Mattinale

Lo ‘spassionato’ Financial Times ci invita a sbarazzarci di ENI, Snam, ENEL, Italgas, Poste Italiane, Leonardo… (VIDEO di Byoblu)/MATTINALE 527

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  • La notizia è una: inglesi, francesi e tedeschi vogliono completare il ‘saccheggio’ dell’economia pubblica italiana
  • Quando Bettino Craxi, da Hmmamet, tuonava contro il Trattato di Maastricht
  • Quando ammazzarono Gheddafi

La notizia è una: inglesi, francesi e tedeschi vogliono completare il ‘saccheggio’ dell’economia pubblica italiana

Nel MATTINALE di oggi non possiamo non segnalare una stranezza. Ieri sera, stanchi dopo una giornata di lavoro, ci siamo ripromessi di presentare stamattina il Tg di Byoblu del 14 Luglio. Siamo rimasti colpiti dalla notizia di apertura: si racconta di un articolo del Financial Times che dà un consiglio – sicuramente ‘spassionato’ – al presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi: completare le privatizzazioni. Chi, come noi, ha vissuto, da giornalista ed osservatore, gli anni del Britannia, quando, in piena Tangentopoli, importanti ‘pezzi’ delle Partecipazioni Statali italiane vennero ‘macinate’ e vendute secondo i desideri di tre Paesi che hanno sempre invidiato all’Italia le Partecipazioni Statali – Franco Germania e Inghilterra – questa notizia arrivata dagli inglesi appena sconfitti agli Europei di calcio non poteva passare inosservata. Noi, comunque, ne approfittiamo per affrontare un tema spinoso che dà la misura della crisi economica e istituzionale italiana.

Quando Bettino Craxi, da Hmmamet, tuonava contro il Trattato di Maastricht

Su Byoblu un post accompagna il Tg del 14 Luglio: “Non è la prima volta che giornali stranieri tentano di fare pressione sulla politica italiana. Ancora una volta è il Financial Times a lanciare un appello al Primo Ministro italiano, Mario Draghi, affinché porti a termine il processo di privatizzazioni degli ultimi asset pubblici rimasti iniziato negli anni ‘90. Sulla pressione fatta attraverso le pagine del Financial Times con la proposta di privatizzare le ultime aziende pubbliche rimaste abbiamo raccolto il commento di Alberto Micalizzi“. Non è un caso che il giornale britannico inviti Draghi a “portare a termine” le privatizzazioni, perché fu proprio Draghi, nei primi anni ’90, ad iniziarle. Proviamo a capire che cosa rimane dell’economia italiana che non è ancora finita in mani straniere. “Privatizzazioni italiane: i ragazzi di Draghi dovrebbero abbracciare uno Stato più piccolo”, ci consigliano gli inglesi. Insomma, l’Italia dovrebbe regalare ai Paesi esteri ciò che non è stato alienato nella disgraziata stagione di Tangentopoli, una stagione – probabilmente ‘pilotata’ da forze esterne all’Italia – per liquidare l’IRI e ‘infilare’ il nostro Paese nell’Unione europea nel Trattato di Maastricht, cosa, questa, che i politici della Prima Repubblica non avrebbero mai accettato. Non è un caso che, da Hammamet, Bettino Craxi non finiva mai di criticare l’Europa di Maastricht e di chiedere la revisione di questo trattato ultraliberista.

Quando ammazzarono Gheddafi

Ma cosa c’è ancora da ‘saccheggiare’ in Italia? In primo luogo l’ENI, il colosso italiano che i francesi hanno sempre osteggiato sin dai tempi di Enrico Mattei; non dimentichiamo che è grazie a un accordo siglato dall’ENI in Libia che i francesi, nel 2011, con la ‘benedizione’ dell’America del ‘Premio Nobel per la Pace’ Obama, decidono di attaccare la Libia e di uccidere Gheddafi. Oltre all’ENI ci sono la Snam, l’ENEL, Italgas, Poste Italiane, Leonardo e magari il sistema bancario. In effetti, se ci riflettiamo, l’Italia non ha più sovranità monetaria, non può più nominare liberamente il Ministro dell’Economia, ma ha ancora un sistema bancario che non è stato completamente consegnato a soggetti esteri… Secondo gli inglesi, l’Italia si dovrebbe liberare di quello che resta del proprio sistema economico statale per completare la decarbonizzazione… Simpatici gli inglesi che ci ‘consigliano’ di sbarazzarci di quello che resta dell’economia pubblica italiana mentre, causa Covid, la stessa Ue ultraliberista che il virus sta riducendo con le pezze al culo è costretta, non avendo alle spalle una vera Banca Centrale, a inventarsi un intervento pubblico in economia con i bond… E non è facile capire, oggi se a far sorridere di più sono gli inglesi con i loro consigli o l’Unione europea dell’euro diventata, paradossalmente, keynesiana…

Foto tratta da Sky TG 24 

 

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