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Alluvioni, frane e morti: la Sicilia non è messa meglio di Ischia. L’allarme di Maurizio Grosso (Sifus)/ MATTINALE 862

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  • In queste ore a Ischia è tempo di lutti. Attenzione, perché con i cambiamenti climatici in corso sono a rischio le tante aree fragili d’Italia. Con in testa la Sicilia
  • Maurizio Grosso, segretario del Sifus: “I responsabili dei disastri ambientali sono da ricercare tra tutti quei soggetti (Sindaci, Presidenti delle Regioni, Presidenti del Consiglio) che hanno consentito la cementificazione selvaggia, le deroghe ai Piani regolatori, i disboscamenti”
  • “Lo Stato inverta la tendenza, pratichi la prevenzione utilizzando a tal uopo, a tempo indeterminato, gli operai forestali e dei Consorzi di bonifica”
  • Il ruolo centrale delle opposizioni in Assemblea regionale siciliana per il controllo sulle azioni a tutela del territorio  

In queste ore a Ischia è tempo di lutti. Attenzione, perché con i cambiamenti climatici in corso sono a rischio le tante aree fragili d’Italia. Con in testa la Sicilia

In queste ore ad Ischia si contano i morti e i feriti. Il maltempo, certo, ma anche l’incuria dell’uomo, che in Italia è piuttosto diffusa. Un anno fa I Nuovi Vespri ha iniziato una campagna per segnalare alla politica siciliana da un lato le criticità del territorio della nostra Isola e, altro lato, il pericolo dei cambiamenti climatici tra siccità e piogge sempre più intense. noi lo segnaliamo in Sicilia, ma il discorso vale per tutta l’Italia dove il territorio è stato abbandonato perché le poche risorse finanziarie che gli strozzini dell’Unione europea dell’euro lasciano al nostro Paese vengono impiegate in tanti settori, tranne che nella difesa dell’ambiente. I fatti luttuosi che vanno in scena in queste ore nell’isola di Ischia ne sono una drammatica testimonianza. I disastri ambientali frutto dell’incuria di chi oggi amministra l’Italia a livello nazionale, regionale e comunale in due post il segreta li segnala in due post il segretario nazionale del Sufus Confali, Maurizio Grosso (nella foto): 

 

Maurizio Grosso, segretario del Sifus: “I responsabili dei disastri ambientali sono da ricercare tra tutti quei soggetti (Sindaci, Presidenti delle Regioni, Presidenti del Consiglio) che hanno consentito la cementificazione selvaggia, le deroghe ai Piani regolatori, i disboscamenti”

“I responsabili dei disastri di Ischia, come quelli del Cilento, di Stromboli e di tutti i territori in cui le catastrofi si sono già manifestate scrive Grosso – a prescindere che nei cambiamenti climatici, sono da ricercare tra tutti quei soggetti (Sindaci, Presidenti delle Regioni, Presidenti del Consiglio) che hanno consentito la cementificazione selvaggia, le deroghe ai Piani regolatori , i disboscamenti”. Il segretario del Sifus stigmatizza l’operato dei pubblici amministratori che non hanno messo “in sicurezza i territori contro il dissesto idrogeologico attraverso la realizzazione di opere di prevenzione. Come se ciò non bastasse – aggiunge Grosso – la classe politica preferisce intervenire quando c’è lo ‘stato di emergenza’, poiché in queste circostanze è possibile derogare alle rigide norme che regolamentano le gare d’appalto”. Accusa gravissima: in pratica, non solo la politica non fa nulla per la prevenzione dei disastri ambientali, ma quando si verificano ne approfitta per gestire allegramente appalti in deroga alle leggi che regolano i lavori pubblici! “Il Sifus non ci sta! – dice il segretario di un sindacato che da anni, in Sicilia, si batte per la stabilizzazione degli operai forestali, sempre in prima linea per combattere incendi boschivi ed effetti nefasti del dissesto idrogeologico. mentre altre fallimentari organizzazioni sindacali, insieme con partiti politici falliti quanto le organizzazioni sindacali si battono per stabilizzare precari di una Pubblica amministrazione siciliana che fa acqua da tutte le parti, proprio perché negli anni, anche nei decenni è stata riempita di personale non qualificato, precari raccolti di qua e di là per raccattare voti. Vergogne totali!

