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L’America ha creato la crisi con il fallimento di SVB ma il conto lo stanno pagando le banche e le Borse europee

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  • Il paradosso: l’America che ha creato il problema nei mercati mondiali oggi ha tenuto. Mentre le banche europee sono andate giù, trascinando nel baratro le Borse 
  • Solo i ciechi non legano quello che sta succedendo nei mercati americani ed europei con la guerra in Ucraina
  • Hanno fatto bene gli investitori europei a ritirare i propri risparmi? Assolutamente sì
  • Xi Jinping e Vladimir Putin sono due grandi statisti. Mentre i Democratici americani e gli attuali governanti europei dovrebbero dedicarsi ad altro evitando accuratamente politica ed economia

Il paradosso: l’America che ha creato il problema nei mercati mondiali oggi ha tenuto. Mentre le banche europee sono andate giù, trascinando nel baratro le Borse 

Come abbiamo annunciato stamattina nel MATTINALE, facciamo il punto della situazione sui mercati finanziari mondiali a fine giornata. E cominciamo con il segnalare un paradosso: il mercato azionario degli Stati Uniti d’America – dove è iniziato tutto lo scorso Venerdì con il crollo della Silicon Vally Banck (SVB) – ha tenuto. Mentre le Borse europee sono crollate, a cominciare dalla Borsa di Milano. Morale: la Fed, la Banca Centrale americana, tutto sommato, è riuscita a rassicurare gli investitori, salvaguardando i risparmiatori. L’Unione europea nel suo complesso – che negli anni si è dotata di cervellotici strumenti per ridurre al minimo il rischio con le ‘intelligenti’ regole di Basilea – e la Banca Centrale Europea (BCE) in particolare, come al solito, hanno fatto ridere! Di fatto il costo della crisi che si è creata in America la stanno pagando le banche europee, trascinando nel baratro le Borse europee. Ennesima dimostrazione che l’Unione europea è un fallimento e che gli attuali governanti dell’Unione europea sono dei dilettanti allo sbaraglio. Vediamo, per grandi linee, i risultato di questo Lunedì nero per le banche e per le Borse europee. Cominciamo con le banche. Male Commerzbank (-9,2%), Banco de Sabadell (-8,2%). In Italia vanno giù Bper Banca (-9,51%), Banco Bpm (-8,09%), UniCredit (-9,01%), Finecobank (6,32%), Mps a (7,33%) e Intesa Sanpaolo (-6,10%). Il crollo del titoli bancari, come già accennato, ha trascinato nel baratro le Borse europee. La Borsa di Milano cede il 3,5% ed è quella che ha perso di più. Male anche la Borsa di Madrid (-2,6%), Francoforte (-2%), Parigi (-1,9%) e Londra (-1,5%). Insomma, un disastro che, oggi, è costato quasi 300 miliardi di euro di perdite alle Borse europee.

 

Solo i ciechi non legano quello che sta succedendo nei mercati americani ed europei con la guerra in Ucraina

Ovviamente, non ci sarà alcuna spiegazione del disastro da parte della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e della presidente della BCE, Christine Lagarde. In attesa di leggere i report tecnici non ci resta che qualche considerazione politica. Solo un cretino può pensare che tutto quello che sta succedendo negli Stati Uniti d’America e nell’Unione europea non abbia un nesso con la guerra in Ucraina. Il problema è cominciato negli Stati Uniti che, a causa dell’inflazione provocata dalla guerra in Ucraina, è stata costretta ad alzare i tassi di interesse. Senza scendere troppo nei tecnicismi, l’aumento dei tassi di interesse ha fatto fallire la Silicon Valley Bank. Il Governo degli Stati Uniti e la Fed sono subito intervenuti accollandosi il ‘buco’ e tranquillizzando i risparmiatori. Se lo possono permettere perché possono stampare tutta la moneta che vogliono. Anche se la manovra che hanno messo in campo, inevitabilmente, farà aumentare l’inflazione, anche perché, prima di tornare ad alzare i tassi di interesse, i vertici della Fed dovranno sincerarsi che non ‘saltino in aria’ altre banche.

 

Hanno fatto bene gli investitori europei a ritirare i propri risparmi? Assolutamente sì

E l’Unione europea? Nessuno dei ‘geni’ si aspettava il cosiddetto ‘contagio’, ovvero la paura degli investitori che, ‘annusando’ pericoli per i propri risparmi, cominciano a vendere. “Le banche europee sono solide e quindi non succederà nulla”, pensavano i ‘capi’ di Commissione europea e BCE forti degli accordi di Basilea. I fatti, invece, gli stanno dando torto. Perché? Perché ci sono troppi investimenti nei titoli bancari e in un mercato globale i ‘paracaduti’ dei vari accordi Basilea stanno dimostrando di essere errati, se non stupidi. Hanno fatto bene gli investitori europei a ritirare i propri risparmi? Assolutamente sì. Molto più intelligente cercare investimenti meno rischiosi che tutelino i risparmi dall’inflazione destinata a crescere con la guerra in Ucraina. Soprattutto in un momento in cui la Russia sta praticamente umiliando l’Occidente nella guerra in Ucraina. L’aumento dei tassi di interesse, oltre a fare fallire banche, non elimina ‘l’inflazione di fondo’. Di fatto, la Cina – grande alleata della Russia – sta giocando molto bene le proprie carte. Se i tassi di interesse vanno su si abbassa la parte di inflazione monetaria ma si mettono a rischio le banche che hanno investito la propria liquidità in titoli a lunga scadenza (quello che è successo con la Silicon Valley Banck, che poi è quello che potrebbe succedere in Europa, con i risparmiatori che potrebbero presentarsi agli sportelli delle banche per ritirare i risparmi: e sarebbe il caos totale); se i tassi di interesse rimangono stabili l’inflazione va su e le famiglie perdono potere d’acquisto e, dopo qualche mese, comincerebbero le proteste di piazza.

 

Xi Jinping e Vladimir Putin sono due grandi statisti. Mentre i Democratici americani e gli attuali governanti europei dovrebbero dedicarsi ad altro, evitando accuratamente politica ed economia

La verità è che Xi Jinping e Vladimir Putin sono due grandi statisti che stanno vincendo su tutta la linea: in Ucraina e nei mercati globali, battendo i ‘cantori’ occidentali della globalizzazione dei mercati sul loro stesso terreno. Mentre i Democratici americani al governo negli Stati Uniti sono solo degli affonda-banche. Se l’America non avesse avuto personale di altissimo livello alla guida della Fed, a quest’ora questo Paese sarebbe stato travolto da una spaventosa stagflazione. Ma pur con tutta la bravura dei banchieri della Fed, Biden e la sua scalcagnata amministrazione hanno ‘infilato’ l’America in una situazione molto complicata. Non è da escludere che qualche grande Stato americano cominci a pensare di trattare fuori dalla federazione con la Cina. Il riferimento è agli Stati a governo repubblicano, partito non molto convinto della guerra in Ucraina. Dell’Unione europea nulla da dire, se non ribadire il dilettantismo degli attuali governanti. Sarebbe molto più intelligente sciogliere subito l’Unione europea, eliminare la moneta europea comune euro e far tornare i Paesi europei con le vecchie divise con l’autonomia monetaria. Per quello che potrebbe succedere, l’assenza di ‘flessibilità’ monetaria – tipica dell’Unione europea – potrebbe rivelarsi quello che in realtà già è per alcuni Paesi europei: una trappola per topi…

Foto tratta da Il Fatto Quotidiano          

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