Economia

La Guardia di Finanza accende i fari sul Superbonus 110%, rischio frodi e riciclaggio

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Indaga la Guardia di Finanza sull’acquisto e la cessione dei crediti relativi al Superbonus 110% e su tutti gli altri bonus edilizi. La magistratura ipotizza frodi e possibile riciclaggio di soldi provenienti da attività illecite.

Un raffinato meccanismo di frodi

Grazie alla cessione del credito e allo sconto in fattura contemplato dal decreto rilancio, si sarebbe instaurato un meccanismo su cui starebbero cercando di fare luce i nuclei della Guardia di Finanza dislocati nel territorio italiano. Si indaga su forme di riciclaggio di denaro sporco e truffe aggravate ai danni dello Stato. Come riporta un articolo del Sole 24 Ore di oggi, l’innesco sono le segnalazioni dell’Agenzia delle Entrate, mentre le informative di polizia giudiziaria stanno arricchendo una serie di fascicoli aperti in diverse procure della Repubblica italiane.

Oltre 950 milioni di froci accertate

Di certo al momento c’è che le frodi accertate fino a oggi ammontano a oltre 950 milioni di euro sui 12,7 miliardi di detrazioni per cessione e sconto dei lavori edilizi.

Rischio riciclaggio di proventi illeciti

Ma nei report dell’Agenzia delle Entrate ci sono annotate cessioni di crediti ritenuti inesistenti, per lavori mai realizzati, addirittura in favore di persone inconsapevoli, che poi si sono ritrovate nel cassetto fiscale le fatture. Inoltre vi sono dei sospetti su alcuni presunti fenomeni di riciclaggio su cui avrebbe acceso i fari l’ente antiriciclaggio della Banca d’Italia. Il rischio è che ci sia «la presenza di cessionari dei crediti che pagano il prezzo della cessione con capitali di possibile origine illecita».

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