Minima Immoralia

I senza casa di Catania e di Palermo. E i due Comuni che fanno? Praticamente niente

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  • Possibile che nelle due più gradi città della Sicilia il problema venga completamente ignorato dalla politica? 
  • Nella Città Etnea Orazio Vasta, responsabile provinciale ASIA USB, ha scritto una lettera ai vertici di IACP e al Comune
  • A Palermo manifestazione domani pomeriggio 
  • E’ disponibile un immobile del Comune, ma il Comune è disponibile a risolvere il problema dei senza casa?

Possibile che nelle due più gradi città della Sicilia il problema venga completamente ignorato dalla politica? 

Quanti sono i senza casa a Catania e a Palermo? Il problema è molto sentito da chi non ha un tetto e da quei pochi cittadini di buona volontà che si occupano di loro. Nella Città Etnea dei senza casa si occupa spesso Orazio Vasta, responsabile provinciale ASIA USB; a Palermo se ne occupa spesso Tony Pellicane. Quello di lasciare senza casa i senza casa è una prerogativa della politica siciliana e di molte amministrazioni comunali delle grandi città siciliane. La cosa strana è he quando c’è da finire sulle prima pagine dei giornali e in televisione come campioni di solidarietà – come in questi giorni a causa della guerra in Ucraina – le dichiarazioni dove s dice che sono pronti ad ospitare profughi di qua e profughi di là si sprecano; però, gli stessi personaggi che si ‘svuccazziano’ presentandosi come pronti a dare solidarietà, per i senza casa di casa fanno non hanno alcunché. Con questo non vogliamo togliere nulla a chi viene da altri Paesi e ha bisogno di auto; ci chiediamo soltanto perché non si occupano anche degli ultimi di casa nostra. Forse perché ad aiutare i profughi si finisce su giornali e televisione, mentre ad aiutare gli ultimi di casa nostra non si guadagna notorietà? Chissà.

Nella Città Etnea Orazio Vasta, responsabile provinciale ASIA USB, ha scritto una lettera ai vertici di IACP e al Comune

Cominciamo con Catania. Leggiamo una lettera che Orazio Vasta ha inviato a al presidente dell’IACP,​ prof. Angelo Salvatore Sicali; al Direttore generale dell ‘IACP Catania Ing. Salvatore Bella; all’assessore comunale ai Servizi sociali con delega alla casa, Giuseppe Lombardo. “L’emergenza abitativa a Catania – scrive Vasta – è sempre più drammatica e nessuna misura è stata ancora adottata dall’IACP e dal Comune di Catania per contrastarla. Aumenta il numero delle persone, singoli e nuclei familiari, che vivono senza casa, per strada, nelle piazze, nelle aree esterne delle strutture ospedaliere, nei parchi, altrove. In questo contesto di emergenza sociale, addirittura il Comune ha sancito, in attesa di un nuovo bando, la fine del progetto Habito (alias Agenzia Casa del Comune di Catania), con la conseguenziale chiusura dello ‘Sportello unico per l’emergenza abitativa’, che con tutti i suoi limiti strutturali e politici​ rappresenta/va un riferimento per chi si trova a vivere nell’emergenza abitativa. In questo contesto di emergenza sociale in tante e in tanti manifestano il disagio di non riuscire a seguire la propria posizione nella graduatoria dell’IACP per l’accesso alle Case Popolari. Ma la domanda che viene posta da chi è​ senza casa o rischia di essere senza casa è​ una sola: ‘Ci sono ancora case popolari a Catania?’. In questo contesto, ASIA USB CATANIA ritorna a chiedere un incontro urgente con il presidente Sicali e il direttore Bella dell’IACP e un incontro con l’assessore comunale ‘alla casa’ Lombardo”.

