Agricoltura

Fondi europei in agricoltura, Terra è Vita annuncia un’azione legale contro gli scippi ai danni di Sud e soprattutto Sicilia

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  • I parlamentari nazionali eletti in Sicilia hanno fatto qualcosa per difendere gli agricoltori siciliani dagli scippi operati dal Ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli?   
  • La Commissione Ue ha sollecitato il Governo italiano a distribuire in modo equo le risorse. Ma il Ministro ha fatto finta di non capire
  • Scippo delle risorse Feasr: pronta un’azione legale per fare valere le ragioni degli agricoltori del Sud e della Sicilia   
  • Cosa fare

da Santo Bono e Giuseppe D’Angelo
del Movimento Terra è Vita
riceviamo e pubblichiamo

I parlamentari nazionali eletti in Sicilia hanno fatto qualcosa per difendere gli agricoltori siciliani dagli scippi operati dal Ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli?   

 

Cosa hanno fatto dove si trovavano i Deputati e Senatori eletti in Sicilia quando c’era da difendere gli interessi degli agricoltori siciliani? Perché non hanno presentato una mozione di sfiducia e chiedere le dimissioni del Ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli? Già il 4 Giugno 2021 lo abbiamo detto che l’attuale Ministro non tutelava il Mezzogiorno e la Sicilia. Ricordiamo che in occasione dell’appuntamento con il Ministro si è presentato all’incontro in sua vece il Dr. Andrea Battiston, responsabile della Segreteria Tecnica, deludendo le nostre aspettative di un confronto aperto con il Ministro Patuanelli, il quale ha deciso di non partecipare direttamente all’incontro con gli agricoltori siciliani, quando invece anche in pieno periodo pandemico non aveva perso l’occasione di partecipare e presenziare ad iniziative organizzate da altre organizzazioni. Pertanto dopo un’attenta valutazione, considerato che l’interlocuzione con il Dr. Andrea Battiston, avrebbe un carattere esclusivamente tecnico e non politico-decisionale, ci siamo determinati a presentare un documento dove viene espressa la posizione degli agricoltori siciliani rappresentati dal Movimento Terra è Vita, e ad invitare il Ministro Patuanelli ad un confronto diretto con il mondo produttivo e con gli imprenditori agricoli siciliani affinché chiarisca i motivi delle scelte che accentuano sperequazioni e diseconomie tra le diverse aree del Paese. Un confronto che servirebbe a comprendere i motivi per i quali il Ministro ha rinunciato a perseguire una soluzione unitaria favorevole ad uno sviluppo economico territoriale complessivo ed equilibrato, rimettendo al Consiglio dei Ministri le decisioni politiche del suo Ministero.

La Commissione Ue ha sollecitato il Governo italiano a distribuire in modo equo le risorse. Ma il Ministro ha fatto finta di non capire

Vogliamo far presente che il Ministro ha fondato la sua decisione su una dichiarazione generica fatta dal Commissario Ue, anticipatoria della posizione che avrebbe poi assunto la Commissione, ammettendo di fatto l’incapacità nel riuscire a trovare una soluzione nazionale condivisa, nonostante le continue sollecitazioni provenienti dagli apparati comunitari. Infatti, su tali questioni, la Commissione Ue ha più volte sollecitato il Governo italiano con richieste esplicite per una migliore distribuzione delle risorse, nel rispetto dei principi di favorire uguali opportunità di sviluppo alle aree più deboli, e minacce di sanzioni. Si rende necessario quindi lavorare per un riequilibrio della ricchezza attraverso una distribuzione equa sia del valore dei titoli della PAC del Primo pilastro, sia sulla ripartizione delle risorse finanziarie del Secondo pilastro da destinare alle cosiddette aree in convergenza, poiché le soluzioni proposte provocherebbero un ulteriore divario tra Nord e Sud, in termini infrastrutturali, occupazionali e di sviluppo delle imprese.

Scippo delle risorse Feasr: pronta un’azione legale per fare valere le ragioni degli agricoltori del Sud e della Sicilia   

Informiamo il Ministro che già siamo in contatto con un gruppo di legali per fare valere le nostre posizioni in tutte le sedi Regionali Nazionali ed Europee. Inoltre chiediamo di prendere una posizione netta e chiara in merito alla modifica dei criteri di ripartizione dei fondi Feasr. Non è possibile accettare l’arroganza e prepotenza che in questi mesi il Ministro dell’Agricoltura Patuanelli – che rappresenta solo gli interessi del Nord – ha messo in campo con la volontà di scippare anche per la Programmazione 2023-2027 parte delle risorse destinate al Sud e in particolare alla Sicilia. Pertanto chiediamo di evitare quello che è avvenuto nelle ultime tre Programmazioni comunitarie dove sono stati sottratti alle Regioni meridionali – ed in modo particolare alla Sicilia – tanti milioni di euro attraverso la continua revisione dei criteri di ripartizione tra le Regioni con modifiche approvate in Conferenza Stato-Regioni: modifiche che hanno sempre penalizzato il Meridione. Nell’accordo stabilito in sede di Conferenza Stato-Regioni del 14 gennaio 2014, richiamato nella proposta del Ministero, si fa riferimento alla determinazione di indicatori “oggettivi” per la determinazione del riparto tra le Regioni relativo alla nuova Programmazione. In realtà tali indicatori oggettivi non sono stati ancora definiti, e l’utilizzo di alcuni degli indicatori usati per la ripartizione delle risorse nazionali per gli aiuti de minimis nulla ha a che fare con le risorse comunitarie del Feasr, essendo peraltro il de minimis destinato ad interventi residuali e “una tantum” rispetto a quelli strutturali contenuti nella Programmazione comunitaria per lo sviluppo rurale. Inoltre, la dotazione finanziaria di cui si parla è finalizzata al completamento della Programmazione dei PSR 2014-2020, la cui attuazione è stata prorogata per due anni nel rispetto delle medesime norme che l’hanno finora governata, in attesa che si definiscano i regolamenti che conterranno le disposizioni e le regole per il nuovo periodo e per l’utilizzo delle nuove risorse che allo stesso saranno destinate. Vanno pertanto mantenuti gli stessi parametri del cosiddetto “criterio storico” già definiti in sede di Conferenza per la programmazione in corso, fino al suo compimento, fintanto che non vengano concordemente determinati, nel confronto tra le Regioni, i criteri cosiddetti “oggettivi” cui faceva riferimento il citato Accordo del 14 Gennaio 2014.

Cosa fare

Di conseguenza bisogna:
1) mantenere il PSR così per come è strutturato adesso anche per il periodo di transizione;
2) redigere un piano strategico nazionale sulla PAC in modo da favorire biologico e sostenibilità in agricoltura. Le modifiche da fare devono riguardare la revisione dei criteri di ripartizione del Primo Pilastro per ciò che riguarda i titoli PAC, che vanno distribuiti in maniera equa in tutto il territorio nazionale già a partire dal primo anno.
Vi invitiamo ad ascoltare i veri agricoltori, che hanno a cuore lo sviluppo di una agricoltura sostenibile dal punto di vista economico e ambientale, ed evitate di ascoltare i professionisti dell’agricoltura che tanto danno hanno fatto a questo settore.

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