in Ucraina, è sempre stata schierata con Russia e Cina. Magari con divisioni interne, ma con i socialdemocratici sempre in sintonia con Putin. Se così non fosse stato, la Turchia di Erdogan avrebbe già aperto le frontiere con l’Europa orientale per fare passare milioni di profughi; la stessa cosa avrebbe fatto la Bielorussia. Fin ad ora la Germania ha navigato nell’ambiguità, ma adesso dovrà esporsi. Se quanto scriviamo risponde al vero, la Germania – o quanto meno i socialdemocratici tedeschi – dovrebbero schierarsi in favore della probabile proposta di pace della Cina di Xi Jinping. E’ una questione di logica politica. La Germania non può permettersi di andare avanti senza il gas russo, anche se questo Paese ha effettuato ingenti investimenti nei rigassificatori. Il Cancelliere tedesco, il socialdemocratico Olaf Scholz, dovrà inevitabilmente venire allo scoperto. E l’Italia? non lo capiamo. Stamattina il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, su Radio 24, ha parlato dell’Italia che lavora per l’autonomia energetica in materia di gas con i rigassificatori. Ma questi l’hanno capito cosa potrebbe succedere nei mercati internazionali continuando con la guerra in Ucraina?

Foto tratta da Manager Magazine          

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