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Mentre l’Ars approva la Finanziaria delle clientele il maltempo affonda la Sicilia preda dei cambiamenti climatici/ MATTINALE 933

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  • In più, tanto per gradire, i 70 ‘califfi’ dell’Assemblea regionale siciliana hanno anche approvato l’aumento dei propri stipendi! Il tutto mentre fiumi e torrenti della nostra Isola abbandonati esondano provocando danni enormi
  • L’intervento del segretario generale del Sifus Confali, Maurizio Grosso. Le emergenze ambientali utilizzate dalla politica per organizzare comitati di affari sfruttando la crisi climatica per spendere montagne di denaro pubblico senza regole
  • La follia di Palermo dove si continua a ‘cementificare’ la città, non proteggendo gli alberi che invece vengono eliminati e abbandonati per fare posto agli affari del Tram 

In più, tanto per gradire, i 70 ‘califfi’ dell’Assemblea regionale siciliana hanno anche approvato l’aumento dei propri stipendi! Il tutto mentre fiumi e torrenti della nostra Isola abbandonati esondano provocando danni enormi

Il desolante spettacolo di questi giorni, con il maltempo che impazza in Sicilia – soprattutto nella Sicilia orientale – impone una riflessione. Due potrebbero essere le chiavi di lettura. Prima chiave di lettura: il clima sulla Terra sta cambiando, sono in corso cambiamenti climatici radicali, si alternano Estati torride, con la desertificazione che avanza, e Inverni rigidissimi: basti pensare a cosa è avvenuto lo scorso Dicembre nel Nord America, con temperature di -50 che hanno bloccato milioni di persone costrette a non potere uscire di casa pena la morte per assideramento. Nel caso della Sicilia, assistiamo ormai da alcuni ad ad Estati caldissime, con temperature che vanno spesso sopra i 40 gradi centigradi e incendi boschivi che sembrano incontrollabili; e poi piogge torrenziali, come quelle che hanno colpito in questi giorni la Sicilia orientale, con venti impetuosi. Se pensiamo che contro questi fenomeni naturali nulla si può fare, non ci resta che la resa. Seconda chiave di lettura: il clima sta cambiando ma qualcosa si può fare. Le piogge ormai da qualche anno fanno regolarmente esondare fiumi e corsi d’acqua della Sicilia. Ma siamo sicuri che queste esondazioni sono incontrollabili? Il caso ha voluto che mentre il maltempo imperversava in Sicilia, l’Assemblea regionale siciliana approvava una legge Finanziaria stracolma di clientele, con i 70 deputati che hanno approvato anche l’aumento dei propri stipendi. Non solo: non avendo a disposizioni i fondi da sperperare per raccattare consenso, i deputati regionali hanno anche impegnato fondi europei che dovrebbero servire per gli investimenti! Invece di pensare a fare qualcosa per fronteggiare la crisi climatica, i deputati di Sala d’Ercole pensano a sfamare le loro sempre più esose e sempre più numerose clientele e a sistemare i propri introiti. In questo scenario di incoscienza politica è superfluo sottolineare che la Sicilia affonderà tra incendi boschivi e alluvioni.

 

L’intervento del segretario generale del Sifus Confali, Maurizio Grosso. Le emergenze ambientali utilizzate dalla politica per organizzare comitati di affari sfruttando la crisi climatica per spendere montagne di denaro pubblico senza regole

Da oltre due anni scriviamo che la Sicilia ha bisogno di almeno 30 mila operai forestali stabilizzati per prevenire gli incendi boschivi (che ormai cominciano a materializzarsi a Maggio e vanno avanti fino a Novembre) e per effettuare sistemazioni idrauliche e forestali e regimazione di fiumi e corsi d’acqua, quanto meno per ridurre gli effetti nefasti delle piogge sempre più violente. Non si tratta di un fenomeno esclusivamente siciliano ma italiano. Basti pensare alla recente alluvione che ha colpito Ischia o alle continue alluvioni che funestano Genova. Scrive il segretario generale del Sifus Confali, Maurizio Grosso: “I Governi che via via si susseguono alla guida del Paese, nonostante spendano fiumi di quattrini per studi che accertano la fragilità dei nostri territori assoggettati per il 94% a frane, alluvioni, smottamenti, erosioni costiere, ecc, sfuggono dal mettere in sicurezza il territorio poiché preferiscono agire con opere di carattere ‘emergenziale’ anziché con interventi di ‘prevenzione’. Attraverso gli interventi della Protezione civile, infatti, si spendono ingenti risorse senza vincoli e senza regole e, naturalmente, senza solleticare il problema. Questo Governo deve comprendere che le calamità naturali non possono essere gestite come eventi isolati, casuali ed improvvisi, a maggior ragione oggi con l’intensificarsi dei cambiamenti climatici, poiché possono essere anticipate e quindi evitate attraverso la realizzazione di opere necessarie alla messa in sicurezza delle zone più esposte al rischio e con interventi atti alla mitigazione del dissesto idrogeologico. E’ necessario la definizione di un piano nazionale di prevenzione contro le fragilità del territorio che metta in sicurezza lo stesso territorio, partendo da una seria manutenzione del patrimonio boschivo e forestale e che preveda in primis, oltre l’assestamento e il consolidamento idrogeologico del territorio medesimo, la pulizia e la regimentazione dei fiumi e dei corsi acqua, l’assestamento e consolidamento idrogeologico del territorio. Una parte importante di questi interventi dovrebbero realizzarli le Regioni poiché, soprattutto quelle meridionali – Basilicata, Sicilia, Campania – possono attingere ingenti risorse dai fondi europei FESR 2021-2027. Perché ciò si realizzi le Regioni debbono abbandonare la visione/gestione di tipo ‘assistenzialistica’ che hanno nei confronti degli operai forestali, dei Consorzi di bonifica, della Saaap e dell’Esa, ecc ed utilizzarli, a tempo indeterminato, poiché preziose risorse per tale scopo”.

