Sul Titanic

Campagna antincendio della Regione siciliana: non è vero che partirà in anticipo, il 3 Giugno è già tardi!

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  • La campagna antincendio della Sicilia partirà con meno ritardo rispetto alla disastrosa gestione dello scorso anno. Questa è la verità, il resto è propaganda
  • Gli incendi di questi giorni dimostrano che la Regione siciliana è in ritardo!
  • I protocolli d’intesa
  • In ogni caso lo sforzo del Governo regionale c’è, da verificare sul campo l’organizzazione 
  • La vigilanza nelle aree private a ridosso dei centri abitati e l’assenza di interventi nei campi di grano incendiati

La campagna antincendio della Sicilia partirà con meno ritardo rispetto alla disastrosa gestione dello scorso anno. Questa è la verità, il resto è propaganda

Gli incendi scoppiati nei giorni scorsi in tante aree della Sicilia hanno convinto il Governo regionale di Nello Musumeci ad anticipare la campagna antincendi. In realtà, nel comunicato diramato dalla presidenza della Regione c’è un po’ troppa enfasi, un po’ di confusione e non c’è informazione su un argomento centrale: la realizzazione delle opere di prevenzione degli incendi che a metà Maggio dovrebbero già operative. Da qui la nostra domanda: sono state realizzate o no, nelle aree verdi della nostra Isola, le opere di prevenzione del fuoco? Lo chiediamo perché, quanto avvenuto a Palermo, sul monte Pellegrino, dove i fumogeni utilizzati dai tifosi del Palermo calcio hanno provocato un incendio, dimostra che se il dolo degli incendi è da dimostrare, la casualità delle aree verdi che prendono fuoco è sempre dietro l’angolo. Morale: per combattere gli incendi serve la presenza umana nei boschi e servono, soprattutto, le opere di prevenzione.     

Gli incendi di questi giorni dimostrano che la Regione siciliana è in ritardo!

Ma andiamo al comunicato del Governo regionale: “La campagna antincendio in Sicilia partirà con grande anticipo, il prossimo 3 Giugno”. Già qui c’è un errore: sarebbe corretto parlare di “grande anticipo” se la campagna antincendio fosse partita a fine Aprile-primi di Maggio; una campagna antincendio che parte il 3 Giugno è già in ritardo! E lo dimostrano gli incendi di questi giorni. Proseguiamo con il comunicato: “È la principale iniziativa di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi e di vegetazione messa in campo dal governo Musumeci, assieme a una serie di accordi con gli enti territoriali e le associazioni per fare fronte comune contro l’attacco dei piromani”. E ancora: “Abbiamo deciso di anticipare di quasi due settimane la campagna antincendio nell’Isola – dichiara il presidente della Regione, Nello Musumeci – per potenziare l’attività di contrasto ai roghi, in un periodo in cui l’innalzamento delle temperature e la mano criminale dei piromani rischiano di mettere a rischio il patrimonio verde del nostro territorio, come accaduto in questi giorni”. La presenza dei piromani va dimostrata: senza prove oggettive è solo un tentativo, da parte del Governo, di giustificare le proprie insufficienze!

I protocolli d’intesa

“Questa iniziativa – leggiamo sempre nel comunicato – si aggiunge al protocollo d’intesa siglato dall’assessore regionale all’Ambiente, Toto Cordaro, e dal presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando, e a quello con gli imprenditori agricoli che diventeranno ‘Custodi del territorio’. “La filosofia della stagione antincendio 2021 – afferma Cordaro – punta a mettere in campo tutti i mezzi disponibili per contrastare questa pratica delinquenziale messa in atto da chi non ha rispetto per l’ambiente, devastando il nostro territorio. Abbiamo coinvolto le associazioni di categoria degli agricoltori e adesso anche l’Anci, perché tutti i sindaci siano coinvolti, assieme al Corpo forestale, ai Vigili del fuoco, alla Protezione civile centrale e territoriale, al migliore contenimento possibile del fenomeno”.

In ogni caso lo sforzo del Governo regionale c’è, da verificare sul campo l’organizzazione 

“In particolare – prosegue la nota del Governo regionale – l’assessorato dell’Ambiente e l’Associazione dei Comuni hanno posto alcuni punti fermi per rendere più efficace la prevenzione e il contrasto degli incendi: promozione del flusso di informazioni tra gli enti, rimozione delle condizioni favorevoli all’innesco e alla propagazione delle fiamme, vigilanza del territorio, ottimizzazione delle risorse umane e delle attrezzature nelle aree e nei periodi a maggior rischio. Un percorso di collaborazione e scambio dati, conoscenze e competenze, allo scopo di rendere sempre più incisiva ed efficace la difficile ma necessaria azione di lotta agli incendi estivi, migliorando la sinergia tra i vari organi competenti nell’attività antincendio, riducendo i tempi di intervento e ottimizzando mezzi e forze in pattugliamento. Il coordinamento sarà attuato dalla sala operativa regionale del Corpo forestale e dalle nove sale operative provinciali. Con il coinvolgimento dei Comuni si intende potenziare l’attività di vigilanza del territorio per verificare il rispetto delle ordinanze comunali e la pulizia di spazi e aree a ridosso di edifici strategici, ospedali, cliniche, scuole, vie di comunicazione. In particolare, si prevede la realizzazione di nuovi punti fissi di avvistamento incendio, ad integrazione di quelli già esistenti e di competenza del Corpo forestale della Regione siciliana, e il pattugliamento anche a cavallo e con autovetture. Percorsi e frequenze del pattugliamento saranno stabiliti nelle apposite convenzioni da stipulare tra le organizzazione di volontariato di Protezione civile e i Comuni interessati e comunicate alla sala operativa provinciale dell’Ispettorato forestale competente per territorio”.

La vigilanza nelle aree private a ridosso dei centri abitati e l’assenza di interventi nei campi di grano incendiati

Mancano, nel comunicato, due punti essenziali nella lotta agli incendi: la vigilanza dei Comuni nelle aree private e la previsione di intervento nei campi di grano maturo che vanno a fuoco. Se i privati, nelle aree verdi a ridosso dei centri abitati, non sono nelle condizioni di occuparsi di tali aree – dove magari sono presenti erbe disseccate e arbusti altrettanti disseccati – tocca ai Comuni effettuare la vigilanza. Se un campo di grano va a fuoco (e in questi casi è quasi certo il dolo, perché i campi di grano, nelle aree interne dell’Isola, non prendono fuoco a soli!), sarebbe opportuno non abbandonare gli agricoltori al proprio destino, ma intervenire, eventualmente anche con elicotteri o aerei. In ogni caso, anche se tardivo, l’azione del Governo regionale è positiva: quanto meno sembra esserci la volontà di affrontare il problema.

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