Minima Immoralia

Palermo, l’evasione della TARI e la ‘presunta sinistra’ cittadina che tassa, tassa tassa… Andare a casa no?/ SERALE

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  • A Palermo tasse e imposte comunali sono troppo elevate e non c’è da stupirsi se ciò provoca un’elevata evasione 
  • La verità è che al Comune di Palermo sono completamente scollegati dalla realtà
  • Ipotizzare di sospendere le licenze commerciali ignorando che tra due mesi arriveranno bollette stratosferiche della luce e del gas non farà altro che peggiorare lo stato dell’economia cittadina 

A Palermo tasse e imposte comunali sono troppo elevate e non c’è da stupirsi se ciò provoca un’elevata evasione 

Palermo non ha mai brillato per pulizia. Ma da quando è iniziata la raccolta differenziata di qua sì e di là no la munnizza nelle strade e nei marciapiedi è cresciuta a dismisura. Oggi la munnizza è la normalità. Come le bare accatastate al cimitero monumentate di Santa Maria dei Rotoli. Come i tanti quartieri lasciati al buio. Come l’acqua dei rubinetti che va e viene. Come i cantieri ferroviari che, da anni, bloccano intere zone della città provocando ‘desertificazione’ economica. Come le strade piene di buche. Come Piazza della Pace dove si vive tra acqua e fogna. Ci si abitua a tutto, a Palermo. Chi non riesce ad abituarsi a ciò che ha creato e che continua a creare è l’attuale amministrazione comunale, che si stupisce del fatto che nel capoluogo della Sicilia ci sia un’elevata evasione della TARI. La TARI, per la cronaca, è la Tassa sull’immondizia: sull’immondizia che rimane nelle strade per giorni e giorni. In un articolo pubblicato su La Repubblica leggiamo: “D’ora in poi il rischio per le attività commerciali che hanno arretrati di TARI per più di mille euro è la revoca della licenza. L’aula ha approvato il via libera alle nuove regole con 16 sì, due no e 2 astenuti: accertata l’irregolarità, il settore Tributi del Comune la segnalerà con cadenza mensile allo Sportello unico attività produttive e il Suap notificherà l’avvio del procedimento di sospensione delle licenze. Darà un termine di 60 giorni per la regolarizzazione, scaduto il quale, entro altri 15 giorni, scatterà la sospensione dell’attività per tre mesi. E se ancora l’attività commerciale non si metterà in regola sarà revocata la licenza”.

La verità è che al Comune di Palermo sono completamente scollegati dalla realtà

E’ evidente che Consiglio comunale e Giunta comunale sono slegati dalla realtà. Intanto pensare di penalizzare le imprese che non hanno pagato la TARI in un momento in cui la pandemia ha ripreso piede è un errore gravissimo. Con la prospettiva che la situazione sanitaria si aggravi (a ridurre i contagi non sono i vaccini ma le alte temperature, tant’è vero che con l’arrivo del freddo l’Italia ha già superato i 50 mila contagi giornalieri e c’è un grande punto interrogativo sui ricoveri da Covid nei prossimi tre mesi invernali) le imprese vanno sostenute, non penalizzate. C’è chi pensa che tanti palermitani, stanchi di vivere con la munnizza sotto casa, abbiamo deciso di non pagare la TARI. Magari in alcuni casi può anche essere così. Ma la motivazione che sta alla base dell’alta evasione della TARI, a Palermo, è un’altra. L’economia cittadina è in grande difficoltà. In generale, la pandemia ha colpito tutti. Ma nel capoluogo siciliano ci sono altre motivazioni: per esempio, gli appalti ferroviari ‘eterni’ che hanno ridotto se non distrutto tante attività economiche. Poi ci sono le scelte sbagliate sulla mobilità, adottate dall’attuale amministrazione comunale ignorando le esigenze delle imprese. Il tutto in una città dove tasse e imposte comunali sono i massimi livelli. Non c’è bisogno di essere economisti per sapere che quando si aumenta la pressione fiscale fino a un certo punto aumenta il gettito; ma se l’aumento è eccessivo il gettito comincia a diminuire. A Palermo era già così nel 2018. Due anni di pandemia hanno peggiorato la situazione.

Ipotizzare di sospendere le licenze commerciali ignorando che tra due mesi arriveranno bollette stratosferiche della luce e del gas non farà altro che peggiorare lo stato dell’economia cittadina 

Cosa vogliamo dire? Che la ‘presunta sinistra’ – che con il sindaco Leoluca Orlando governa da quasi dieci anni la città – minacciando di chiudere le attività economiche e commerciali che fanno capo a chi non è in regola con il pagamento della TARI non otterrà un aumento del gettito TARI, ma peggiorerà lo stato economico della città. Riducendo, in prospettiva, il gettito degli anni futuri. Tra l’altro, chi ha pensato di andare a penalizzare le imprese che non pagano la TARI evidentemente non sa che, a Febbraio, le bollette della luce e del gas registreranno aumenti stratosferici. Il Governo nazionale di Mario Draghi pensava di intervenire con 5 miliardi di euro a sostegno di chi non potrà pagare le bollette. Ma siccome coloro i quali non saranno in grado di pagare le bollette sono tantissimi – famiglie e imprese – il Governo dei ‘geni’ di Draghi e dei sui Ministri ha deciso di dare la possibilità di rateizzare le bollette. Una follia totale che non servirà a tante imprese che ‘affonderanno’ comunque; e non servirà alle famiglie, se non per farle indebitare con i gestori di energia elettrica e gas. Insomma, l’Italia sta per entrare in una crisi economica pesantissima (anche perché le bollette aumentano mentre aumentano contagi e ricoveri da Covid) e il Comune di Palermo che fa? Chiede il pagamento della TARI minacciando la sospensione delle licenze. A nostro modesto giudizio, l’attuale amministrazione comunale dovrebbe prendere atto del proprio fallimento – che è politico e amministrativo insieme – per andare a casa.

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