 

La follia di Palermo dove si continua a ‘cementificare’ la città, non proteggendo gli alberi che invece vengono eliminati e abbandonati per fare posto agli affari del Tram 

Da qualche anno, a Palermo, venti sicuramente impetuosi ma non terribili fanno cadere alberi. L’ultimo – un bellissimo esemplare di Ficus Macrophylla – è andato già tra il viale delle Magnolie e viale Piemonte. Questi alberi esistono da decenni. E per decenni hanno superato senza problemi le intemperie. Come mai cominciano a cadere solo da qualche anno a questa parte? E’ il clima il solo responsabile di tale evento – anzi di tali eventi, perché sono tanti gli alberi andati giù a Palermo negli ultimi anni – o ci sono responsabilità umane? Qualche anno fa – correva l’anno 2017, quindi ben sei anni fa – Silvano Riggio, docente di Ccologia all’università di Palermo, che a proposito dei problemi della città, con riferimento alla gestione del territorio di Palermo che conosce molto bene, ha affermato: “La politica del capoluogo siciliano è stata e continua ad essere negativa. Ma c’è dell’altro. A Palermo, dagli anni ’50 del secolo passato ad oggi, c’è sempre stata una strana alleanza diabolica tra speculazione edilizia e università…  è folle tutta la gestione dell’acqua, a Palermo. Palermo galleggia sull’acqua: acqua che oggi è quasi tutta salmastra… Questo perché la falda non si ricarica. E l’acqua del mare entra e salinizza la falda… Perché la città in buona parte è ‘cementificata’. Le rare piogge – che tra l’altro portano acqua carica di veleni – fanno poco. Il verde che dovrebbe filtrare l’acqua e alimentare la falda, a Palermo, è ben poca cosa. E quel poco che c’è viene pure in parte smantellato. Così mentre la falda si salinizza, la città ‘cementificata’, con poco verde, quando il sole picchia diventa invivibile. E la situazione peggiorerà di anno in anno, soprattutto, lo ripeto, nella parte occidentale dell’Isola… Nella parte orientale dell’Isola piove un po’ di più. Anche se, sempre più spesso, si tratta di piogge torrenziali, che creano altri problemi (guarda caso, quello che sta succedendo in questi giorni nella Sicilia orientale! ndr). L’ho detto e lo ripeto: il clima è cambiato. E non è vero che la scienza non ha previsto quello che sta succedendo. L’effetto serra è stato ipotizzato nei primi del secolo passato da Svante August Arrhenius. Penso a quello che è successo in Siria. Anche se si parla della Siria solo per la guerra (e anche per il terremoto di questi giorni ndr), va detto che in questo Paese ci sono state vere e proprie carestie dovute alla desertificazione. Milioni di persone hanno abbandonato le zone agricole colpite dalla siccità per riversarsi nelle città. In Sicilia il fenomeno è già in atto. Ma a Palermo si continuano a tagliare gli alberi per fare posto agli appalti milionari del Tram, si continua a ‘cementificare’ il territorio a colpi di varianti urbanistiche. Si pensa solo agli affari e ai soldi. Vuole sapere veramente cosa penso? Che si va verso la catastrofe”. Esagerazioni? No. basti pensare che a Mondello e Partanna Mondello – zone ad elevato rischio idrogeologico – invece degli interventi idraulico-forestali il Comune di Palermo ha in programma una nuova ‘cementificazione‘ per un’ottusa linea di Tram! (qui per esteso l’intervista a Silvano Riggio del Luglio 2017).

 

Foto tratta da Il Sicilia

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