Sul Titanic

La storia del piccolo gabbiano perso da mamma gabbiana e curato da un signore. Poi ritrovato da mamma gabbiana

Condividi
  • Una storia a lieto fine nella Palermo dove i gabbiani si rotolano nella munnizza
  • Dopo quattro giorni mamma gabbiana ritrova il suo piccolo
  • “Io sono contento. Ho salvato la vita al piccolo gabbiano”

Una storia a lieto fine nella Palermo dove i gabbiani si rotolano nella munnizza

“Il piccolo gabbiano? Lasciamo perdere. Me ne sono occupato per quattro giorni, dalla mattina alla sera. E qualcuno ha fatto arrivare le forze dell’ordine. Questo qualcuno ha detto che tenevo il gabianotto prigioniero, legato a una zampa. Tutto falso”. Insomma alla fine il gabianotto dov’è?, chiediamo. Il signore sorride. “Se n’è andato via, ma non con le sua gambe. Anzi, non con le sue ali”. Storia particolare, quella che vi stiamo raccontando. Tre giorni fa, passando vediamo un signore chino su un piccolo gabbiano. Lo sta alimentando con una scatoletta di tonno. “Che succede?”, chiediamo. “Succede – ci risponde il signore – che ancora è piccolo e non sa volare. Se vuole le dico cos’è successo, sa, amo gli animali e negli ultimi anni ho avuto modo di osservare il comportamento dei gabbiani, che a Palermo sono di casa. Deve sapere che quando mamma gabbiana ritiene che sia giunto il momento di insegnare a volare ai piccoli li accompagna fuori dal nido. Piano piano i piccoli gabbiani cominciano a familiarizzare con il volo. Ecco, secondo me questo piccolo gabbiamo è sfuggito alla vista della madre. Per fortuna che mi sono accorto della sua presenza. Se non fossi intervenuto sarebbe già morto”.

Dopo quattro giorni mamma gabbiana ritrova il suo piccolo

Tre giorni dopo ripassiamo. Rivediamo il signore senza il piccolo gabbiano. “Io non abito qui, ma non ho portato via il gabbianotto. Sa perché? Perché ero sicuro che mamma gabbiana, magari aiutata da altri gabbiani, lo stava cercano. Così ho trovato questo cartone dove il gabbianotto in quattro giorni ha passato la maggior parte del tempo. Per tre quattro ore al giorno lo mettevo fuori, nella speranza che mamma gabbiana, che a mio avviso doveva essere da queste parti, lo trovasse. Non ci crederà, ma lo hanno trovato. Stamattina, quando ho preso il cartone da questo angolo di giardino ho visto che dal tetto della casa quattro o cinque gabbiani mi stavano osservando. Allora ho preso il gabbianotto, l’ho messo in bella vista e mi sono allontanato quattro o cinque metri, ponto a intervenire se il gabbianotto avesse avuto bisogno di aiuto. Due gabbiani si sono staccati dal tetto e sono atterrati accanto al gabbianotto. Ho visto mamma gabbiana prendere il piccolo, non so come abbia fatto, ma lei e l’altro gabbiano si sono portati via il gabbianotto. Sono molto soddisfatto. Per quattro giorni mi sono occupato di lui. Venendo qui quattro o cinque volte al giorno e avendo cura, la notte, di metterlo dentro il cartone sistemato nel giardinetto. E’ andata bene”.

“Io sono contento. Ho salvato la vita al piccolo gabbiano”

“Nel pomeriggio sono arrivati gli uomini delle forze dell’ordine. Mi hanno chiesto del gabbianotto che tenevo prigioniero. Gli ho raccontato come sono andate le cose. Gli ho raccontato quello che ho detto a lei. Erano un po’ perplessi. Allora gli ho detto: se venite con me vi faccio vedere alcuni nidi. Con i primi voli i gabbianotti hanno sempre difficoltà. La mamma gabbiana non li perde di vista. Ma può succedere che un gabbianotto si perda. Poi se ne sono andati. Io sono contento perché ho salvato un gabbianotto. E per quattro giorni l’ho fatto mangiare bene, altro che munnizza!”.

 

Pubblicato da