A Palermo manifestazione domani pomeriggio 

Da Catania a Palermo dove domani è prevista una manifestazione sotto Palazzo delle Aquioe, la sede del Consiglio comunale della città. Appuntamento alle 15,00. sulla propria pagina Facebook Tony Pellicane sollecita la regolarizzazione “per le famiglie di via Domenico Scinà e per tutte le famiglie che hanno già autonomamente recuperato immobili abbandonati”; e le assegnazioni, “anche in auto-recupero per le famiglie di Viale Michelangelo e per tutte le famiglie in emergenza abitativa. STOP SGOMBERI E SFRATTI”. Scrive ancora Pellicane: “E’ una strategia quella del Comune? L’1 Febbraio scorso si è svolto un incontro con il Sindaco Orlando e gli Assessori Sala e Mantegna, erano presenti le delegazioni delle famiglie di Viale Michelangelo e di Via Scinà. Il Sindaco ha subito rassicurato le famiglie di Via Scinà dicendo che c’era necessità di avviare una perizia tecnica dell’immobile che certificasse l’agibilità dello stesso, immediatamente dopo si sarebbe avviata, per tutte le famiglie, una procedura di sanatoria, quindi di regolarizzazione. Per Viale Michelangelo il Sindaco ha prospettato una situazione decisamente più complicata, in quanto l’immobile occupato deve tornare nella disponibilità del proprietario privato; inoltre anche per quell’immobile si ravvisa un problema di inagibilità, quindi anche in questo caso sarebbe stata avviata una perizia tecnica per stabilire se le ex scuole abbiano problemi strutturali. Di seguito il Sindaco ha aggiunto che aveva predisposto un incontro con la Regione, l’Iacp e le Ipab, con l’intento di reperire alloggi, fece riferimento anche agli alloggi esistenti all’interno di ex caserme dismesse; poi ha aggiunto che una volta reperiti gli alloggi si sarebbe proceduto al trasferimento delle oltre 50 famiglie disagiate, in modo tale di assicurare loro di non finire per strada visto che continua ad esistere la seria possibilità che possano essere sgomberate. E’ passato un mese e nessuna notizia di avanzamento arriva”.

E’ disponibile un immobile del Comune, ma il Comune è disponibile a risolvere il problema dei senza casa?

“Intanto oltre 10 giorni fa – scrive sempre Pellicane – in via Scinà la Polizia municipale va ad apporre dei cartelli di sosta vietata e delle transenne lungo tutto il marciapiede davanti all’immobile occupato, nessun ufficio comunale pare ne sappia nulla, solo verbalmente ci viene detto che è un operazione propedeutica all’arrivo di una squadra che dovrà fare un intervento di messa in sicurezza dei cornicioni esterni… Ma questa squadra non si è mai vista… Il tutto, chiaramente, fa aumentare l’ansia delle famiglie che hanno pensato al peggio, cioè l’inizio di un eventuale operazione di sgombero, quindi ansia, paura e tanto nervosismo tra gli abitanti che ad oggi non sanno quale sarà il loro destino. In viale Michelangelo la situazione non è assolutamente migliore, anche in questo caso le famiglie vivono con il terrore di finire per la strada e, pur dicendo e dimostrando che i progetti di accompagnamento all’autonomia abitativa non sono un’adeguata soluzione, i servizi sociali continuano imperterriti a fare opera di convincimento sulle famiglie. Con le famiglie intanto ci riuniamo, parliamo e riflettiamo e, insieme, abbiamo messo a punto una proposta che, a nostro avviso, potrebbe essere la soluzione per tutte e tutti. Si tratta di un immobile nella disponibilità del patrimonio comunale in cui, secondo le indicazioni date dal Sindaco all’incontro scorso, potrebbero essere trasferite tutte le famiglie che, a loro volta, potrebbero, attraverso la pratica dell’auto recupero, rendere perfettamente abitabile. Tutte le famiglie sono disponibili a mettere la loro forza/lavoro a disposizione per un progetto che vedrebbe come obiettivo una loro sistemazione definitiva e dignitosa… ma alla nostra ulteriore richiesta di incontro con il Sindaco non arriva nessuna risposta. Cos’è questa, strategia che punta a smembrare le oltre 50 famiglie che, giustamente, fanno gruppo o semplice strafottenza? Tutti sono a conoscenza dei fatti sopra esposti, il Sindaco, gli Assessori di competenza, vari Consiglieri comunali, Dirigenti e Funzionari, i Servizi sociali. Ma nessuno muove un dito… Ah, adesso c’è qualcosa che ha la priorità, c’è la campagna elettorale!”.

Foto tratta da New Sicilia

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