 

“Lo Stato inverta la tendenza, pratichi la prevenzione utilizzando a tal uopo, a tempo indeterminato, gli operai forestali e dei Consorzi di bonifica”

“È necessario che lo Stato metta in piedi velocemente, magari utilizzando fondi del Pnrr – scrive sempre Grosso – un piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio da Nord a Sud. La cura del territorio è l’unico rimedio contro i danni causati dalle alte precipitazioni meteorologiche, dalle frane, dagli smottamenti ed, in ogni caso, l’unico lavoro serio di cui ha bisogno il territorio ma che le istituzioni sono restii a praticare. Lo Stato inverta la tendenza, pratichi la prevenzione utilizzando a tal uopo, a tempo indeterminato, gli operai forestali e dei Consorzi di bonifica”. Il segretario del Sifus si rivolge anche al Governo di Giorgia Meloni: “Il Governo Meloni e tutti i Governi regionali devono capire che senza lavori di prevenzione nel territorio e con l’intensificarsi dei cambiamenti climatici, il territorio medesimo, vedi Ischia, cadrà a pezzi dal Nord al Sud d’Italia”. Grosso ribadisce che l’emergenza si risolve con la prevenzione. La pianificazione della prevenzione inizia mettendo in campo a tempo indeterminato tutti gli operai forestali italiani a costi irrisori rispetto a quelli che necessitano qualora si intervenga in seguito alle emergenze foriere di lutti e dispersi”.

 

Il ruolo centrale delle opposizioni in Assemblea regionale siciliana per il controllo sulle azioni a tutela del territorio  

Sottoscriviamo le dichiarazioni del segretario nazionale del Sifus. Segnalando alle opposizioni dell’Assemblea regionale siciliana alcuni elementi di opacità proprio in materia di tutela del territorio. Per la prima volta dopo decenni il passato Governo regionale ha utilizzato i fondi per fronteggiare il dissesto idrogeologico. Un fatto positivo, senza dubbio. Quello che non si capisce si riassume nella domanda: chi sono i soggetti che hanno realizzato o stanno realizzando queste opere per la quali, negli ultimi cinque anni, è stato impegnato un fiume di denaro pubblico? Agli annunci hanno fatto seguito i lavori? E, se è così, chi li sta realizzando? Un tempo di questi lavori si occupava l’Azienda Foreste Demaniali della Regione insieme con la terza direzione dell’assessorato regionale all’Agricoltura, la direzione Foreste. E’ ancora così? O questi lavori sono stati assegnati ai privati? Le opposizioni presenti nel Parlamento siciliano possono cominciare a fare chiarezza su questi aspetti oggi poco chiari? Anche perché la Sicilia non ha meno problemi di Ischia. Ci sono aree della nostra Isola a rischio. Come scrive correttamente Grosso, con i cambiamenti climatici in corso servono interventi che possono essere assicurati solo dalla presenza costante dell’uomo. Per questo, dal Novembre dello scorso anno, dopo le alluvioni di Catania e del Catanese e del Siracusano sollecitiamo l’assunzione di almeno 30 mila operai forestali a tempo indeterminato per presidiare il territorio siciliano tutto l’anno con un servizio H 24. Ciò consentirebbe di effettuare la prevenzione degli incendi boschivi e gli interventi di prevenzione di frane, smottamenti e allagamenti che, in certe aree della Sicilia, potrebbero esporre la popolazione a grandi rischi. facciamo spesso l’esempio di Mondello e di Partanna Mondello a Palermo, dove le semplici piogge provocano già problemi seri. Figuriamoci cosa potrebbe succedere con qualcosa di più pesante.

Foto di Ischia dopo la tempesta tratta da Il Fatto Quotidiano        

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